“FUGA” DA SCRP – Gli otto sindaci “dissidenti” spiegano le loro ragioni e lanciano una proposta

I sindaci in conferenza

Nuova puntata sul caso Scrp e Comuni “in fuga”. Gli otto sindaci “dissidenti” hanno convocato per ieri una conferenza stampa per chiarire il perché della loro uscita dalla partecipata, respingendo le accuse pesanti ricevute da più parti, come quella “di scappare con il malloppo”.

“E’ un nostro diritto recedere”, hanno detto, spiegando le ragioni della scelta. L’incontro è stato coordinato dai primi cittadini Antonio Grassi di Casale Cremasco e Gabriele Gallina di Soncino e ha portato alla luce altre novità sulla società: “Curiosità e dettagli che fanno la differenza, specie in sindaci già scettici come noi. Non si comprende perché ce l’abbiano con noi, rompiamo le scatole, non sarebbe meglio averci fuori?”. Scatenato anche Rosolino Bertoni di Palazzo Pignano: “In sette anni di governo non ho mai usato Scrp e sono stato benone. Perché devo lasciargli i miei oltre 800.000 euro. A me non serve a niente”.

La proposta concreta è creare una nuova società con 1.000 euro di versamnto per ogni Comune: “Non servono 30 milioni di capitale sociale per essere una Centrale Unica di Committenza”, la stoccata finale. Approfondimenti sul giornale di sabato.