Nave Diciotti: sbloccata la situazione. L’impegno della Chiesa

Si è finalmente sbloccata la situazione della nave Diciotti. Dopio la disponibilità espressa dall’Irlanda, dall’Albania e della Chiesa Italiana di accogliere gli immigrati della nave Diciotti, il ministro Salvini ha permezzo lo sbarco dei giovani ancora imbarcati e in condizioni critiche.

Per quanto riguarda l’impegno della Chiesa italiana, mons. Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei, ha detto in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000: “Abbiamo deciso di entrare in una situazione di stallo che era ormai diventata insostenibile per tutti. Vedere queste persone su una nave italiana attraccata sulle nostre coste e impossibilitate a scendere era una situazione intollerabile anche dal punto di vista umanitario”.

“C’è stata una prima fase con appelli e comunicati – ha spiegato il portavoce della Cei – per arrivare ad una disponibilità concreta e fattiva di accoglienza in strutture che appartengono e fanno riferimento direttamente alla Chiesa italiana. Questo per sbloccare la situazione. È ovvio che stiamo parlando di una soluzione che è legata all’emergenza, una soluzione che di fronte al no dell’Europa e al braccio di ferro che ha tenuto il ministro su questa questione è stata l’unica che siamo riusciti a individuare. Ma la vera partita da giocare è quella culturale e politica. Perchè non possiamo semplicemente affrontare il tema dei migranti e questo esodo di popoli con delle soluzioni emergenziali che non devono essere sopravvalutate”.

“Questa risposta concreta – ha aggiunto don Maffeis – ravvia la speranza e la possibilità che di fronte all’altro non ci si possa semplicemente chiudere alzando muri o barriere ma come ripete spesso il Papa occorre veramente aprire la porta del cuore e di un’accoglienza reale costruendo un ponte verso l’altro e accettando che l’altro porti la propria esperienza, ricchezza e cultura. La vita vive anche di segni che ci ricordano chi siamo”. Nell’accoglienza di questi migranti, ha concluso don Maffeis, “si sono affacciate tante diocesi che hanno offerto accoglienza e disponibilità. Un po’ tutte le diocesi della Sicilia. Ricordo che stiamo parlando di un numero limitato, circa un centinaio di persone. E in queste ore si deciderà in quali centri queste persone debbano essere accolte”.