Home Chiesa NIGER: padre Gigi Macalli rapito in una zona di guerra

NIGER: padre Gigi Macalli rapito in una zona di guerra

Sul sito della SMA (Società Missioni Africane) troviamo ulteriori particolari sul rapimento di padre Gigi Maccalli.

Uomini armati, che si spostavano in moto, hanno fatto irruzione ieri notte alle 21.30, ora locale, nella missione di Bomoanga, a 120 km a ovest di Niamey, la capitale, e molto vicino alla frontiera con il Burkina Faso.

Hanno sparato in aria delle raffiche di mitra, e fatto prigioniero p. Pier Luigi Maccalli, missionario SMA di 57 anni. P. Pier Luigi aveva passato due mesi in Italia, a Crema, ed era ritornato nella sua missione da una decina di giorni.

I rapitori lo hanno derubato del computer e del cellulare, e caricato su una moto. Si sono poi diretti verso la casa delle suore, che nel frattempo si erano messe in salvo. L’hanno saccheggiata, e poi hanno fatto la stessa cosa con la vicina chiesa.

Un confratello indiano, che vive insieme nella stessa missione di p. Pier Luigi, è anche  lui riuscito a scappare e a mettersi in salvo.

I rapitori, con  p. Pier Luigi, sono infine ripartiti verso il confine con il Burkina Faso, si presume verso una zona coperta da una fitta vegetazione, in cui è facile nascondersi.

Nessuna rivendicazione è giunta finora.

P. Mauro Armanino, missionario SMA in servizio a Niamey, presume che i rapitori siano dei jihadisti, terroristi islamici, che sono attivi nella zona da qualche tempo, provenienti dal Mali e dal Burkina Faso .

Fonti locali dicono che negli ultimi mesi le forze dell’ordine avevano messo in guardia i missionari, perché erano stati registrati movimenti sospetti di miliziani jihadisti proprio al confine con il Burkina Faso.

P. Pier Luigi è a Bomoanga dal novembre 2007. Oltre che all’evangelizzazione, in questi anni si è molto dedicato alla promozione umana, al servizio dei bisogni sociali della popolazione della parrocchia: scavo di pozzi, costruzione di scuole e ambulatori, corsi di formazioni per i giovani contadini. Aveva organizzato anche incontri di sensibilizzazione per contrastare pratiche tradizionali nefaste, come le mutilazioni genitali femminili.

LA SITUAZIONE IN NIGER

(DIRE-SIR) – “Il triangolo tra Niger, Burkina Faso e Mali è una zona off-limits dalla quale non filtrano informazioni ufficiali e dove Stati Uniti e Francia stanno combattendo una guerra silenziosa”. Simone Teggi, cooperante dell’ong Cospe, parla con l’agenzia ‘Dire’ dopo la scomparsa di padre Pierluigi Maccalli. “L’ultima volta che sono stato in quella zona, a Tera, ho visto i segni del conflitto che gli eserciti stranieri combattono con i gruppi islamisti” dice Teggi: “In un giorno solo ho incrociato 30 camion e blindati dell’esercito francese in arrivo dalla Costa d’Avorio”.
L’area è la stessa dove, nell’ottobre 2017, erano stati uccisi in un’imboscata quattro soldati statunitensi parte di un’unità anti-terrorismo. I militari sarebbero stati impegnati in una campagna contro Jamaa Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin, un’alleanza nata dall’unione di gruppi armati come Ansar Dine, Fronte di liberazione Macina, Al-Mourabitoun e Al-Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi).
Secondo Teggi, “dal gennaio scorso nei pressi del confine con il Burkina Faso sono stati bloccati gli spostamenti delle ong senza che sia stata fornita alcuna motivazione”. Il contesto sarebbe quello di un conflitto con ricadute inevitabilmente negative per le comunità locali. “Le operazioni militari stanno peggiorando la situazione della popolazione – dice il cooperante – mentre su obiettivi, nemici e droni in decollo non è fornita alcuna informazione”.

IL CURRICULUM DI PADRE GIGI

Padre Gigi Maccalli, dopo aver seguito i corsi teologici nel seminario di Crema, è stato ordinato sacerdote nel giugno 1985. Subito è entrato nella Congregazione della SMA (Società Missioni Africane con sede a Genova) di cui faceva già parte il fratello Walter.
È stato missionario per molti anni in Costa D’Avorio. Nel 2001 è ritornato in Italia per sei anni di animazione missionaria soprattutto nelle parrocchie di Genova e della Liguria. Nel novembre del 2007 è tornato in Missione, in Niger. Nel mese di giugno del 2007 era infatti venuto a far visita alla SMA il vescovo di Niamey, mons. Michel Cartatéguy, con in borsa una domanda proposta: “Cercasi missionari”. Diceva che la quasi totalità della popolazione del Niger (13 milioni di abitanti) è considerata musulmana (al 98%), ma nella sua diocesi viveva la popolazione Gourmantché (200.000 persone) che di fatto non aveva aderito all’Islam ed era aperta all’annuncio del Vangelo.
La SMA nella sua V Assemblea Provinciale ha valutato e accolto la richiesta del vescovo nigeriano e padre Gigi si è proposto volontario. Così a fine novembre 2007 è partito per il Niger con destinazione Bomouanga, missione situata sulla strada che va verso la frontiera del Burkina Faso. Zona del Sahel, ai bordi del grande deserto del Sahara, dove la vita è dura per il clima con i suoi 46 gradi all’ombra e dove l’acqua è tra le più grandi necessità.