CARD. MARCO CÈ: Celebrato a Venezia il quarto anniversario della scomparsa

Un momento della celebrazione del patriarca Moraglia

Ieri, sabato 12 maggio 2018, ricorreva il quarto anniversario della morte del patriarca Marco Cè. A Venezia, nella splendida basilica di San Marco il patriarca Francesco Moraglia l’ha voluto ricordare con una celebrazione, molto partecipata, che è stata una festa di lode e di ringraziamento, di comunione tra tutte le realtà diocesane lagunari. 

LA VITA DEL PATRIARCA CÈ

Il patriarca Cè, nato a Izano l’8 luglio 1925 è stato rettore del nostro seminario di Crema dal 1957 al 1970. Molti sacerdoti sono stati suoi seminaristi e lo ricordano ancora con tanta ammirazione.

Divenuto vescovo ausiliare di Bologna, nel 1976 fu nominato da papa Paolo VI Assistente Ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica. San Giovanni Paolo II lo ha voluto patriarca di Venezia il 2 dicembre 1978.

È stato patriarca di Venezia dal 1979 al 2002, per ben 23 anni, e poi patriarca emerito (ha risieduto infatti sempre nella città lagunare) per altri 12 fino alla morte avvenuta il 12 maggio 2014.

LA CELEBRAZIONE

Il programma della celebrazione di ieri ha previsto, alle ore 17.30, l’accoglienza in basilica e la possibilità di visitare individualmente la tomba del patriarca Cè nella cripta di San Marco.

È seguita un’ora di riflessione sulla scorta di alcuni pensieri del patriarca Marco, letti da sacerdoti e laici esponenti di diverse realtà e associazioni diocesane. Si è sottolineato in modo particolare la sua passione per la Sacra Scrittura con la costituzione dei Gruppi della Parola e del suo impegno per gli esercizi spirituali, organizzati ancora oggi per tutte le categorie di sacerdoti e fedeli presso la casa diocesana del Cavallino.

Presente all’incontro il segretario storico del Patriarca, don Valerio Comin, che Moraglia ha ringraziato più volte per quanto ha fatto, anche alla Casa del Cavallino, e della sua partecipazione.

Alle ore 19 è iniziata la celebrazione dell’Eucarestia, presieduta appunto dal Patriarca Moraglia, presenti sacerdoti e diaconi dell’intera diocesi. 

LE PAROLE DEL PATRIARCA MORAGLIA

A Venezia hanno ancora tutti uno straordinario ricordo del patriarca Marco che è stato amato tantissimo. Moraglia ha espresso con le sue parole proprio questi sentimenti. 

“Desideriamo essere una voce sola – ha detto – per esprimere la nostra riconoscenza al Patriarca Marco e al Signore che ce l’ha donato.” E, oltre a don Valerio, ha salutato “tutti coloro che sono stati toccati dalla sua paternità, dal suo animo signorile nel Signore, dal suo affetto fraterno”.

“Questo quarto anniversario della sua morte – ha continuato – cade nel giorno dell’Ascensione: lo viviamo con il cardinale che è già nel Signore, come se parlasse lui. Egli  ascoltava la parola e prenderebbe spunto dalla liturgia odierna per richiamarci a quello che è il vero e ultimo destino di ciascuno di noi, il paradiso.

Tutta la Chiesa è invitata a sollevare gli occhi al cielo per vivere meglio il momento presente. Il patriarca ci direbbe: ‘Non abbiate paura’. Con questa celebrazione diciamo a lui grazie perché ha servito questa Chiesa per un periodo lungo e difficile, caratterizzato da entusiasmo e forti tensioni che segnarono il futuro.”

Moraglia ha continuato sottolineando come il card. Cè amasse molto il titolo di patriarca: “Gli era particolarmente caro, perché ne aveva presente il significato, come origine della paternità, che egli ha sempre cercato di realizzare, anche in momento difficili anche quando ha dovuto fare scelte non capite, ma necessarie. Il cardinale Marco si impegnò sempre per vivere la paternità: “Sono venuto a Venezia per adorare Cristo – disse il giorno del suo ingresso – e porre davanti a lui l’oro l’incenso e la mirra della mia persona per servire questa sposa, la Chiesa di Venezia. Io vorrei essere il battistrada, perché dopo di me viene uno più grande di me. 

Si sentì subito a casa sua, nella gioia di chi si sentiva accolto e amato. Diceva: ‘Mi sono sentito accolto ho trovato molta franchezza e sincerità.’ Il suo episcopato si è distinto per essere stato sempre sacerdote. Diceva che voleva essere solo sacerdote, uomo dell’Eucarestia e della Parola.”

Il patriarca Moraglia ha poi ricordato i gruppi della parola fondati dal card. Cè e gli esercizi spirituali, “rimasti nella storia della nostra diocesi”.

“Chiediamo al patriarca Marco – ha concluso Moraglia – di pregare per tutti noi. Che accompagni la nostra chiesa e i giovani in vista del sinodo. Caro patriarca Marco, con l’intercessione di Maria che hai tanto amato, insegnaci che siamo qui sulla terra come coloro che non sono di questa terra.

Chiediamo che si rivolga alla Stella Maris perché ci tenga sotto il suo manto, perché anche per noi si compia il dono di Gesù, lo Spirito Santo, pienezza della Pasqua.”