Crema – Ospedale Maggiore: nuove tecnologie per il reparto di Urologia

I presenti alla conferenza stampa in ospedale

L’Unità operativa di Urologia dell’Ospedale Maggiore di Crema si pone sempre più all’avanguardia nel campo della diagnostica e degli interventi con tecniche mininvasive. Ciò è reso possibile grazie anche a due recenti donazioni e all’acquisizione di modernissime tecnologie utilizzate per la Chirurgia Intra Renale Retrograda e per effettuare biopsie della prostata.

Donazioni e tecnologie sono state presentate, insieme ai dettagli del loro uso, durante la conferenza stampa convocata oggi presso la Direzione Generale dell’Asst cremasca. Presenti i vertici aziendali – il direttore generale dottor Luigi Ablondi, il direttore sanitario dottoressa Ermanna Derelli, il direttore sociosanitario dottoressa Gloria Mencatelli e il direttore amministrativo dottor Guido Avaldi – il direttore di Urologia dottor Alessandro Baresi e, per gli strumenti donati, il vicepresidente avvocato Cristiano Duva e il dottor Filiberto Fayer in rappresentanza del Rotary Crema.

Assente giustificato il signor Angelo Gaffuri: è lui ad aver donato un Cisto-Uretroscopio universale del valore di circa 6.300 euro. Dal Rotary, invece, è arrivata una strumentazione endoscopica che vale poco meno di 2.000 euro. “Per noi è una piacevole e consolidata tradizione – ha detto l’avvocato Duva – quella di donare strumenti all’ospedale e che, quindi, hanno una positiva ricaduta sul territorio, per la cura dei cittadini. È anche un modo per ricordare il nostro socio dottor Gian Lorenzo Leidi, ex primario di Urologia prematuramente scomparso”.

Ringraziamenti sono arrivati dal dottor Ablondi e dal dottor Baresi, il quale ha sottolineato l’importanza e la necessità di disporre di più strumenti endoscopici, utili per dare risposte chiare ai pazienti e per trattare le patologie – anche gravi – in modo meno invasivo.
Il primario di Urologia ha quindi illustrato le nuove tecnologie avanzate acquisite dal reparto, grazie a quanto messo a disposizione dalla Direzione Strategica dell’Ospedale Maggiore. Si tratta di attrezzature endoscopiche di tipo digitale, che consentono una visione tridimensionale mirata e completa in grado di offrire sia diagnosi precoci sia un conseguente trattamento certo della patologia o del problema. Una prima tecnologia è quella dell’Ureterorenoscopia, “una manovra endourologica – ha detto il dottor Baresi – che viene eseguita a scopo diagnostico e/o terapeutico per alcune patologie dell’uretere o della via escretrice intrarenale. Grazie a questa tecnica oggi si può esaminare endoscopicamente anche la via escretrice superiore e fare una diagnosi e un’eventuale terapia molto appropriata. Tale tecnica è indicata per i calcoli, le stenosi, i tumori e i corpi estranei. I vantaggi sono evidenti: è mininvasiva e sostituisce la chirurgia ‘a cielo aperto’, con relativi innumerevoli vantaggi per il paziente. Un sistema innovativo che ci pone nelle condizioni di poter eseguire procedure di alto livello clinico”.

L’altra tecnica acquisita dall’Urologia cremasca – tra le prime in Lombardia – è quella della Biopsia Prostatica Fusion che, ha spiegato il dottor Baresi, “permette di effettuare biopsie della prostata in maniera assolutamente mirata, integrando le immagini di Risonanza Magnetica ed Ecografia. In pratica è possibile guidare la biopsia del tumore alla prostata riuscendo a indagare zone sospette: il risultato è una ‘mappa’ tridimensionale utile a ricostruire nel dettaglio la localizzazione e il volume del tumore. Un’esperienza innovativa nella lotta al carcinoma prostatico, il tumore più diffuso tra i maschi”.