“Desperate Journeys”: un aumento notevole del tasso di mortalità nelle traversate del Mediterraneo

Dall’inizio del 2018 ad oggi, oltre 1.600 persone hanno perso la vita o risultano disperse nel tentativo di raggiungere l’Europa. A fronte di un calo nel numero totale di persone che arrivano in Europa, si registra un drastico aumento del tasso di mortalità, in particolare tra coloro che affrontano la traversata del Mediterraneo.
“Si calcola che tra gennaio e luglio 2018, nel Mediterraneo centrale abbia perso la vita o risulti dispersa una persona su 18, in confronto a una su 42 nello stesso periodo del 2017”. Questa è la denuncia contenuta nel nuovo rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) “Desperate Journeys” (Viaggi disperati), reso noto lo scorso 3 settembre.
Lungo la rotta del Mediterraneo centrale dall’inizio del 2018 si sono verificati dieci incidenti che sono costati la vita a 50 persone o più, la maggior parte delle quali partite dalla Libia. Sette di questi incidenti sono avvenuti dopo il mese di giugno. Finora, nel corso dell’anno, sono morte più di 300 persone lungo la rotta marittima dal Nord Africa alla Spagna, un netto aumento rispetto al 2017, quando si erano registrati 200 decessi nell’arco dell’anno. Nel mese di aprile oltre 1.200 persone hanno raggiunto la Spagna via mare: il tasso di mortalità è così salito a un decesso su ogni 14 persone che arrivano in Spagna via mare. Più di 78 rifugiati e migranti sono morti ad oggi lungo le rotte terrestri in Europa o presso le frontiere, rispetto ai 45 registrati lo scorso anno nello stesso periodo.
“Il rapporto conferma ancora una volta come la traversata del Mediterraneo sia tra le più rischiose al mondo”, ha dichiarato Pascale Moreau, direttrice dell’Ufficio Unhcr per l’Europa. “Il calo di persone che arrivano sulle coste europee non è più un test per stabilire se l’Europa possa gestire tali flussi, ma per capire se sia in grado di fare appello a quel senso di umanità necessario a salvare vite umane”. L’Unhcr chiede all’Europa “di aumentare l’accesso a percorsi sicuri e legali per i rifugiati, attraverso misure quali l’aumento dei posti di reinsediamento e la rimozione degli ostacoli al ricongiungimento familiare, che contribuiscono a fornire alternative a tragitti potenzialmente mortali”.
Il rapporto esorta a “garantire a coloro che cercano protezione internazionale un accesso tempestivo alle procedure di asilo e invita a rafforzare i meccanismi di protezione nel caso di minori che viaggiano da soli e sono in cerca di asilo”.
Fonte AgenSir