GLI ALUNNI DELLA MANZIANA IN DIALOGO CON IL VESCOVO

La famiglia, l’amore, la possibilità di realizzare i propri sogni, il bisogno di essere circondati da persone che ti vogliono bene, la fede, la preghiera, la gratuità che diventa anche volontariato.

Questi i temi che gli studenti del Liceo Dante Alighieri della Fondazione Carlo Manziana hanno discusso con il vescovo Daniele, mercoledì mattina in episcopio, prima di rompere le file della scuola e correre in vacanza!

Un confronto che è stato il punto di arrivo di un lavoro svolto durante le ore di Religione, con la guida dell’insegnante don Giovanni Rossetti, sulle tracce di riflessione in preparazione al prossimo Sinodo dei giovani.

Un rappresentante di ogni classe ha letto le conclusioni alle quali sono arrivati ragazze e ragazzi mediante il confronto fra loro. Il vescovo Daniele ha preso spunto da ciascuna per porre alla sessantina di adolescenti presenti alcune domande “provocatorie”. Ne è venuto un bel confronto.

I giovani della V Liceo hanno chiesto credibilità e la possibilità di realizzare i propri sogni: “l’amore, la famiglia, poter fare un lavoro che piace, nella certezza che Dio ha il suo piano per ciascuno di noi.”

Gli alunni di quarta: “Cosa desideri per il tuo futuro? L’amore è ciò a cui tutti aspiriamo, l’obiettivo delle nostre esistenze è amare ed essere amati. Non i soldi, non la fama o il successo, ma l’amore è ciò che di più profondo alberga in noi”.

E quelli di seconda: “Nella complessità della società in cui viviamo ci rendiamo conto che l’essenziale per noi è la famiglia e gli amici; abbiamo bisogno di essere circondati da persone che ci vogliono bene e che sanno apprezzarci per ciò che siamo.” E la preghiera? “Siamo arrivati alla conclusione che pregare Dio ed essergli fedeli deve essere un gesto spontaneo.”

Famiglia anche per ragazzi e ragazze della prima Liceo: “Punto di partenza per costruire legami significativi riteniamo sia l’ambito famigliare. Una famiglia può diventare anche l’Oratorio.” E poi: “Riconosciamo l’importanza della gratuità come esperienza di amore verso il prossimo che diventa anche volontariato.”

Il vescovo Daniele ha colto i desideri del cuore dei giovani che aveva di fronte, stimolandoli alla riflessione. A capire che le cose significative sono solo quelle spontanee, anche nel volersi bene. Pure nei confronti con Dio non possiamo affidarci solo alla spontaneità.

Il grande bisogno d’amore e di fiducia che i giovani rivelano coinvolge anche Dio. “Non possiamo vivere senza affidarsi a qualcuno – ha detto mons. Gianotti – e quindi dobbiamo scegliere persone credibili. Gesù ci dice: fidati di Dio. Essere credenti non è prima di tutto capire cosa Gesù ha detto, ma essere amici di lui. Non è un insegnante, vuole essere innanzitutto un amico.” E ha concluso invitando i ragazzi a sognare cose straordinarie… “anche se potremmo rimanere delusi. Ma vale la pena rischiare!”