Crema – Ospedale: in Chirurgia Vascolare il trattamento delle malformazioni congenite

Da sinistra: Elisabetta Spoldi, i dottori Aldo Arzini e Massimo Vaghi e il direttore generale Ablondi

Si alza ulteriormente l’asticella dell’eccellenza dell’Unità operativa di Chirurgia Vascolare dell’Asst Ospedale Maggiore di Crema, reparto diretto dal dottor Aldo Arzini. I passi compiuti in questi anni – con l’avvento di nuove metodiche diagnostiche e interventistiche – si sono arricchiti con l’attività specialistica nel campo delle malformazioni congenite vascolari di dipo venoso e arterovenoso, un’attività che pochissimi ospedali fanno e che a Crema è possibile grazie all’arrivo del dottor Massimo Vaghi, riferimento italiano e notissimo professionista a livello internazionale per questo tipo di patologie rare che, seppur i dati non siano del tutto codificati, colpiscono in Europa 5 persone ogni 10.000 abitanti.

L’importante novità – che fa dell’Ospedale Maggiore un centro di riferimento nazionale per chi è colpito dalle malformazioni congenite vascolari – è stata presentata questa mattina in conferenza stampa, alla presenza del direttore generale dell’Asst dottor Luigi Ablondi, del direttore sociosanitario dottoressa Gloria Mencatelli, del primario di Chirurgia Vascolare dottor Aldo Arzini, dal medico dirigente dottor Massimo Vaghi e dalla caposala del reparto Elisabetta Spoldi.

“Il dottor Vaghi – ha introdotto Ablondi – arricchisce l’équipe della Chirurgia Vascolare e ci consente di trattare questo tipo di malformazioni, fortunatamente non frequenti ma che richiedono, seppur per pochi casi, risposte appropriate. Con questa iniziativa si alza ancor di più il livello qualitativo della nostra Chirurgia Vascolare, una delle Unità operative al top dell’Ospedale Maggiore. È una precisa strategia quella di investire su alcuni reparti d’eccellenza: dare loro delle peculiarità significa consoliare l’autonomia ospedaliera e fare di questi reparti punti di riferimento d’altissimo livello per il trattamento e la cura di malattie particolari”.

Da parte sua, il dottor Arzini ha detto che il collega dottor Vaghi “porta certamente a Crema qualcosa in più che non troviamo altrove. Le malformazioni vascolari congenite sono patologie ad alta complessità, che spessissimo presentato problemi e rischi per il paziente e anche per il chirurgo: avere un professionista e un luminare come il dottor Vaghi che le sa individuare e trattare, pur con tutte le difficoltà del caso, rappresenta di certo un ‘di più’ per il nostro ospedale e un riferimento per i pazienti”.

Il dottor Vaghi ha spiegato l’evolversi nel campo medico-scientifico delle malformazioni congenite, che rimangono ancora oggi difficili da riconoscere per il medico e che vengono classificate in modi differenti. Chi ne è colpito presenta dolore, ulcerazione, gonfiore e ‘deformazione’ degli arti; a volte alcune forme si trasmettono geneticamente. Il trattamento, una volta definita la diagnosi, può essere chirurgico o endovascolare: fondamentale e necessario è però l’approccio multidisciplinare, cui fa seguito anche una parte riabilitativa. “Qui a Crema – ha rilevato Vaghi – la Chirurgia Vascolare può vantare una forte esperienza, cui s’aggiunge adesso un’ulteriore innovazione con la possibilità di trattare queste malattie rare”.

La caposala Spoldi ha aggunto che il reparto offre supporto non solo al paziente, ma anche ai familiari che, arrivando da altri territori, hanno la necessità di ricevere informazioni appropriate sul come raggiungere Crema e sul come soggiornarvi. Insomma, “la persona al centro” in questo caso non è solo uno slogan, ma un concreto modo di fare.