CREMA – Movimento 5 Stelle: no alla centrale a biomasse di Castelleone

Christian Di Feo e Marco Degli Angeli nella conferenza stampa di sabato mattina

Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro l’utilizzo di biomasse legnose per la produzione di energia elettrica, “assolutamente incompatibile – hanno sostenuto nell’incontro stampa di sabato mattina Marco Degli Angeli, neo consigliere regionale pentastellato, e Christian Di Feo – sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale, che da quello della salute pubblica, come dimostrato da una amplissima bibliografia scientifica internazionale”.
Attualmente nella sola Provincia di Cremona, han fatto presente, sono attivi ben 400 impianti tra biomasse e biogas, con un impatto emissivo assolutamente non sostenibile.
“L’Ats nei suoi report ha sempre messo in evidenza che dalla produzione e dispersione di polveri in atmosfera deriva un rischio per la salute – hanno incalzato – eppure il settore Ambiente della Provincia ha dato l’autorizzazione a una nuova centrale a biomasse a Castelleone.”
Spiegato che si tratta di “un impianto di produzione di energia elettrica in cui come combustibile viene usata la biomassa, composta generalmente da scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria”, i due esponenti dei 5 Stelle hanno sottolineato come sia “importante che la politica, i cittadini e gli imprenditori si mobilitino insieme offrendo il proprio contributo affinché i principi costituzionali di tutela della salute (art. 32) e i principi di precauzione e di mantenimento della qualità dell’aria e dell’ambiente vengano rispettati”.
“Le centrali a biomasse – hanno sostenuto convinti i due – sono degli inceneritori, che avvelenano i nostri cibi, la nostra aria, la nostra acqua, perché ci impongono nocività del tutto inutili, superflue e facilmente eliminabili. Fino ad oggi la politica ha sfornato leggi che incentivano gli inceneritori, arrivando all’assurdo che si produce per esempio mais con l’obiettivo di incenerirlo per produrre energia.”
“E gli incentivi – hanno rammentato – sono pagati dagli stessi consumatori mediante una tassa del 7% delle bollette elettriche, di produzione di energia iniziata nel 1992 con una delibera interministeriale (CIP 6) e ridefinita successivamente come ‘Certificati Verdi’, si tratta di 6 miliardi di euro l’anno, una massa di denaro che ha condizionato, e continua a condizionare, le scelte politiche a tutti i livelli, da quelli ministeriali, alle regioni, alle amministrazioni locali.”
Hanno quindi tenuto a ringraziare i sindaci Pietro Fiori di Castelleone, Guido Ongaro di Madignano, Marco Ginelli di Ripalta Arpina e Alessandro Pandini di Montodine per l’impegno con cui “nel loro ruolo di prima Autorità sanitaria locale si sono opposti al via libera rilasciato dalla Provincia di Cremona”, assicurano il pieno sostegno del Movimento 5 Stelle.
“A livello nazionale – hanno riferito – il senatore Danilo Toninelli ha già presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente e della Salute.”
Mentre Marco degli Angeli si coordinerà con i sindaci interessati “per portare il tema anche all’attenzione di Regione Lombardia, azione che mi auguro troverà l’appoggio trasversale di tutte forze politiche e in particolare degli altri rappresentanti del territorio Cremonese al Pirellone”.