CREMA – Festa della Repubblica: celebrata anche in città. Il sindaco: “Credo in un 2 giugno quotidiano”

Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi alla deposizione della corona d'alloro, stamattina, alla Colonna votiva in piazzale Rimembranze

Celebrata anche in città la Festa della Repubblica. Alle 9,30 autorità civili e militari e rappresentanti delle associazioni d’arma e combattentistiche si sono ritrovate insieme a diversi cittadini davanti come ogni anno in piazzale Rimembranze per l’Alzabandiera sulle note dell’Inno degli italiani eseguito dalla Banda di Ombriano e la deposizione – accompagnata dalla musica del Piave – della corona d’alloro alla Colonna votiva da parte del sindaco.
I convenuti hanno quindi raggiunto piazza Duomo, sempre preceduti dalla banda che ha eseguito marce trionfali e dai gonfaloni della città e labari delle associazioni.
In duomo è stata poi celebrata da don Franco Bianchi la Santa Messa, seguita dalla deposizione della corona d’alloro al famedio, dove il sindaco Stefania Bonaldi ha tenuto il discorso ufficiale, quest’anno centrato sul senso della ricorrenza del 2 Giugno da ricercare “nel quotidiano, quello della gente comune”, perché “la Repubblica non è un’astrazione, ma un modo di stare insieme che produce azioni e valori che passano inosservati, ma che alla fine contano più delle gesta della politica”.
Dodici cittadini – compresi alcuni bambini – hanno poi letto altrettanti principi fondamentali della Costituzione.
La Banda “Giuseppe Verdi” s’è quindi esibita in un breve concerto – un’anticipazione di quello che, come ormai da tradizione, offrirà ai cittadini a CremArena, questa sera, diretta dal maestro eva Patrini – mentre poi tutti son saliti in aula degli ostaggi per seguire la proiezione del cortometraggio “Scintille di Costituzione”.

IL DISCORSO DEL SINDACO STEFANIA BONALDI

“Buon giorno e Buona Festa della Repubblica a tutti.
Non è mai semplice essere all’altezza dello spirito di certe giornate. Il 2 giugno è una di queste.
Non è semplice trovare le parole, perché le parole sono come strade strette, inadatte a fare passare i valori di un giorno così grande per il nostro paese. Non è facile soprattutto in questi periodi, che ci fanno sentire forte la nostalgia per i Padri della nostra patria.
Mi sono messa allora a cercare un 2 giugno ordinario, perché solo così possiamo capire che la Repubblica non è un’astrazione, ma un modo di stare insieme che produce azioni e valori che passano inosservati, ma che alla fine contano più delle gesta della politica. Non parlo di quella politica che ci ha regalato la Costituzione, semmai di quella che ne abusa. Racconto alcuni episodi della mia vita di sindaco dell’ultima settimana.
Martedì scorso, anche se sembra un secolo fa, per la pesantezza degli ultimi giorni, ho incontrato i diciottenni di Crema, la generazione del 2000, e ho consegnato loro la Costituzione. Un momento toccante, certamente per me, credo anche per molti di loro. C’era entusiasmo in tutti i presenti, ragazzi per i quali recuperare la nostra Carta Fondamentale come la stella polare della nostra convivenza.
Sempre nell’ultima settimana, in una scuola materna di periferia, un’artista, madre di 5 figli peraltro, ha decorato con grande creatività le pareti delle aule, con l’aiuto di molti genitori e familiari dei bimbi. Talvolta dove non arrivano le istituzioni la società civile corre in aiuto, proprio perché plasmata dai valori scritti in quella Carta.
Quello stesso giorno, ero invitata allo start up di un servizio di ristorazione sociale al San Luigi, fortemente voluto da Caritas Crema, per inserire in progetti di avviamento al lavoro persone in condizioni di fragilità. Niente elemosina ma lavoro, il cardine della nostra Repubblica, qui tradotto come un valore che dà senso alla vita.
Ancora in questi giorni sono stata in un Paese del circondario, dove si è inaugurato un nuovo capannone industriale, che amplia una attività produttiva locale. Ingegno e l’operosità al servizio del bene comune. Una iniziativa produttiva ampliata significa più posti di lavoro, significa più benessere per la comunità.
A inizio settimana, al campo di Marte, una cooperativa sociale e la nostra Polizia Locale hanno tenuto un corso di educazione stradale ai ragazzi e alle ragazze disabili di una nostra scuola superiore cittadina, molto avanti sul tema della inclusione sociale e dell’abbattimento delle barriere, che non sono solo quelle architettoniche.
Lo scorso weekend una rassegna nata su una tragedia, quella di una mamma che ha perso in un incidente stradale il proprio figlio, che si chiamava Franco Agostino, ha celebrato i suoi 20 anni di attività nel Teatro giovanile e ha calamitato migliaia di bambini e ragazzi intorno ai temi della socialità, dei talenti, dell’inclusione.
Il 23 maggio, in ricordo dell’assassinio di Giovanni Falcone, i giovani della Consulta hanno dato avvio al progetto “57 giorni di Legalità”, che si concluderà il 19 luglio, ricorrenza dell’uccisione di Paolo Borsellino. Dei giovani ci ricordano, con testimonianze, proposte culturali ma anche con l’impegno concreto nella riqualificazione della Piazza Falcone e Borsellino, il profumo della legalità.
Nello scorso weekend in diverse scuole superiori cittadine si è premiato il merito, scolastico ed extrascolastico, di decine e decine di studenti, risultati brillanti e incoraggianti di tanti nostri giovani di talento, che ci mostrano come accanto agli isolati, squallidi episodi di bullismo raccontati dai media, la maggior parte delle nostre scuole siano piccole comunità educanti, sempre in prima linea sul fronte del diritto allo studio e della promozione sociale. Ma questo non fa rumore.
Come ogni giovedì, anche l’altro ieri ho consegnato la Costituzione a 5 persone di origine straniera, che hanno pronunciato giuramento e acquistato la cittadinanza italiana, li invito sempre a tenere la Costituzione sul proprio comodino ed a leggerne un articolo ogni sera, forse dovremmo farlo tutti noi, non solo i nuovi italiani.
Questo, cari concittadini, è il 2 giugno, una ricorrenza che il comportamento della politica spesso mortifica, creando danni incalcolabili alla vita situata delle persone concrete, proprio quelle che ho raccontato prima, che creano valore e accoglienza, che non trovano tempo per seminare odio, come fanno quei politici che costruiscono le loro fortune sul razzismo e l’inospitalità.
È in questo 2 giugno quotidiano, quello della gente comune, che io credo e al quale mi attacco tutti i giorni quando entro in Municipio e sento il privilegio di servire tutti voi, lo sento come una grave responsabilità proprio perché lo imparo dalla mia gente e non dagli apprendisti stregoni che talvolta tormentano le nostre istituzioni.
La società che ci circonda è impregnata di bellezza, che non significa assenza di problemi ma capacità di prenderli sul serio e risolverli per migliorare la nostra vita e quella degli altri. È proprio questo ciò che c’è scritto nella nostra Costituzione, che è un manuale di amore e di tolleranza, un contenitore di doveri ma anche di diritti, quelli che in troppi credono di potere identificare con la propria visione della vita, cadendo in una violenza implicita e silenziosa che apre la strada a quella reale. Ribelliamoci, abbracciamo la nostra Costituzione come figli che cercano sicurezza nelle braccia dei propri genitori. Grazie”