MONITORAGGIO PONTI DELLA CITTÀ?

Una fotografia del ponte sul Serio in città
Dopo i tragici fatti tragici di Genova, è scoppiata una sorta di sindrome ponti. Anche a Crema il capogruppo della lista “Il coraggio di fare – Polo civico per Crema”, Enrico Zucchi, chiede un monitoraggio dei ponti locali (corredata da alcune foto del Cavalcavia di Via Visconti (Cava Ghilardi); del ponte sul Cresmiero di via Viviani del ponte sul Serio di Via Cadorna.
D’accordo l’assessore Bergamaschi che ha già inviato richieste a chi di dovere.
“I fatti accaduti a Genova – dichiara il capogruppo Zucchi – mi hanno profondamente colpito e fatto riflettere. Mi sono sentito inerme di fronte a responsabilità o negligenze altrui. E come spesso mi accade l’empatia mi ha fatto avvicinare alle persone che stanno soffrendo senza colpa né peccato a causa di errori commessi da altri”.
“Dopo lo sgomento – prosegue Chicco Zucchi – mi sono domandato: chissà in
che stato sono i ponti di Crema? È così che ho chiesto ad un fotografo e ad
un tecnico di fiducia di fotografare alcuni dei ponti di Crema. Invio le
foto senza fare commenti sullo stato di manutenzione. Una sola domanda al
Sindaco Bonaldi e al Presidente della Provincia di Cremona: è garantita la
sicurezza di coloro che transitano su questi ponti?
A stretto giro di posta la risposta dell’assessore Bergamaschi:
“La proposta del Consigliere Zucchi – scrive in un comunicato – mi trova del tutto sintonico e infatti mi ha già visto compiere passi nella direzione suggerita. La tragedia genovese credo abbia scosso ogni italiano, destando qualche preoccupazione ulteriore negli amministratori pubblici.
Proprio per questo motivo, immediatamente dopo la triste notizia, avevo già preso contatti con l’Ing. D’Antino del dipartimento ABC – Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano, per verificare la possibilità di una collaborazione in ordine ad un monitoraggio della condizione dei ponti cremaschi, rispetto ai quali certamente vi è una supervisione di default da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale, ma un approfondimento in via cautelativa lascerebbe tutti più sereni.
Sono in attesa di un feedback a giorni. Avviare una collaborazione con l’ateneo sarebbe una mossa doppiamente vincente, perché non solo assicurerebbe alla città una fotografia puntuale delle necessità manutentive infrastrutturali, ma sarebbe anche occasione per giovani studenti di avviare progetti didattici e sviluppare una sensibilità, da futuri progettisti, che è purtroppo mancata con riferimento a Genova. Infine si coordinerà un coinvolgimento della protezione civile nel monitoraggio. Una situazione quindi in evoluzione, che ha visto l’immediata attivazione dell’Amministrazione nel garantire la sicurezza dei cremaschi.”