Spino d’Adda – Stalker e pirata dell’aria, 49enne in manette

Il macete sequestrato dai Carabinieri

Stalker, persecutore e pirata dell’aria. 49enne di Spino d’Adda finisce in cella e i Carabinieri in un sol colpo risolvono due situazioni.

La più grave, che si trascinava ormai da tre anni, riguardava l’ex compagna del fermato, una 29enne cremasca che aveva concluso in malo modo la relazione con lo spinese. Lui infatti non aveva mai accettato la fine della storia e “aveva iniziato a molestarla sia telefonicamente che attraverso i social network creandole un grave stato d’ansia che l’aveva portata ad aver costante paura anche sul posto di lavoro – spiega il maggiore dell’Arma, Giancarlo Carraro –. La vittima aveva cercato aiuto nei Carabinieri tant’è che già nel 2016 il suo aggressore era stato munito di ammonimento richiesto alla Questura di Cremona e diffidato a non mantenere più quel comportamento molesto. Il carnefice, tuttavia, aveva percepito il grave malessere patito dalla donna continuava a tormentarla, portandosi quasi quotidianamente davanti al negozio ove lavorava con fare minaccioso per poi allontanarsi repentinamente prima dell’arrivo delle pattuglie, chiamate dalla vittima”.

La situazione si è protratta per diversi giorni sino a quando gli investigatori del Nucleo Operativo dell’Arma hanno deciso di appostarsi all’interno del negozio. “Alcuni giorni or sono il persecutore si è fatto vivo, avvicinandosi alla ragazza e sputandole contro – continua Carraro –. A quel punto i militari sono intervenuti e l’hanno bloccato prima che potesse scappare. Accompagnato in caserma il 49 enne di Spino d’Adda veniva dichiarato in stato di arresto per atti persecutori, per poi essere tradotto in carcere a Cremona, in attesa del processo”.

Ma la prosecuzione delle indagini riservava una sorpresa ai Cc. Nel corso della perquisizione al domicilio dello spinese i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato un machete nonché un deltaplano a motore con la bandiera di Batman “scoprendo che l’arrestato era il pilota che nelle scorse settimane aveva sorvolato pericolosamente più volte in maniera radente i tetti delle abitazioni del centro storico di Crema, riuscendo ad allontanarsi in maniera repentina prima dell’arrivo delle pattuglie dei carabinieri, atterrando nei campi incolti posti nella periferia”. Come si suol dire, due piccioni con una fava.