Alla scoperta dei luoghi sacri/7: Montichiari e San Pancrazio

La meta che vi proponiamo oggi è l’ideale per un pomeriggio domenicale. E sarà certamente una bella sorpresa scoprire un angolo dello spirito veramente notevole.

 

MONTICHIARI
Si tratta della cittadina di Montichiari, in particolare di una splendida pieve medioevale, dedicata a San Pancrazio, immersa in un bellissimo parco a mezza costa sulle colline moreniche.
La bella cittadina di Montichiari (circa 27.000 abitanti) si raggiunge percorrendo la provinciale lenese n° 668 nella quale ci si inserisce dalla circonvallazione di Soncino. Da Crema si arriva in un’ora.
Nel piazza centrale del borgo si affaccia il grande duomo settecentesco che val la pena visitare. È consigliabile poi salire lungo un viottolo che, dalla piazza, attraverso una porta arcuata, conduce al castello Bonoris, uno degli esempi architettonici di stile neogotico più importanti della Lombardia. Fu commissionato dal conte Gaetano Bonoris (1861-1923) per farne la propria dimora. Costruito tra il 1891 e il 1905 su preesistenti ruderi medievali è stato acquisito dal Comune nel 1996. Il castello, circondato da un vasto parco, sorge sullo stesso colle di San Pancrazio.

LA PIEVE
Per raggiungere invece la pieve di San Pancrazio si sale sul colle con una comoda strada asfaltata (seguire le indicazioni).
Nelle vicinanze del santuario prende il via, lungo la ciclabile, una Via Crucis con le stazioni raffigurate su pannelli bronzei. Sarebbe bello percorrerla nella preghiera. Al termine ecco la fresca distesa erbosa ombreggiata da numerosi alberi nella quale è inserita la pieve medievale. La basilica sorge sul versante occidentale dell’omonimo colle morenico elevato sulla piana di Montichiari, con un monumentale impianto a tre navate absidate (39 x 16 m): la facciata si “affaccia” sulla valle sottostante.

Nata nel V-VI secolo, la pieve raggiunse l’apice della sua importanza nel secolo XII, come testimonia la costruzione dell’imponente edificio romanico che ancora oggi ammiriamo.
Di questo periodo sono le Bolle di vescovi bresciani e di papi, che riconoscevano alla Pieve il possesso di numerosi beni e il diritto a riscuotere un terzo delle decime dei raccolti di tutto il territorio su cui aveva giurisdizione.
L’ubicazione dell’edificio, la sua straordinaria ampiezza, la scelta della preziosa pietra lavorata per la sua costruzione sono segni indubbi della sua importanza.

Nel secolo XV, con la costruzione in posizione più comoda dell’attuale parrocchiale di Santa Maria Assunta, la pieve perse d’importanza. Le ristrettezze economiche ne causarono un forte degrado lungo i secoli. L’hanno rivalorizzata i recenti restauri durati dal 1960 al 1995.

Si presenta ancora come una costruzione romanica a tre navate. L’intero edificio è realizzato con conci ben squadrati di medolo caldo color topazio; la facciata, semplice ed elegante è preceduta da una scalinata che sale al portale d’ingresso dal sottostante piazzale erboso: nella parte alta, una bifora su colonnina e feritoia a croce sull’asse di mezzeria.
L’interno è a tre navate, ritmate longitudinalmente da due serie di otto archi a tutto sesto sorretti da colonne alternate da pilastri cruciformi che sostengono archi trasversali (del sec. XVII) del tetto a capanna, sostenuto da capriate in legno. L’edificio sacro prende luce dalle monofore poste lungo le pareti e il cleristorio.
Interessanti alcuni reperti antichi che costituiscono vere e proprie preziosità della chiesa: le prime quattro colonne hanno capitelli paleocristiani, probabilmente della precedente pieve; il basamento della terza colonna di destra è stato ricavato da una stele funeraria romana dedicata a due coniugi dei quali si intravedono i busti; l’ambone del presbiterio è costituito da uno straordinario frammento di antico ambone del IX secolo, in pietra di Verona: vi è raffigurata una grande croce a girali a cui si rivolgono tre colombe per attingere la vita (l’antico altare maggiore è stato sostituito da quello attuale di stile barocco del sec. XVIII).

Tre le absidi semicircolari, arricchite – all’esterno – da elementi decorativi ad altorilievo tipici dell’area veronese. All’interno quella sud è stata trasformata in cappella barocca dove troviamo una statua della Madonna.
L’aggiunta del campanile, nel 1693, in sostituzione di una precedente torre crollata, non altera la purezza di linee dell’edificio sacro.
Quattro erano i portali d’accesso alla chiesa: quello ovest, i due a sud lungo la terza e la quarta campata (aperto il primo, tamponato il secondo), quello a nord al termine della terza campata.
Dal portale sud si accede a due suggestive corti, un tempo area cimiteriale e probabilmente battesimale.

GLI AFFRESCHI
La pieve di San Pancrazio conserva ancora oggi una serie di suggestivi affreschi devozionali di diversi periodi, a partire dal XIV secolo.
Nell’abside centrale una Crocifissione (con il nome del committente, dell’artista e la data del 1382); a fianco una Madonna con Bambino; un San Michele e una Maestà. Sotto l’arco trionfale la più antica immagine di San Pancrazio.

Nella navata nord troviamo: nell’absidiola tre riquadri con La Maddalena, San Pietro e San Giovanni. Sotto la finestra, una maestosa Madonna del latte (1388); sopra un altro San Pancrazio. Più sotto, una Madonna con i Santi Tommaso e Pancrazio in abiti da cavaliere, attribuita a Paolo da Cailina il giovane (sec. XVI). Scendendo verso l’ingresso, troviamo una affresco di Gerolamo Romanino che raffigura San Pancrazio come un cavaliere riccamente addobbato.

Su un pilastro verso la navata centrale, una Crocifissione miracolosa. Oltre la porta laterale una altro San Pancrazio a cavallo con lo stendardo crociato. Infine un grande affresco con la Madonna in trono tra i santi Nicola e Caterina d’Alessandria. Sulla controfacciata un altro San Pancrazio.

Nella navata sud (destra): nella seconda campata, un ennesimo San Pancrazio (1543), di seguito uno splendido affresco, Sacra Conversazione, di Callisto Piazza da Lodi (1525-27). Seguono affreschi dell’inizio del sec. XVI: I cinque santi taumaturgici: Pancrazio,Rocco, Cristoforo, Antonio abate e Sebastiano. Sulle colonne sono visibili altri affreschi devozionali tra cui: Santa Margherita, San Pancrazio, Sant’Antonio abate, la Vergine Maria.

Insomma preziose testimonianze di una fede del passato che ravviva la nostra di oggi. Da visitare!