A Offanengo Messa di suffragio per padre Salvatore Forner missionario in Mozambico

Il vescovo Daniele ha celebrato, questa sera alle ore 20.30, nella chiesa parrocchiale di Offanengo, una Messa a suffragio di padre Salvatore Forner, missionario della Consolata in Mozambico, scomparso domenica all’età di 81 anni, 55 di professione religiosa e 50 di sacerdozio. A ricordarlo un foto esposta accanto all’ambone e un foglio del gruppo missionario parrocchiale con brani di alcune sue lettere. 

LA VITA

Padre Salvatore era nato proprio a Offanengo nel 1936; a 21 anni è entrato nel seminario della Consolata a Casale Monferrato; poi ha studiato teologia a Torino; ha celebrato la prima messa nel 1967. Nel ’68 un anno in Portogallo per prepararsi al Mozambico e nel ’69 è partito per il Paese africano. Passati cinque anni in missione, è stato richiamato in Portogallo nei seminari della Congregazione. Passati altri undici anni, è ritornato in Mozambico nel 1987, dove è rimasto fino alla morte. È stato sepolto nella capitale Maputo”

L’INTERVENTO DI FANTONI

Prima della celebrazione dell’Eucarestia partecipata da numerosissimi fedeli, Enrico Fantoni, presidente della Commissione diocesana per la Pastorale Missionaria, ha ricordato la figura del missionario offanenghese.

“La sua fedeltà al Vangelo – ha detto – si è realizzata in quattro modalità”:

– L’obbedienza al suo istituto.

– La fedeltà alla Chiesa mozambicana, travagliata dalla guerra; una chiesa ministeriale che ha affidato ai laici molte attività pastorali e sacramentali; modello che padre Forner ha sempre promosso. Modello che ha permesso di formare un laicato efficiente e vivace. 

– La fedeltà al suo Paese nell’impegno, anche sociale, nella sanità, nell’istruzione, nell’agricoltura, nel turismo. “Era importante – diceva – che il Mozambico si sviluppasse prima che diventasse preda delle multinazionali.”

– La fedeltà alla missione, il cui spirito ha saputo trasmettere agli altri, come è avvenuto qui a Offanengo. Al proposito Fantoni ha letto brani di lettere di due confratelli di padre Salvatore. E ha concluso: “Ringraziamo il Signore per quanto padre Forner ci ha donato.”

L’OMELIA DEL VESCOVO

Il vescovo Daniele, al momento dell’omelia ha proposto un breve e incisivo pensiero, rifacendosi al brano del Vangelo appena letto in cui gli apostoli chiedono a Gesù: “Ecco noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?” “Possiamo immaginare – ha commentato mons. Gianotti – che il missionario Salvatore, durante qualche momento di stanchezza abbia potuto chiedere al Signore: “Ecco io ho lasciato tutto, sono venuto fino qui in Mozambico, cosa me ne verrà?”

E Gesù gli ha certamente assicurato il centuplo già in questa terra. Tutte le comunità in cui padre Salvatore ha vissuto sono state il centuplo che Gesù gli ha dato in questa terra. La grande grazia è proprio questa: la pienezza di gioia attraverso le persone servite e amate è il centuplo che Dio dà, mantenendo la sua promessa.”