LA GIORNATA DELL’AMMALATO. Santa Messa dell’Unitalsi a Santa Maria della Croce

Un momento della celebrazione in Santa Maria della Croce

Preceduta dalla recita del Santo Rosario, nel pomeriggio di oggi, domenica 13 maggio, è stata celebrata la Giornata dell’ammalato. La santa Messa delle ore 15, nella basilica di Santa Maria della Croce, è stata celebrata da don Giuseppe Dossena, guida spirituale dell’Unitalsi. La funzione era aperta a tutti, ma non ha visto una grande partecipazione: per il futuro l’auspicio è che possa essere maggiormente seguita dai fedeli cremaschi.

L’UNITALSI

Accanto all’altare lo stendardo dell’Unitalsi, sezione di Crema, che raffigura la Madonna che appare a Caterina degli Uberti, la quale a Maria ha chiesto di morire accompagnata dai sacramenti. “Preghiamo in quest’occasione specialmente per chi soffre, per gli ammalati e per gli unitalsiani, affidando alla Vergine tutte le tribolazioni e i momenti difficili della vita, ma anche ciò che accade nel mondo, gli attentati, le discussioni in famiglia, le incomprensioni e i litigi. Non c’è solo la malattia. Chiediamo a Maria che la Chiesa sia sempre più casa di tutti e luogo di incontro con Gesù”, ha affermato don Giuseppe nell’introduzione alla celebrazione.

IL SALUTO DEL VESCOVO DANIELE

Poi, prima di commentare le Letture e il Vangelo di Marco, ha portato il saluto del vescovo Daniele Gianotti, impossibilitato a essere presente. “Le missioni della Chiesa sono annunciare la parola, celebrare i Sacramenti e consolare i malati. L’attenzione per i malati è una predilezione di Gesù e deve esserlo per la Chiesa intera e per tutti i pastori”. Bisogna essere attenti ai malati: l’unzione degli infermi ha lo scopo di unire la croce di chi soffre a quella del Signore. “È olio della consolazione e vino della speranza”.

Il celebrante ha sottolineato l’importanza della vicinanza a chi è nel dolore e dei pellegrinaggi verso i santuari dove apparve la Madonna: “L’Unitalsi regionale li organizza perché sono balsamo e ristoro, danno fiducia e speranza”. Di qui l’invito a partecipare a quelli organizzati. Prima del rinfresco in oratorio un ultimo invito “ad avere a cuore, come il buon samaritano, quanti sono nella malattia e nella sofferenza, pregando per la loro serenità, con un ricordo speciale anche per i bambini, alcuni alle prese con malattie nuove e poco conosciute anche dalla scienza”.