Missione in Brasile (3) – A Imperatriz da madre Amelia Marchesini

Madre Amelia Marchesini con Enrico Fantoni a Imperatriz

Il viaggio in Brasile di Enrico Fantoni, direttore del Centro Missionario Diocesano, prosegue. Dopo aver vissuto, tra i vari incontri, anche il dramma sportivo dei brasiliani per l’eliminazione della Selecão dai Mondiali di Calcio in Russia, in questo terzo reportage Fantoni ci racconta dell’incontro con madre Amelia Marchesini, missionaria canossiana originaria della parrocchia di San Benedetto in Crema e oggi attiva protagonista a Imperatriz. La prossima settimana, poi, l’incontro con il cappuccino padre Innocenzo Pacchioni.

Questa settimana ci siamo trasferiti da San Paulo a Imperatriz, nello Stato del Maranhão. Un viaggio di oltre 2.000 Km che abbiamo percorso in aereo. Obiettivo: andare a trovare madre Amelia Marchesini, canossiana, da oltre 40 anni in Brasile.

Imperatriz deve il suo nome a Teresa di Borbone, figlia del re di Napoli, che nel 1843 sposò l’imperatore del Brasile, Pedro II: fu molto amata dai brasiliani che le dedicarono molte città. Imperatriz è la seconda città del Maranhão, uno Stato considerato Nordest, ma che in realtà può essere definito, per le sue caratteristiche ambientali, la “Porta dell’Amazzania”. Conta 350.000 abitanti, ma in 170 anni di storia ha fatto molta strada divenendo un centro industriale e commerciale fondamentale per la parte occidentale dello Stato. Il fatto poi di trovarsi sulla riva destra del fiume Tocantis, ne aumenta le possibilità di sviluppo.

Eccoci dunque da madre Amelia, che dopo anni trascorsi tra le periferie di Santos e di Rio de Janeiro, nel sud del Brasile, si è trovata catapultata, due anni fa, in una zona completamente diversa da quelle conosciute. Anche il quartiere dove abita è ben diverso dal centro o dal lungo fiume: si chiama Parque Santa Lucìa ma, a ben guardare, del parco ha ben poco.

In questo momento sono tre le madri presenti nella Casa: oltre ad Amelia ci sono Imelda, originaria della Tanzania e responsabile della Comunità e Lenilde, brasiliana. Le altre due sono partite per il ritiro spirituale. Come tutte le Comunità Canossiane, anche quella di Imperatriz è impegnata in tante attività sociali. In primo luogo la scuola: infanzia, primaria e secondaria, con tanto di palestra. Ci sono poi le attività sociali, cucito e ricamo, attività musicale, informatica, estetiste, spesso sostenute con il contributo di fondazioni tra cui il Banco do Brasil.

Poi c’è l’attività pastorale nella quale le suore sono impegnate più sere alla settimana accompagnando il lavoro delle Comunità che, grazie alle scelte della diocesi, si stanno moltiplicando.

Madre Amelia, però, ha qualcosa di più. Ha un sogno nel cassetto che si porta dietro sempre e che, dovunque vada, cerca di mettere in pratica: costruire un luogo di aggregazione per bambini e giovani in modo da poterli allontanare il più possibile dalla strada. Noi lo chiamiamo oratorio, ma in Brasile questo non esiste e allora lei lo chiama con il nome di un mese: Agosto, perché diventa anche l’occasione per tanti giovani italiani e cremaschi di fare un’esperienza di conoscenza e di condivisione all’estero.

Tutto inizia con un muro e una porta anonimi, che passano quasi del tutto inosservati. Poi, una volta entrati, gli spazi sembrano rincorrersi. E allora sono le parole di madre Amelia che danno corpo al sogno che prevede momenti di gioco, ma anche di riflessione, di preghiera e di pasti condivisi. Certo, c’è ancora molto da fare, ma con l’aiuto della diocesi di Crema (proprio al progetto di madre Amelia abbiamo dedicato la raccolta quaresimale) parecchio è stato fatto: il cemento e la rete di protezione del futuro campo da calcio, il rifacimento del tetto dei giochi per i più piccoli, il rifacimento del tetto e dei muretti-sedile del corridoio d’ingresso. A tutto questo andranno ancora aggiunti: la copertura del campo da calcio, la sistemazione del fondo con la posa dell’erba sintetica, la predisposizione di uno spazio dedicato al pattinaggio, l’acquisto di nuovi giochi di società, la posa in opera di strutture che riparino dal sole che, in una zona non distante dall’equatore, è caldo tutto l’anno.

Manca solo un mese all’inizio di questo Agosto Feliz in formato equatoriale e madre Amelia non vuole deludere nessuno né in Brasile né in Italia. Vuole che tutti, bambini e ragazzi, giovani educatori e amici che hanno contribuito dall’Italia si sentano protagonisti di un momento educativo degno di Imperatriz!