Castelleone – Centrale a biomasse, il Tar deciderà mercoledì

Sarà mercoledì 6 giugno la data che potrebbe rivelarsi definitiva per il futuro della centrale di coogenerazione a Biomasse che la ditta madignanese Go.De.Ca. vorrebbe insediare a Castelleone nella zona industriale. Un impianto contro la realizzazione del quale si sono schierate diverse aziende del comparto produttivo che si sviluppa in fregio alla Paullese, le amministrazioni comunali direttamente coinvolte (Castelleone e Ripalta Arpina) ma anche alcuni esponenti della politica regionale (non sono mancate interrogazioni al Pirellone). I contrari all’insediamento temono per la qualità dell’aria, già fortemente compromessa nel territorio, che potrebbe ulteriormente peggiorare con le emissioni in atmosfera derivanti dall’incenerimento delle masse legnose previsto per la produzione di energia elettrica e calore.
Dopo un primo pronunciamento, il passaggio di competenze al Consiglio di Stato e il respingimento dell’istanza da parte dello stesso, la palla torna al Tar di Brescia al quale si sono rivolti Comuni e aziende ricorrendo contro la decisione della Conferenza di servizi della Provincia di Cremona che approvava il progetto presentato alcuni mesi or sono da Go.De.Ca. Uno studio rivisto rispetto all’originario che la stessa conferenza di servizi aveva bocciato lo scorso anno. Se il Tribunale amministrativo regionale dovesse respingere il ricorso la realizzazione della centrale si farebbe più vicina.
A Castelleone il 7 marzo una partecipata assemblea pubblica ha visto la presenza di un folto pubblico. In paese c’è interesse attorno al problema e gli amministratori sono preoccupati. In sede di pubblico confronto alcuni ambientalisti avevano mostrato quali ricadute potrebbe avere sulle micropolveri il lavoro della centrale. Rassicurazioni in tal senso, in termini di rispetto delle normative, erano arrivate dal rappresentante di Go.De.Ca. Il concetto è però non solamente legato alla bontà del progetto ma alle ricadute che possono essere diverse a seconda dei contesti. E il contesto ambientale del territorio è già critico, visti i dati diffusi da Arpa su polveri sottili e micropolveri. Da qui derivano i timori dei pubblici amministratori.