GIOVEDÌ SANTO: Il Papa dai carcerati

“Tu hai parlato di uno sguardo nuovo: rinnovare lo sguardo… Questo fa bene, perché alla mia età, per esempio, vengono le cateratte, e non si vede bene la realtà: l’anno prossimo dovremo fare l’intervento”.

Sono le parole pronunciate, a braccio, dal Papa, prima di congedarsi dal carcere romano di Regina Coeli, dopo aver celebrato la Messa in Coena Domini e aver lavato i piedi ai 12 detenuti. “Ma così succede con l’anima: il lavoro della vita, la stanchezza, gli sbagli, le delusioni oscurano lo sguardo, lo sguardo dell’anima”, ha proseguito Francesco, esortando ad “approfittare delle opportunità per rinnovare lo sguardo”.

Poi ha ripetuto le parole pronunciate durante l’udienza generale di ieri, sempre fuori testo: “In tanti paesini, ma anche nella mia terra, quando si sentono le campane della Resurrezione del Signore, le mamme, le nonne portano i bambini a lavarsi gli occhi perché abbiano lo sguardo della speranza del Cristo risorto. Non stancatevi mai di rinnovare lo sguardo. Di fare quell’intervento di cateratte all’anima, quotidiano. Ma sempre rinnovare lo sguardo. E’ un bello sforzo”. “Non c’è alcuna pena giusta – giusta! – senza che sia aperta alla speranza”, ha esclamato ancora il Papa: “Una pena che non sia aperta alla speranza non è cristiana, non è umana!”.