GRUPPO PER IL CIAD: oggi giornata in piazza duomo

Il banchetto del Gruppo per il Ciad. In piedi Massimo Forti e Carlo Beretta

Il Gruppo per il Ciad quest’oggi si è presentato in piazza Duomo a Crema per chiedere a tutti di sostenere la sua quarantennale attività di invio di medicinali, latte in polvere e materiale sanitario in diversi ospedali, dispensari e missioni del Terzo Mondo.

“Più degli scorsi anni – afferma il responsabile del Gruppo Massimo Forti – abbiamo bisogno del sostegno e della fiducia di tutti, non solo dei nostri benefattori abituali, che sono sempre presenti, ma di quanti ci conoscono e quanti ancora no, perché dall’inizio dell’anno sono giunte richieste importanti dagli ospedali e per esaudirle abbiamo già speso qualcosa come 8.200 euro in farmaci, latte e spedizioni. E di latte siamo già rimasti sprovvisti, perché viene spedito sistematicamente a tutte le missioni e ci sarebbe la necessità di acquistarne altro per dare continuità alle nostre forniture, in modo tale che nessun bambino o orfano ne sia privato!”

Per ogni acquisto, ossia per un bancale di latte da 224 barattoli da 800 grammi, diviso tra il numero 1 e il 2, il Gruppo per il Ciad spende circa 1.600 euro! È un prezzo forfettario che ci riserva la Heinz Italia, che Massimo vuol ancora una volta ringraziare. E aggiunge: “A malincuore abbiamo dovuto dire di no a una richiesta di farmaci di padre Daniele dal Sudan, che si aggirava intorno ai 500 euro, perché non abbiamo più a disposizione fondi per l’acquisto. Non succedeva da moltissimi anni di non avere le possibilità economiche di rifornire una missione! Siamo, come sempre, fiduciosi nel prossimo e nella Provvidenza, che non ci hanno mai abbandonato!”

Sulla bancarella in piazza Duomo, il Gruppo ha esposto le fotocopie delle e-mail di richiesta e di ringraziamento che riceve costantemente dalle diverse terre di missione. 

 UNA LETTERA DI PADRE GIGI MACCALLI

Proponiamo una lettera che padre Pier Luigi (Gigi) Maccalli ha inviato al Gruppo per il Ciad

Ciao Massimo e amici, 

vi annuncio che ho ricevuto il pacco di latte e biberon. Grazie. 

Ieri abbiamo dimesso un bel bambino, Abdoulahadi, estratto (è il caso di dirlo) dal ventre della mamma morta durante il tragitto che la portava dal villaggio all’ospedaletto di Torodi per il parto. Il medico ha ascoltato e detto che il bambino era ancora vivo e quindi di continuare la corsa fino alla capitale. A Niamey è stato estratto in buona salute. Per due settimane è stato seguito dall’ospedale e poi, rientrati al villaggio, una parente ha detto loro che potevano trovare latte e attenzioni a Bomoanga dove era stata il mese prima per un bambino malnutrito. Così sono arrivati e per una settimana hanno imparato a dosare e proteggere il biberon. Sono ripartiti con una scorta di 6 scatole di latte (abitano a più di 60 km) con l’impegno di ritornare per un controllo tra sei settimane e rifare il rifornimento.

Come vedete il bene si fa pubblicità da solo. Grazie ancora. 

Fraternamente, Gigi