La storia di Gloria: “Viva e mamma grazie all’Ospedale Maggiore di Crema”

Il Nido nel reparto di Ginecologia e, nel riquadro, il dottor Siliprandi

Gloria Fayer, di Ripalta Cremasca, oggi residente a Crema, dal 28 maggio scorso è una mamma felice. Il piccolo Giorgio – che s’addormenta tra le braccia di nonno Brando – è la sua gioia e quella del suo compagno. Una famiglia felice, un’immagine che scalda il cuore. “Tutto questo lo posso godere – afferma la trentenne Gloria – grazie all’Unità operativa di Ostetricia-Ginecologia e alle équipe dell’Ospedale Maggiore di Crema: se sono viva e mamma lo devo a loro, alle loro cure e alla loro professionalità. Non finirò mai di ringraziarli”.

La felicità attuale ha rischiato seriamente di essere stravolta. Un anno fa in un ospedale della Puglia, regione d’origine del compagno di Gloria, i medici prospettano una gravidanza difficilissima e rischiosa e una serie di problemi, tanto da prevedere l’asportazione dell’utero e seri rischi di sopravvivenza. Tornata in Lombardia, la giovane cremasca si rivolge a note strutture milanesi: la diagnosi, però, non cambia. Anzi, peggiora.

Andando contro lo scetticismo di più persone, Gloria si rivolge allora all’Ospedale Maggiore di Crema e, in Ostetricia-Ginecologia si affida al direttore dottor Vincenzo Siliprandi. La prospettiva cambia radicalmente: le difficoltà non svaniscono, ma si possono affrontare e anche risolvere. Le problematiche a livello di utero ci sono, ma l’intervento prospettato a Gloria – pur nella sua complessità – è molto meno invasivo rispetto a quanto le era stato detto altrove. Gloria inizia il suo percorso – i mesi della gravidanza non sono stati facili – e nel frattempo, tra esami e cure, il dottor Siliprandi prepara la “task force” di medici e tecnici che dovrà entrare in sala operatoria: saranno ben 25 professionisti tra ginecologi, anestesisti, chirurghi, analisti di laboratorio, infettivologo, nefrologo, radiologo interventista, pediatra… L’intervento, tra parto cesareo e asportazione dei fibromi, oltre che per altre complicanze sopraggiunte, è durato quattro ore, seguite da tre giorni in terapia intensiva e da venti giorni di degenza. L’utero, contro ogni aspettativa, è stato mantenuto e il bimbo sta bene: Gloria ora sta seguendo una cura ormonale e tra sei mesi dovrà sottoporsi a un altro intervento per l’asportazione degli ultimi fibromi.

“A chi storceva il naso quando parlavo di Crema – sottolinea Gloria – dico che all’Ospedale Maggiore ho trovato veramente eccellenza, professionalità, dedizione e umanità; qui non mi sono sentita ‘un numero’ e sono stata accompagnata e seguita in sicurezza. Ringrazio tutti: il dottor Siliprandi e il suo collega Addeo, il pediatra Canidio, l’infettivologo Ingrassia e tutti gli altri, compresi infermieri e ostetriche. Mi scuso per i disagi e le paure. Mi spiace quando sento giudizi negativi, spesso preconcetti, sul nostro ospedale: io gli devo la vita. E la gioia di essere mamma!”.