Home In Evidenza GENOVA. Ponte Morandi, il giorno dei funerali di Stato per le vittime

GENOVA. Ponte Morandi, il giorno dei funerali di Stato per le vittime

È una Genova addolorata e ferita quella che, nella giornata di lutto nazionale, si è stretta attorno ai familiari delle vittime del crollo del ponte Morandi nella celebrazione dei funerali solenni nel padiglione B della Fiera di Genova.

Alle 11.30 di oggi sabato 18 agosto le campane delle chiese di Genova hanno iniziato a suonare a lutto. Le saracinesche dei negozi della città abbassate, le bandiere a mezz’asta, le strade deserte, il porto fermo. È una Genova addolorata e ferita quella che, nella giornata di lutto nazionale, si è stretta attorno ai familiari delle vittime del crollo del ponte Morandi nella celebrazione dei funerali solenni nel padiglione B della Fiera di Genova.

ALTRE VITTIME

In mattinata la notizia del ritrovamento sotto le macerie degli ultimi dispersi: sale così a 42 il bilancio dei morti.

FUNERALI DI STATO

Funerali di Stato solo per 19, le famiglie degli altri deceduti hanno scelto esequie in forma privata. Sulla bara bianca di Samuele, otto anni, due peluches e un mazzo di fiori gialli, appena dietro il feretro del bimbo ci sono quelli del padre e della madre, e poi, messe a semicerchio, altre 16 bare. I funerali, presieduti dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, concelebrati da mons. Alberto Tanasini, vescovo di Chiavari, da mons. Luigi Ernesto Palletti, vescovo di La Speiza, da mons. Martino Canessa, vescovo emerito di Tortona, da mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova, da mons. Marco Doldi, vicario generale di Genova e da un centinaio di sacerdoti diocesani, si sono svolti alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (che in mattinata si era recato sul luogo della tragedia e in visita ai feriti negli ospedali San Martino, Galliera e Villa Scassi), delle più alte cariche dello Stato, del questore di Genova Sergio Bracco, del prefetto Fiamma Spena, del presidente della Liguria Giovanni Toti, del sindaco di Genova Marco Bucci e di moltissimi altri sindaci della Città metropolitana. Presenti anche i vertici di Autostrade per l’Italia.

Le squadre dei Vigili del fuoco e dei soccorritori che ininterrottamente hanno lavorato sotto ponte Morandi nei giorni scorsi al loro arrivo sono state applaudite dai parenti delle vittime e dai cittadini. I giocatori di Genoa e Sampdoria sono arrivati insieme, con i presidenti Preziosi e Ferrero e gli allenatori Ballardini e Giampaolo. Nell’omelia della messa, animata dal coro della Cattedrale di Genova, il card. Bagnasco ha innanzitutto portato la vicinanza del Santo Padre: “Papa Francesco – ha detto – anche ieri sera, con una telefonata affettuosa, ha voluto manifestarci la sua prossimità”. “In questi giorni – ha proseguito – ovunque si innalza a Dio un’onda di preghiera. Genova è nello sguardo del mondo, in un grande abbraccio di commozione, di affetto e di attesa”. “La ferita è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati”.

L’arcivescovo ha descritto i sentimenti della popolazione davanti alla tragedia: “Il crollo del ponte Morandi ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. Innumerevoli sono i segni di sgomento e di vicinanza giunti non solo dall’Italia, ma anche da molte parti del mondo”. “L’iniziale incredulità e poi la dimensione crescente della catastrofe, lo smarrimento generale, il tumulto dei sentimenti, i perché incalzanti, ci hanno fatto toccare ancora una volta e in maniera brutale – ha detto ancora Bagnasco – l’inesorabile fragilità della condizione umana”.

POSSIAMO FIDARCI DI DIO NONOSTANTE TUTTO

Nonostante la tragedia e il dolore, “proprio dentro a questa esperienza, che tutti in qualche modo ha toccato, si intravvede un filo di luce. Quanto più ci scopriamo deboli ed esposti, tanto più sentiamo che i legami umani ci sono necessari: sono il tessuto non solo della famiglia e dell’amicizia, ma anche di una società che si dichiara civile”. “Gesù mostra che di Dio ci possiamo fidare anche se non sempre ci sono chiare le vicende umane. La fede, infatti, non dissipa tutte le nostre tenebre, ma illumina il cammino passo dopo passo, giorno dopo giorno. La sua risposta ai nostri tormenti – ha detto il vescovo – è innanzitutto una presenza che ci accompagna: Gesù crocifisso, e la Madonna sotto la croce del Figlio, sono l’immagine e il segno più evidenti che il Signore non ci abbandona, ma ci precede”. Genova “non si arrende: l’anima del suo popolo in questi giorni è attraversata da mille pensieri e sentimenti, ma continuerà a lottare. Come altre volte, noi genovesi sapremo trarre dal nostro cuore il meglio, sapremo spremere quanto di buono e generoso vive in noi e che spesso resta riservato, quasi nascosto, schivo”. Queste parole sono state accolte da un lungo applauso dall’assemblea. Il cardinale ha ancora sottolineato che “la rete organizzativa e la tempestività a tutti i livelli – istituzionale, di categoria e associazioni -, la professionalità generosa di tutti, a cominciare dai vigili del fuoco, la disponibilità generosa di molti, la forza dei feriti, la preghiera e la solidarietà che subito si sono levate da ogni parte della diocesi, rendono visibile l’anima collettiva della nostra Città”.

I NOMI DELLE VITTIME

Dall’altare, dove campeggiava il Crocifisso processionale della Confraternita S. Ambrogio di Voltri, durante la celebrazione, mons. Tanasini ha letto i nomi di tutte le vittime e a ogni nome è seguito l’applauso delle migliaia di persone che erano dentro l’ampia struttura e anche fuori, dove è stato allestito un maxischermo. Al termine della celebrazione il rito delle esequie con l’aspersione e l’incensazione delle bare. Infine la preghiera islamica per due delle vittime che appartenevano a questa fede. “Genova, che in arabo significa ‘la bella’, saprà rialzarsi. Le comunità islamiche pregano perché la pace sia con tutti voi. Che il Signore protegga l’Italia e gli italiani”: sono le parole conclusive dell’imam in ricordo delle vittime del crollo del ponte.

Il cardinale Bagnasco ha infine salutato una per una, tutte le famiglie delle vittime del crollo del ponte Morandi presenti alle esequie di Stato. Piano piano, in un silenzio raccolto e composto i genovesi hanno lasciato l’Area della Fiera, dopo una celebrazione seguita da oltre 300 giornalisti accreditati da tutto il mondo, che hanno raccontato a tutti il lutto di una città e di un intero Paese.

Michele De Leo, da Genova