Caravaggio – La Chiesa cremonese pellegrina saluta il nuovo rettore del santuario

I vescovi Antonio e Dante al termine della Messa con i rettori e i concelebranti

Rispecchiarsi in Gesù e in Maria, per ritrovare la propria identità. Senza bisogno di grandi progetti o di fare cose straordinarie, ma ritornando all’essenzialità del Vangelo per essere, sull’esempio di Cristo, autentiche e credibili “parabole viventi”. È questo, all’inizio di un nuovo anno pastorale, il “piano” che il vescovo monsignor Antonio Napolioni ha affidato alla diocesi di Cremona, riunita nel pomeriggio di domenica 23 settembre al santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio, per il tradizionale pellegrinaggio diocesano. Un partecipato appuntamento, coinciso quest’anno con l’insediamento ufficiale del nuovo rettore del santuario, monsignor Amedeo Ferrari e con il saluto al rettore uscente, don Antonio Mascaretti.

Preceduto la sera di sabato scorso dal convegno con l’incisiva riflessione proposta da fratel Enzo Bianchi, della Comunità di Bose, il pellegrinaggio della Chiesa cremonese è iniziato con la preghiera mariana in basilica davanti allo speco della Madonna: un inno litanico, intervallato da canti e invocazioni, con il quale il vescovo Antonio – affiancato dal vescovo emerito monsignor Dante Lafranconi – ha affidato la diocesi a Maria: “Prendici per mano – ha pregato – e non ci stancheremo di percorrere le strade di paesi e città, seguendo Gesù, tuo Figlio e nostro Signore”.

A seguire, in processione, i sacerdoti concelebranti e i due vescovi hanno raggiunto l’altare esterno nel cortile del santuario per la celebrazione della santa Messa, guidata nel canto dall’Unione Corale Don Domenico Vecchia di Caravaggio, diretta da Giovanni Merisio con Roberto Grazioli all’organo. Monsignor Napolioni, dopo aver incensato l’altare e dopo i riti introduttivi, ha asperso tutti con l’acqua benedetta.

Nella sua omelia il vescovo Antonio ha posto l’accento sul tema dell’anno pastorale che inizia: “Parabole viventi”, come esortazione a tornare al confronto quotidiano con la Parola di Dio. “La nostra Chiesa locale va semplicemente avanti. Non con cose straordinarie. Ma si specchia in Gesù e in Maria per ritrovare la propria identità. Il credente – ha aggiunto – inizia il nuovo anno in atteggiamento eucaristico, di gratitudine, perché ostinatamente può vedere il bene sempre più grande di ciò che lo ostacola”.

Napolioni ha ribadito che, al di là di programmi e iniziative, il “progetto pastorale di una diocesi è la volontà di Dio”. Altrimenti, ha rilevato, “rischiamo di essere credenti dei nostri pensieri, delle nostre versioni di ciò che Lui ci dice: così fioriscono iniziative, progetti, cose… ma a volte ci attacchiamo a essi, perdendo di vista il vero ‘perché’ dei nostri sforzi”.

Commentando poi le letture della domenica, monsignor Napolioni ha messo in guardia da chiusure e individualismi: “Perché facciamo così fatica a diventare un cuor solo e un’anima sola?”. La risposta sta “nella fiducia eccessiva ed esclusiva nelle nostre passioni. Anche quelle positive. Il richiamo della Parola sia – ha detto – occasione ‘per gettare acqua sul nostro fuoco’ e perché ci sia, al posto delle nostre passioni, la ‘grande passione’. Il nostro programma è avere la passione di Gesù, il saper dare la vita per gli altri rivelando in tal modo l’immenso amore del Padre per i suoi figli. Anche se ci saranno momenti in cui la croce non ci verrà risparmiata”.

Per il vescovo Antonio sono Gesù e Maria, con il loro esempio, a indicare la strada da percorrere: “Morire ogni giorno all’egoismo, alla rabbia, al ‘ho ragione sempre io’ per lasciarsi guidare dalla via della tenerezza e non da quella dell’efficienza, perché non è più tempo di mostrare i muscoli, di esibire i numeri e urlare più degli altri. Oggi occorrono passione e autentica testimonianza, carità fraterna, cura del bene comune”.

Concludendo il Vescovo ha richiamato tutti non a essere “perdenti” nel mondo, ma a essere “fedeli al Vangelo e alla passione di Cristo per il mondo”. Nell’ascolto della Parola, ha sottolineato, “ogni comunità si fermi non solo per fare progetti e bilanci, ma per ascoltare il Vangelo e raccontarsi come ognuno di noi lo capisce, lo gusta e sceglie di viverlo. Allora davvero saremo più uniti e più credibili. Questa è la ‘parabola vivente’: non solo a parole, ma riconoscibile nella nostra vita”.

Al termine della solenne Messa i fedeli hanno ascoltato e accompagnato con l’applauso il ringraziamento di don Antonio Mascaretti (ora nuovo economo della diocesi di Cremona e parroco di Cicognolo) e il saluto di monsignor Amedeo Ferrari, che gli succede come rettore del santuario di Caravaggio. “Grazie, grazie, grazie!” ha detto don Mascaretti, chiedendo un ricordo reciproco nella preghiera.

Dal canto suo monsignor Ferrari s’è detto felice e onorato del nuovo incarico: “In questo santuario – ha aggiunto – ognuno si ‘appassioni’ a Maria e sappia ascoltare, in ogni situazione, il suo invito a ‘non temere’. Il santuario sia sempre più per tutti il luogo del dialogo, dell’ascolto e dell’incoraggiamento”.

Il nuovo rettore, classe 1951, è laureato in Pedagogia ed è stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1975. Ha svolto gran parte del suo ministero nel Seminario di Cremona, di cui è stato insegnante dal 1980 al 2006 e rettore dal 1998 al 2004. È stato inoltre responsabile dell’Istituto di pastorale San Pio X (1994-2004), presidente della Commissione per il Diaconato permanente (1997-2001) e delegato espiscopale per il clero (1997-1998). Diversi i ruoli ricoperti in Azione Cattolica, di cui è stato vice assistente diocesano per il Settore Giovani (dal 1983 al 1990 e ancora dal 1995 al 1997) e assistente diocesano (dal 1990 al 1997).

Nel 2004 monsignor Ferrari è stato nominato parroco di San Bernardo in Cremona e nel 2007 è stato trasferito a Castelleone come parroco delle comunità dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli in Castelleone e di San Marco Vescovo in Corte Madama, oltre che rettore del santuario della Madonna della Misericordia. E sono stati davvero tanti i castelleonesi che, domenica scorsa, hanno accompagnato monsignor Amedeo Ferrari a Caravaggio per l’avvio ufficiale del suo nuovo ministero.

Il pellegrinaggio diocesano della Chiesa di Cremona, con l’avvicendamento tra i due rettori del santuario di Santa Maria del Fonte, è terminato con l’invocazione dell’indulgenza plenaria e con la benedizione solenne del vescovo Antonio.