SINDACO BONALDI TRA PRESENTE E FUTURO: Crema 2020, piazza, leadership e welfare

stefania bonaldi
Spazio oggi al sindaco Stefania Bonaldi, che dopo l’estate è tornata alla guida dell’amministrazione comunale – da appassionata cittadina qual è – ancor più carica e determinata.

Sindaco, si parla spesso di leadership della città di Crema nel territorio e non manca chi avanza critiche. Crema la esercita fino in fondo? Come?

“La esercita come non sempre avvenuto in passato, interpretandola con competenza, ma soprattutto in termini di servizio del territorio, questo forse dispiace a chi concepisce i rapporti di forza in modo muscolare. La capacità di guidare un territorio passa dalle idee e dalla competenza e ciò non è molto gradito da chi ama la bagarre. Diciamo che tra una leadership autorevole e una autoritaria, noi preferiamo la trascrizione più democratica. Chi avanza critiche sarebbe il primo a levare gli scudi se agissimo con maggiore decisione. La prova evidente dell’efficacia del nostro approccio sono i fatti. Penso al lavoro enorme sul Piano di Zona del Distretto Cremasco, gestito e governato con la nostra struttura del servizio sociale, cercando di portare avanti progetti e obiettivi con modalità condivisa e partecipata. Che non significa avere l’unanimità su tutto, ma quanto meno provare ad aggregare, a lavorare insieme”.

Ciò vale anche per Società Cremasca Reti e Patrimonio e Area Omogenea.

“È avvenuto e sta avvenendo in particolare proprio con le nostre società partecipate, Scrp in primo luogo, ma anche con la costituzione dell’Area Omogenea Cremasca, organismo politico, che si propone appunto di promuovere politiche condivise nei 50 Comuni del nostro territorio, cercare di fare squadra e di muoversi in modo coordinato, anche nelle relazioni con altri territori o con enti superiori. In questa logica sono stata la prima a promuovere l’idea che la presidenza dell’Area Omogenea fosse assegnata al sindaco di un piccolo Comune, Casaletto Ceredano, proprio per volere significare che Crema c’è, ma non intende fare la parte del leone ed è forte, se tutto il territorio è forte e coeso”.

Quali gli obiettivi primari dell’amministrazione, opere a parte, del prossimo futuro?

“Beh, a parte il capitolo opere pubbliche, certamente siamo molto impegnati sul fronte della promozione culturale e turistica della città, che sta vivendo un momento unico ed eccezionale: certamente il film di Luca Guadagnino è stato un’occasione incredibile, ora si tratta di consolidare questo ‘posizionamento’ anche internazionale. Devo dire che mai come oggi assessorato alla Cultura, Pro Loco, Fondazione San Domenico e Reindustria si stanno muovendo in grande sinergia, complice una realtà culturale cittadina vivacissima e spesso di grande spessore. Il tutto con un approccio di sistema che in questi mesi ha dato buoni frutti. Continuerà dunque questo impegno, che naturalmente richiede anche investimenti più significativi sui capitoli di Bilancio della Cultura, ma che certamente produce frutto”.

Cosa mi dice sul Welfare di Comunità.

“È un altro fronte che ci vede in prima linea, la nuova frontiera di un moderno servizio sociale. Dopo il decentramento delle équipe sociali con assegnazione nei quartieri, dove lavorano accanto a tutte le realtà presenti, centri d’ascolto, parrocchie, scuole, associazioni di volontariato, società sportive, realtà del terzo settore, concluderemo il secondo percorso di co-progettazione sociale, una vera e propria rivoluzione copernicana nella modalità di progettare e gestire i servizi. Terzo settore e cooperazione non sono più solo i gestori dei servizi, ma diventano partner dell’ente locale già nella fase di disamina dei bisogni e di progettazione delle risposte. L’obiettivo è quello di un servizio sociale che sviluppi un approccio di corresponsabilità della comunità e che si incentri sulle esigenze delle persone, non sulle misure sociali o su logiche di beneficenza o di assistenzialismo, non solo pedagogicamente sbagliate, ma anche insostenibili”.

Crema 2020: a che punto è il cantiere? Sono stati compiuti altri step in merito all’opera integrata del sottopasso su viale Santa Maria approvato dalla Giunta?

“Il cantiere relativo al primo step di Crema 2020 (riqualificazione area davanti alla stazione ferroviaria e realizzazione di un hub di interscambio per i pullman, con posizionamento di punto car sharing, velostazione per le biciclette e 7 punti in città di accesso al bike sharing) è in corso; potrebbe verificarsi qualche minimo ritardo rispetto alla tempistica di chiusura del cantiere, prevista per fine ottobre, ma il monitoraggio dei nostri servizi tecnici è costante. La novità vera è che siamo a un passo dal concludere l’accordo con Regione e Rfi per la copertura dell’intero quadro economico per la realizzazione del sottopasso ciclopedonale, secondo il progetto definitivo che sarà pronto a fine novembre e che consegneremo alle Ferrovie perché lo inseriscano nel proprio piano di superamento dei passaggi a livello. Puntiamo, con il coordinamento di Regione Lombardia e dell’assessore Claudia Terzi, a concludere l’accordo entro l’autunno. Questo resta l’obiettivo primario del mio mandato e vede impegnati trasversalmente gli assessorati ai Lavori Pubblici, all’Urbanistica e all’Ambiente, oltre che la sottoscritta”.

Piazza Garibaldi e via Cadorna: s’è capito, il Comune ha le idee chiare. Eppure, ci sono interventi polemici. Come li interpreta e accoglie?

“La pedonalizzazione di piazza Garibaldi era nel programma elettorale ed è inserita nel programma di mandato. Nasce dall’esigenza, espressa anche da molti cittadini che hanno partecipato ai lavori di stesura del programma, insieme alle forze civiche e politiche, di riqualificare una piazza che oggi è solo un parcheggio disordinato, rendendola fruibile e vivibile. Abbiamo cercato di salvaguardare il più possibile la accessibilità delle auto e la possibilità di parcheggi a rotazione per arrivare comodamente agli esercizi commerciali e siamo convinti che, alla fine, i negozi e le attività della piazza ne beneficeranno. Per via Cadorna, l’intervento di revisione della viabilità non è solo previsto nel programma, ma anche nella pianificazione comunale preesistente. Quando abbiamo approvato il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile), l’intervento era già inserito e, nella fase prevista per acquisire osservazioni, nessuno s’è fatto avanti, se non il Comitato dei cittadini della zona che ha chiesto di prevedere tale intervento come prioritario, istanza recepita e fatta propria dal Consiglio. Le proteste di oggi sono davvero fuori tempo massimo e forse create un poco ad arte. Sono la prima a ritenere che politica e amministrazione debbano confrontarsi con i cittadini, i corpi intermedi, le categorie, tuttavia il tempo dell’ascolto non può essere protratto all’infinito per bloccare le decisioni, chi amministra alla fine deve fare sintesi e assumersi le responsabilità per le quali è stato eletto.”
In effetti anche su piazza Giovanni XXIII s’era alzato un gran polverone, ma l’intervento oggi sembra incontrare il favore dei cittadini…
“Un amministratore che agisce nell’interesse dei cittadini deve ascoltare, ma poi agire, senza temere l’impopolarità, perché questo è il vero cancro del populismo, se si seguono solo gli applausi non si governa, ma si distribuiscono caramelle. Piazza Giovanni XXIII è un caso classico: proprio un negoziante, prima restio all’intervento proprio per le legittime apprensioni che anche oggi hanno molti esercenti di piazza Garibaldi, nel giro dei quartieri concluso nel mese di luglio ci riferiva che l’accesso alla sua attività oggi è molto migliorato: gli ho detto che lo prenderemo come testimonial!”.