Mafia – Cremonese e Cremasco aree di interesse per la criminalità organizzata

Cremasco e Cremonese terre di conquista della criminalità organizzata: ‘Ndrangehta, Cosa Nostra e organizzazioni straniere. È quanto emerge dal rapporto sullo stato dell’Ordine e della Sicurezza e sulla Criminalità organizzata fornito dal Ministero dell’Interno. Un panorama che è stato affiancato allo straordinario lavoro delle Forze di Polizia volto a contenere il fenomeno.

La posizione strategica della provincia di Cremona, zona di passaggio e di collegamento tra Milanese, Bergamasco, Bresciano, Lodigiano, Mantovano e Parmense, rendono il territorio assai appetibile per la criminalità organizzata. La presenza della città metropolitana di Milano con rapido collegamento è un elemento non trascurabile per il traino dal punto di vista economico che rappresenta e per la molteplicità di iniziative di respiro internazionale nelle quali potersi insinuare.

Riciclaggio, narcotraffico, appalti pubblici e privati sono le specialità delle famiglie ‘Ndranghetiste che hanno cercato, e non poche volte sono riuscite, di inserirsi nel tessuto economico-politico-sociale del Cremasco e del Cremonese. I nomi delle cosche che avrebbero agito al nord sono stati evidenziati nel rapporto e riconducibili a Grande Aracri, Arena, Iannone e Mancuso. Il territorio non si è fatto mancare neppure la presenza della mafia siciliana (Cosa Nostra) con affari sporchi di persone che sarebbero affiliate alla famiglia Niscemi. L’abmtio operativo è sempre quello della commissione di reati fiscali, infilitrazioni in appalti, droga e riciclaggio.

Ma non è solo la criminalità organizzata italiana ad essersi spinta nel Cremasco e nel Cremonese. L’area fa gola anche alle organizzazioni straniere, soprattutto a quella cinese operativa nell’ambito dello sfruttamento della manodopera in nero e della prostituzione. Filone nel quale si può dire si siano specializzati anche sudamericano, africani e est-europei. Agli albanesi la palma per la gestione del traffico illecito di stupefacenti.
Questo si evince dai dati forniti che consentono però anche di mostrare la presenza dello Stato e la risposta delle Forze dell’Ordine. Sono oltre cento le denunce di persone definite vicine alla criminalità organizzata così come milionari i sequestri di beni e le confische di immobili e proprietà che risulterebbero frutto di attività illecita. Ottima la risposta anche in termini di contrasto allo spaccio di stupefacenti con ingenti quantitativi in transito nel territorio bloccati. Si tratta di risultati di un lavoro che da alcuni anni vede le Forze di Polizia impegnate sempre più sul duplice fronte del contrasto alla micro e macro criminalità. Una presenza sempre più costante e preparata che ha consentito la messa in essere di indagini con le quali sono stati inferti duri colpi alle associazioni a delinquere. Un’attenzione che verrà ulteriormente intensificata visto l’interesse mostrato dalle mafie all’area Cremasco-Cremonese.