Corpus Domini – Il vescovo Daniele presiede la celebrazione cittadina

La Messa presieduta dal vescovo Daniele al Campo "Baden Powell"

Lo spazio del Campo ‘Baden Powell’ in via IV Novembre/via Desti a Crema ospita la celebrazione cittadina del Corpus Domini, iniziata oggi alle ore 18 con la solenne Messa presieduta dal vescovo Daniele e concelebrata dai sacerdoti della città. Parecchi i cremaschi presenti, i seminaristi e le religiose e tra loro, in forma ufficiale, anche le rappresentanze dell’amministrazione comunale con l’assessore Matteo Gramignoli e delle realtà sociali e di volontariato.

Nell’omelia, monsignor Gianotti s’è soffermato inizialmente sul tema dell’alleanza, immagine con cui “il popolo di Israele ha cercato di dar conto della sua esperienza di Dio, della sua vicinanza e cura per il suo popolo”. L’alleanza che indica quindi una relazione, un legame e patto tra persone o popoli diversi, che decidono di camminare insieme, per vari motivi. “Di questo legame – ha rilevato il Vescovo – è segno forte la condivisione del cibo e della bevanda: per questo, spesso, i riti di alleanza comportano anche il mangiare e bere insieme. È un’esperienza che conosciamo anche noi, ma che si ritrova un po’ dappertutto; e la si ritrova spesso anche nella Bibbia, nel Vangelo: vediamo spesso Gesù a tavola con i pubblicani e peccatori, con i discepoli… proprio per esprimere la volontà di alleanza e comunione che Dio ripropone all’uomo e che si rinnova in lui”.

Monsignor Gianotti ha però messo in guardia da un rischio: quello “di non prendere troppo sul serio il carattere impegnativo dell’alleanza” perché, ha aggiunto, “l’alleanza è una cosa seria!”. Una serietà che la Bibbia esprime attraverso il segno del sangue, come “una questione di vita o di morte, perché la comunione che lega le persone in un’alleanza fa parte della loro stessa vita, e venire meno a questa comunione è come ‘uccidere’ l’altro. Di fatto, tutta la storia dell’umanità e di Israele con Dio si può leggere come una storia di alleanze fallite: dove Dio si impegna a favore del suo popolo e vuol fare alleanza con lui, ma questo popolo non prende sul serio l’impegno; dice di accettare l’alleanza, ma poi la tradisce, perché non cammina nelle vie di Dio, non sta ai patti, non osserva l’alleanza”.

È per questo che sorge, poco alla volta, “il desiderio di una alleanza nuova e definitiva: di qualcosa che finalmente realizzi fino in fondo ciò che l’alleanza dice, ossia il legame forte, indistruttibile, tra Dio e l’uomo”. I cristiani, ha proseguito il vescovo Daniele, “riconosceranno che questo desiderio si realizza in Cristo: in lui Dio offre definitivamente all’uomo la sua alleanza; ma, in Cristo, trova anche la risposta piena da parte dell’uomo. Gesù Cristo è precisamente colui che prende sul serio l’alleanza: accoglie totalmente il dono che Dio, il Padre, fa di sé, e va fino in fondo nella risposta a questo dono”. Anche e soprattutto questa alleanza “è sigillata dal sangue: ma è il sangue di Gesù stesso, cioè la sua vita e la sua morte, totalmente messe in gioco perché il dono di Dio e la risposta dell’uomo possano finalmente incontrarsi, in modo pieno e insuperabile. Il ‘sì’ di Dio e il ‘sì’ dell’uomo si congiungono appunto in Gesù Cristo”.

Da qui deriva la piena consapevolezza di ciò che Gesù lascia nell’ultima cena: l’Eucaristia. “L’alleanza che Dio offre all’uomo nel suo Figlio Gesù – ha sottolineato monsignor Gianotti – diventa cibo e bevanda: dono che sostiene e nutre la nostra esistenza, perché Corpo e Sangue del Signore dati per noi, perché anche in noi si realizzi l’alleanza di pace tra Dio e l’uomo; ma anche dono impegnativo, perché nutrirci di quel cibo, partecipare di quel Pane e di quel Calice, ci fa diventare uomini e donne di alleanza, comunità di alleanza: uomini e donne che accolgono il dono di Dio – perché tutto parte sempre di lì – ma per essere poi operatori di alleanza in questo nostro mondo. Perché l’alleanza di Dio con l’uomo non viene meno: ma ora tocca a noi, sostenuti dal cibo della nuova alleanza, che il Signore ci dona, rendere questa alleanza presente ancora nel nostro oggi”.

Questo, ha riflettuto il Vescovo, dev’essere “anche l’atteggiamento con il quale noi cristiani guardiamo al momento difficile – a dir poco – che sta attraversando il nostro Paese. Come dicevo, la nostra stessa partecipazione all’Eucaristia ci impegna a essere uomini e donne di alleanza, nello spirito che il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Bassetti, ha ricordato: ‘Questo è il tempo grave della responsabilità e non certo dello scontro istituzionale, politico e sociale. Per il bene delle famiglie, dei giovani e dei figli del popolo italiano. Invito tutti gli uomini e le donne di buona volontà affinché si prendano cura del nostro amatissimo Paese con un umile spirito di servizio e senza piegarsi a visioni ideologiche, utilitaristiche o di parte. È eticamente doveroso lavorare per il bene comune dell’Italia senza partigianeria, con carità e responsabilità, senza soffiare sul fuoco della frustrazione e della rabbia sociale’. Quel ‘dovere di cooperare’, di cui parlava già don Sturzo – ha concluso il vescovo Daniele – lo possiamo benissimo tradurre come il ‘dovere di fare alleanza’, senza partigianeria, con carità e responsabilità’. L’Eucaristia ci sostiene anche in questo dovere, al quale più che mai, come cristiani, ci sentiamo oggi impegnati”.

Al termine della Messa – dalle ore 19 – l’adorazione eucaristica a gruppi gestiti dalle parrocchie della città, quindi alle ore 22 la processione per la reposizione del Santissimo nella chiesa di San Benedetto in piazza Garibaldi.

Questo slideshow richiede JavaScript.