Estate – Perchè non una vacanza in montagna?

Le Dolomiti di Brenta

Loredana Berté non aveva certo scoperto la bellezza del mare d’inverno, ma l’ha cantata. Noi non abbiamo la presunzione di scoprire la straordinarietà della montagna d’estate, ma ci permettiamo di scriverne per un suggerimento che può tornare utile in questo mese vacanziero per una vacanza o anche semplicemente per un fine settimana o una gita di un giorno.

L’arco alpino italiano è una meraviglia d’inverno come nei mesi caldi. Da ovest a est, dalla Val d’Aosta all’Alto Adige, lo scenario che ci si presenta è quello di un vero e proprio paradiso. Massicci diversi, per formazione e conformazione, vallate verdi, corsi d’acqua più o meno impetuosi, aria frizzante e sole caldo. Gli ingredienti che fanno della montagna d’estate uno spettacolo da lasciare senza fiato sono gli elementi naturali che con semplicità si miscelano per stupire. Questa è la cosa ancora più sorprendente.

OGGI ANDIAMO A CAMPIGLIO

Detto che tutte le località, piccole e grandi, tutte le vette, note e meno note, meritano di essere visitate, per portarvi un esempio di quanto sia ricca anche l’offerta in quota, facciamo tappa nella perla delle Dolomiti di Brenta, uno dei massicci che sono stati dichiarati dall’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) patrimonio dell’umanità. Dove siamo? Nella meravigliosa Madonna di Campiglio, scelta più volte dagli Asburgo come residenza estiva (nel 1889 e nel 1894, furono addirittura la principessa Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe a trascorrervi lunghe giornate ospiti di quella che al tempo era la più prestigiosa struttura ricettiva, passata dalle mani di Giambattista Righi – al quale si deve la scoperta delle potenzialità della ‘Perla’ – a quelle di Franz Josef Oesterreicher, che trasforma la località nel ricercatissimo luogo di soggiorno per la nobiltà e la ricca borghesia austriaca e mitteleuropea). Difficile condensare in poche righe tutto quanto è la montagna, e nella fattispecie Campiglio. Sport, gastronomia, arte, cultura, natura, divertimento, relax, svago… Abbiamo scelto di concentrarci sugli aspetti che più mettono a contatto il turista con la natura e quindi con gli scenari incantati e le passeggiate di diversa difficoltà. Il resto scopritelo da soli visitando la località, a soli 180 chilometri da Crema e dal Cremasco.

DOMINA IL BRENTA

Arrivare a Madonna di Campiglio dalla sinuosa strada in salita che parte da Pinzolo, già da solo vale il ‘prezzo del biglietto’ come si suol dire. Salendo tra gli alberi, quando questi lasciano spazio all’occhio per viaggiare lontano, si scorge il ghiacciaio dell’Adamello e dalla parte opposta la splendida catena dolomitica del Brenta con l’omonima Cima, le sue Torri, il Crozzon, i Campanili e la Cima Grosté, a dominare lo scenario. A ridosso di questo massiccio, lasciando a esperti e impavidi l’arrampicarsi lungo le vie ferrate, si snodano bellissime passeggiate tra rocce, prati, sentieri, boschi e laghetti, in compagnia di mucche, marmotte e inebriati dai profumi delle essenze arboree di montagna.

SICURI E ATTREZZATI

Prima di mettersi in cammino fondamentale un pit-stop. Controllare di avere con sé una mappa dei percorsi indispensabile per muoversi tra i diversi tracciati, uno smartphone carico in caso di necessità e l’equipaggiamento adatto (impermeabile tecnico al fine d’essere leggero e caldo all’occorrenza, compatto per occupare poco spazio nello zaino). Fondamentali le scarpe da trekking che garantiscono massima tenuta anche in condizioni di scarsa aderenza (linguaggio mutuato dagli ambiti motoristici che illustra in modo chiaro il concetto). Oltre a questo qualche integratore o snack non guasta, in caso ci si voglia fermare lontano dai rifugi, che comunque sono ben disseminati.

IN MARCIA

Pronti via. Ma verso dove? Beh le alternative sono molteplici, scegliamone un paio per versante (occidentale/orientale). Non troppo impegnative e adatte a tutti.

Cinque Laghi: dal centro di Campiglio con la funivia raggiungiamo il rifugio Ritorto. In 20 minuti di cammino pianeggiante su un piccolo e suggestivo sentiero si arriva al laghetto Ritorto. Nelle estati più calde vi è chi si immerge per cercare refrigerio. Da qui due sono le alternative. A destra del lago si apre una salita ripida primo passo del sentiero dei Cinque Laghi (da qui il nome della funivia). Passeggiata lunga e a tratti impegnativa che dopo il Ritorto ci consente di toccare il lago Lambin (in un paesaggio roccioso quasi lunare), quindi il Serodoli e il lago Gelato (dove è possibile toccare il ghiaccio) prima della discesa verso il lago Nambino, specchio d’acqua immerso in una conca verde. Da qui attraverso il bosco si fa rientro a Campiglio.

Pradalago: con l’omonimo impianto dal paese si raggiungono i 2.100 metri. Lieve discesa a piedi e si incontrano un laghetto e un piccolo recinto che fa felici i bimbi: da dimora infatti ad asinelli e caprette. Seguiamo la montagna dirigendoci verso Folgarida e attraversiamo distese verdi che d’inverno diventano splendide piste da sci ove è facile incontrare mucche al pascolo. Alcuni saliscendi tra rocce, stelle alpine, genziane, nigritelle e altri splendidi e policromi fiori (da guardare e non toccare perché in montagna la maggior parte delle specie floreali è protetta) e ci si immerge in un bosco che ci porta a una ripida discesa, fatta di stretti sentieri e scalini fino al lago Malghette, dove è bello offrire un momento di ristoro ai piedi affaticati immergendoli nell’acqua che scorre verso valle. Sosta e poi giù nel bosco direzione Campiglio, non prima d’aver toccato Campo Carlo Magno, che ci regala una splendida vista sulle Dolomiti.

Spinale: dal parco giochi e dal laghetto situati nel centro di Madonna di Campiglio si sale con la funivia in cima. Lo scenario che da questa terrazza si apre ai nostri occhi è incantevole. A questo punto via seguendo le piste da sci che si presentano di sassi ed erba incontrando mucche al pascolo sino alla piana del Montagnoli. Qui un bacino artificiale restituisce acque limpide e fredde (quelle utilizzate per l’innevamento artificiale invernale) con una bella passeggiata intorno al laghetto e la possibilità di concedersi una nuotata. Andar per fragoline di bosco e lamponi può essere un’alternativa simpatica e ghiotta, soprattutto per i più piccoli, scendendo verso la partenza della cabinovia Grosté. È qui che si imbocca un sentiero tra larici e abeti e rocce con il quale si torna nel cuore del paese.

Grosté: con l’omonima cabinovia si raggiungono i 2.500 metri a ridosso della cima. Da qui seguendo la montagna verso le cime del Brenta in una passeggiata in piano resa impegnativa in alcuni tratti solo da passaggi sulle rocce si arriva ai rifugi Tucket e Ai Brentei (dai quali si gode lo spettacolo della imponenza delle Dolomiti sotto le quali ci troviamo); la strada più comoda è quella che dal Tucket porta al Casinei (ripida ma senza difficoltà) nel cuore della Vallessinella con le sue tre cascate: alte (che se a questo punto vogliamo vedere – e perderle sarebbe davvero un peccato – dobbiamo raggiungere con una camminata in salita) di mezzo (a pochi minuti di cammino) e basse. Spettacolari le cadute d’acqua del Sarca. Una meraviglia della natura. Per fare rientro a Campiglio dalle cascate di mezzo ci si può infilare nel bosco per fare approdo in località Palù con una passeggiata comoda e piacevole tra i larici e gli abeti che anche nelle estati calde regalano un respiro fresco.

Vi abbiamo fatto venire voglia di una estate in montagna? Speriamo di sì perché ne vale la pena, la meta sia quella da noi passata in rapida rassegna oggi o una qualsiasi delle altre splendide località e vette dell’arco alpino italiano. Una fetta di paradiso molto vicino a noi.