Pieranica – Esagitato distrugge casa e se la prende con i Cc: arrestato

In preda ai fumi dell’alcol, artigiano 51enne di Pieranica se la prende con la mobilia di casa, con i familiari e con i Carabinieri finendo il suo sabato sera in camera di sicurezza. Comparso davanti al giudice oggi, lunedì 25 giugno, è stato condannato a un anno di reclusione.

La situazione poteva degenerare, ma è stato il pronto intervento dei Carabinieri, sabato sera, a evitarlo. I militari sono stati chiamati da una donna residente a Pieranica che lamentava come il marito stesse dando in escandescenza e distruggendo l’abitazione. Immediatamente i Cc si sono portati sul posto e hanno visto come F.G., queste le iniziali dell’uomo, avesse “gettato diversi mobili e suppellettili dalle finestre – spiega il maggiore Giancarlo Carraro – minacciando di aggredire i propri familiari. Nonostante la presenza dei Carabinieri lo stesso non accennava a calmarsi tant’è che in più riprese tentava di aggredirli e addirittura di disarmarli per impossessarsi delle loro armi. A questo punto i militari decidevano di immobilizzarlo evitando che la situazione potesse degenerare in più tragiche conseguenze. L’azione di contenimento, tuttavia riportava, per due di questi, vista la strenua resistenza opposta dall’esagitato, contusioni guaribili in 5 giorno”.

Il 51enne è stato dichiarato in stato d’arresto con l’ipotesi di reato di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Ha passato due notti in camera di sicurezza presso il Comando compagnia di Crema dell?Arma; quindi è stato condotto a processo dove gli è stata comminata la condanna a un anno di reclusione.

“Interventi del genere – conclude Carraro – soprattutto nei fine settimana, sono diventati, purtroppo, all’ordine del giorno, da parte delle pattuglie delle FF.OO.. L’invito che viene rivolto ai familiari ed ai vicini di casa (a cui è garantito per legge l’anonimato) è quello di segnalarli nell’immediatezza, evitando, come nel caso specifico, che trascendano irreparabilmente in gravi conseguenze, tanto da essere costretti ad intervenire in maniera risolutiva”.