Crema – Buoni pasto all’Ospedale Maggiore: presidio e novità nel regolamento

I Sindacati oggi davanti all'Ospedale Maggiore con la "mensa in autogestione"

Folta partecipazione oggi, tra mezzogiorno e le 15 circa, all’assemblea straordinaria del personale dell’Ospedale Maggiore di Crema, convocata dai Sindacati sullo spiazzo antistante l’ingresso principale. Allestita una “mensa aziendale in autogestione” con panini, pizzette, dolci e bibite allo scopo di rivendicare – dopo l’interruzione della trattativa con la Direzione generale – ciò che da mesi le sigle sindacali chiedono: l’utilizzo dei ticket dei buoni pasto anche al di fuori degli undici ristoranti e bar convenzionati, con una maggiore flessibilità negli orari. A detta dei Sindacati, infatti, con l’attuale sistema molti lavoratori non riescono a usufruire del servizio mensa: da qui la richiesta di applicare la nuova normativa. Richiesta che, però, è respinta dalla Direzione dell’Asst in quanto “legislativamente non applicabile”.

Dopo una serie di incontri, dopo il tentativo di conciliazione in Prefettura e dopo un paio di assemblee sindacali, è stato indetto lo “stato di agitazione”. Quindi, oggi, la “mensa in autogestione” con tanto di cartelli eloquenti: “Caro D.G., oggi al pasto ci pensiamo noi”.
Da parte sua il direttore generale dell’Asst Ospedale Maggiore, dottor Luigi Ablondi, nel “confermare l’impossibilità di accogliere la richiesta sindacale di modificare l’attuale modalità di erogazione del servizio mensa”, ha preso atto delle criticità segnalate e introdotto alcune soluzioni migliorative, mentre proseguono le valutazioni in merito alla possibilità di realizzare una mensa interna.

Nei giorni scorsi, quindi, Ablondi e i vertici aziendali hanno deliberato un aggiornamento del regolamento di accesso al servizio mensa presso i locali convenzionati. Oltre a confermare in toto quanto già presente nel regolamente vigente, la novità principale prevede l’opportunità di prenotare il pasto – per alcune tipologie di lavoratori e di turni di lavoro – presso il servizio di ristorazione interno attivo per i degenti, inserendo nel proprio orario di turno una pausa di 20 minuti. Inoltre, un’altra novità consente a quanti operano nel turno di notte la possibilità di richiedere al servizio cucina interno un “sacchetto” (il costo è di 50 centesimi) con il pasto.

Le novità introdotte dal dottor Ablondi, pur accolte come un “segnale di apertura”, non sono del tutto gradite ai Sindacati: “Ci vuole ben altro – hanno affermato ieri – anche perché non siamo stati coinvolti nelle decisioni che, comunque, riguardano i lavoratori che noi rappresentiamo”.