Tredici ragioni per…

Cosa vi viene in mente se pronuncio la parola tredici? Un numero naturale dispari compreso tra il 12 e il 14? Oppure la serie televisiva statunitense più vista degli ultimi decenni? Se siete in possesso di un dispositivo elettronico che vi consenta di navigare su Internet, posso essere certa che la vostra risposta sia l’opzione due. 

Tredici è una serie televisiva creata da Brian Yorkey basata sul romanzo ’13’ di Jay Asher, che racconta la storia di un adolescente di nome Hannah Baker, più specificamente di come la sua vita sia finita. La vicenda realistica e cruda viene raccontata in tredici episodi attraverso tredici audio-cassette che la ragazza ha realizzato prima di suicidarsi, indirizzate a tredici ‘amici’ che hanno contribuito alla disperata scelta di Hannah di togliersi la vita.

Non mi limiterò a fare una recensione, come potrei argomentare la morte di una mia coetanea? Cercherò, invece, di capire i motivi del suo gesto. Hannah viene descritta come una ragazza solare e intelligente, ma nello stesso tempo anche molto fragile e sensibile; si sente costantemente sola, non prova cosa significa amare perché in molti la sottovalutano, non si sente accettata dai suoi compagni.

E tu? Hai mai preso in giro un tuo amico per un pettegolezzo? Hai mai giudicato una persona in base a verità infondate? Ti sei mai sentito abbandonato? Siamo tutti molto fragili, per quanto vogliamo mostrare la nostra grande forza all’esterno. La verità è che noi non siamo soli. La grande fragilità di Hannah è stata arrendersi. Questa serie televisiva ci insegna a non mollare mai, a chiedere aiuto e se è necessario ad urlarlo, perché siamo più di una foto caduta nelle mani sbagliate, di un’etichetta che ci viene assegnata, o di un difficile andamento scolastico. Dovremmo essere grati alla vita e tenercela stretta, nonostante le difficoltà.

Giulia, II Liceo Scientifico