CREMONA – Indagine congiunturale 1° trimestre 2018: manifatturiero, dati contrastanti

Il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio e la sede della Camera di commercio di Cremona

La consueta indagine congiunturale condotta da Unioncamere Lombardia in collaborazione con l’Associazione Industriali, Confartigianato e CNA, nel primo trimestre 2018 ha interessato complessivamente 142 imprese cremonesi appartenenti a tutte le principali attività del comparto manifatturiero e artigianale presenti in provincia.
“I dati della rilevazione – sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio – continuano a fornire, per il nostro territorio, segnali contrastanti, anche se finalmente si registra l’incremento del numero degli addetti delle imprese industriali e l’incremento degli ordinativi interni.”
“Per questo – aggiunge – è più che mai necessario sostenere le nostre imprese con politiche che favoriscano la competitività del sistema e, in questa delicata fase istituzionale, è necessario riportare al centro del dibattito politico l’attenzione per il lavoro, per l’inclusione dei giovani e per le dotazioni infrastrutturali.”
Il dato destagionalizzato della produzione industriale cremonese nel periodo gennaio-marzo scorso conferma sostanzialmente il livello del trimestre precedente registrando un -0,4%, in controtendenza rispetto al corrispondente dato regionale (+1,1%).

Riguardo al numero degli addetti occupati si assiste finalmente a un incremento dello 0,8%, che trova conferma anche nell’analogo indice regionale.
L’indicatore relativo al fatturato a prezzi correnti è in ripiegamento (-1,3%), mantenendo comunque il relativo indice a un livello appena al di sotto del massimo conseguito negli ultimi anni. Per quanto riguarda gli ordinativi, si rileva che il rallentamento sul fronte estero – dal +4,5 del trimestre scorso all’attuale +1,8% – è ampiamente compensato dalla forte crescita di oltre cinque punti percentuali della domanda proveniente dal mercato nazionale.
Un dato molto incoraggiante nell’ottica del breve periodo è fornito anche dai 74 giorni di produzione assicurata dallo stock di ordinativi conseguiti a fine trimestre, che costituiscono un risultato mai raggiunto in precedenza.
Come nell’intera Lombardia, si conferma il trend in crescita dei prezzi che mostrano un +1,5% per le materie prime e un +0,9%, in rallentamento, per i prodotti finiti.

Sul fronte dei ricorsi alla gestione ordinaria della Cassa Integrazione Guadagni, è stato registrato un calo congiunturale del fenomeno coerente con le informazioni sulle ore autorizzate provenienti da fonte Inps. Queste ultime infatti, nel primo trimestre dell’anno sono scese a 45 mila dalle 237 mila del periodo precedente. Quelle effettivamente utilizzate, rilevate dall’indagine Unioncamere, diminuiscono allo 0,6% del monte ore complessivo – nel trimestre finale del 2017 erano all’1,2% – e il numero di imprese industriali che hanno fatto ricorso risulta ridotto di oltre il 50% rispetto al periodo precedente, attestandosi al 3,1% del totale. Nell’intera regione gli effettivi ricorsi alla Cig hanno costituito l’1,1% del monte ore totale e la percentuale di imprese interessate è stata del 6%.
Il quadro provinciale tendenziale, quello cioè che risulta dal confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, è in sintonia con quello congiunturale presentando variazioni positive diffuse, ma in complessivo rallentamento rispetto al trimestre precedente, con l’ eccezione degli ordini interni e del numero degli addetti che, invece, aumentano.
Il livello della produzione segna un +2,7% contro un dato lombardo del +3,6%. Il fatturato a prezzi correnti resta positivo (+1,9%), ma frena significativamente dopo il precedente +8%. Sul fronte della domanda si assiste a uno scambio di posizioni nella veste di driver della crescita a favore del mercato interno (+7,7%) che sorpassa quello estero (+4,3%).
Il numero di addetti cresce di un punto percentuale e giunge finalmente a superare il livello dell’anno 2010. Per quanto riguarda i settori, la crescita è trascinata dalla meccanica (+7%) seguita dal +5% della siderurgia.
Forti aumenti si registrano anche nei prezzi su entrambi i fronti: quelli delle materie prime sono al +6,4%, superando ampiamente il tasso annuo di crescita dei prodotti finiti che si ferma al 3%.
A fine marzo 2018, la percentuale sul totale delle aziende ancora in crisi risale dal 26% al 35%, mentre si riduce dal 65% al 51% la quota di quelle in crescita tendenziale che però continuano a costituire la maggioranza assoluta.
Su base annua, il miglioramento produttivo più sensibile, superiore ai quattro punti percentuali, ha riguardato le imprese di minori dimensioni, cioè con un numero di addetti compreso tra i 10 ed i 49, mentre se si considera la destinazione economica dei beni prodotti, a beneficiare maggiormente della congiuntura favorevole sono le imprese produttrici dei beni intermedi (+6,8%).

Nell’ambito regionale, la provincia di Cremona, col suo +2,7% su base annua si colloca al di sotto del dato medio regionale. La ripetuta, totale assenza di territori in calo tendenziale attesta la presenza di un quadro di crescita ormai condiviso e pertanto potenzialmente più stabile e robusto, nonostante la leggera decelerazione complessiva.
Le aspettative per il prossimo trimestre sono in sintonia con il quadro generale e in particolare con la dinamica registrata dagli ordini: tutti gli indicatori sono stabilmente nel riquadro positivo, vedono cioè la prevalenza degli ottimisti, e sono ancora in miglioramento rispetto alla rilevazione di tre mesi fa.
Nel comparto dell’artigianato produttivo, le variazioni congiunturali, al netto di quelle riferite al numero degli addetti che, conformemente al dato dell’industria, sono in ottima crescita (+1,8%), vengono rilevate in maggioranza positive, ma con valori assoluti di minima entità. Continua la lenta ripresa produttiva (+0,5%) ininterrotta da ormai più di tre anni, ma si fermano sia il fatturato (+0,1%), sia gli ordini totali (-0,2%) che comunque si mantengono sui massimi livelli degli anni più recenti.