Parlamento Ue: via libera alla riforma del diritto d’autore e alla procedura verso il governo Orban

(Strasburgo) Doppio sì dal Parlamento europeo a due atti che hanno tenuto vivo il dibattito politico nelle ultime settimane in sede europea. Anzitutto l’approvazione della proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, che era stata respinta a giugno. La proposta sul copyright è stata approvata con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni. L’aula ha approvato alcune modifiche agli articoli più complessi, l’11 e il 13. Ora si aprono i negoziati legislativi con il Consiglio. 

L’emiciclo ha poi votato a favore (448 sì, 197 no, 48 astenuti) della relazione Sargentini che prevede l’avvio della procedura d’infrazione verso il governo ungherese di Viktor Orban per violazione dei capitoli democrazia, Stato di diritto e diritti umani. Anche in questo caso il dossier passa ora al Consiglio.

IL DIRITTO D’AUTORE

“Accogliamo con favore il voto di oggi al Parlamento europeo. È un segnale forte e positivo e un passo essenziale per raggiungere il nostro obiettivo comune di modernizzare le norme sul diritto d’autore nell’Unione europea”. Lo si legge in una dichiarazione congiunta del vicepresidente della Commissione e responsabile per il mercato unico digitale Andrus Ansip e del commissario per l’economia e la società digitali Mariya Gabriel sul voto odierno del Parlamento europeo per avviare i negoziati sulle moderne norme sul diritto d’autore. Il Parlamento europeo ha infatti adottato in seduta odierna a Strasburgo la sua posizione negoziale sulla direttiva sul diritto d’autore proposta dalla Commissione europea nel settembre 2016. 

“Le discussioni tra i colegislatori possono ora iniziare con una proposta legislativa che è un elemento chiave della strategia del mercato unico digitale e una delle priorità per la Commissione”. “Il nostro obiettivo per questa riforma è portare benefici tangibili per i cittadini, i ricercatori, gli educatori, gli scrittori, gli artisti, la stampa e le istituzioni del patrimonio culturale dell’Ue e per aprire il potenziale per maggiore creatività e contenuti chiarendo le regole e rendendole idonee per il mondo digitale. Allo stesso tempo, miriamo – affermano i commissari – a salvaguardare la libertà di parola e garantire che le piattaforme online, incluse 7.000 piattaforme online europee, possano sviluppare offerte e modelli di business innovativi”.

La Commissione si dichiara pronta a lavorare con il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Ue “in modo che la direttiva possa essere approvata quanto prima, idealmente entro la fine del 2018”.

LA DICHIARAZIONE DI TAJANI

“Il voto di oggi sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i nostri cittadini. Abbiamo scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine all’attuale far-west digitale. Non esiste vera libertà senza buone regole”: lo ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a seguito dell’approvazione del mandato da parte del Parlamento europeo per iniziare le negoziazioni con il Consiglio sulla proposta di direttiva sul diritto d’autore. “Con il voto di oggi il Parlamento europeo ha dimostrato la sua determinazione a proteggere l’inestimabile patrimonio di cultura e creatività che rappresenta la nostra stessa identità. Autori, artisti, designer, stilisti, giornalisti, scrittori, e tutto l’indotto e i posti di lavoro generati grazie al loro genio e investimenti, devono essere difesi da diffusioni e riproduzione non autorizzata. Ogni anno la violazione di diritti d’autore online costa migliaia di posti lavoro e miliardi di Pil all’Europa”. 

Il Parlamento “chiede che il diritto d’autore sia tutelato fuori e dentro il Web, che non può rappresentare una zona franca dove tutto è permesso. I giganti della Rete, che pagano nell’Unione tasse irrisorie trasferendo ingenti guadagni negli Usa o in Cina, non possono arricchirsi a spese del lavoro e degli altri”. Tajani puntualizza: “Vogliamo anche salvaguardare l’indipendenza e la qualità dei media, garantendo ai giornalisti la giusta remunerazione per il loro lavoro, che non può essere diffuso gratis dalle piattaforme per sottrarre pubblicità ai media stessi. Questo è l’unico modo per assicurare una effettiva libertà di stampa e un contrasto serio alle fake news”. 

E specifica: “Mente chi parla di censura. Non ci sarà nessuna limitazione della libertà di espressione. Wikipedia e tutti gli utilizzi di contenuti a fini educativi sono esplicitamente esclusi dalla direttiva. Così come l’uso privato dei contenuti via Tinder, eBay o Dropbox. Esclusi anche gli utilizzi per parodie (memes), critiche, hyperlinks e i servizi di cloud individuali, start up e Pmi. La direttiva chiede semplicemente alle piattaforme di essere responsabili della violazione di regole che già esistono per tutti nel mondo reale. Così come non si può entrare in un negozio e rubare libri o Dvd, allo stesso modo non è permesso diffondere online a scopo commerciale contenuti protetti da diritto d’autore”.