MONS. FRANCESCO PIANTELLI: A CORPO A CORPO CON LA STORIA

In occasione della Fiera di Santa Maria, è stato presentato oggi pomeriggio alle ore 15, presso la Casa del Pellegrino, il volume a ricordo del compianto parroco mons. Francesco Piantelli (1891-1968), a cinquant’anni dalla scomparsa. Un’opera, composta a più mani, che lo ricorda come il soldato, l’intellettuale, l’antropologo, il parroco. I curatori sono stati don Pier Luigi Ferrari e Sebastiano Guerini, il libro, infatti si inserisce nella serie dei Quaderni del Santuario, arrivati – appunto – al numero 7.

L’incontro è stato moderato da don Giorgio Zucchelli direttore de Il Nuovo Torrazzo che ricordato la testimonianza di un sacerdote che ha vissuto tre guerre, la prigionia e l’esilio. In particolare ha citato i reportages dalla Grande Guerra che Il Torrazzo (il settimanale diocesano aveva allora questa testata) pubblicò fino alla cattura del seminarista cremasco Piantelli da parte dei Austriaci.

L’ANTROPOLOGO

Hanno parlato, di seguito alcuni autori dei testi: don Marco Lunghi ha ricordato la figura dell’antropologo don Francesco, il cui impegno culturale nella conoscenza del nostro territorio si è concretizzata nel celebre volume Folclore cremasco, “di cui – ha detto – ho condiviso con don Piantelli la lettura delle bozze”. Il volume mette in evidenza le peculiarità del popolo cremasco, di questa “Betlemme” della Lombardia, che ha tuttavia una sua prestigiosa storia.

L’arch. Dado Edallo ha ricordato quando il parroco Piantelli e suo padre, l’altrettanto celebre architetto Amos Edallo restauratore della cattedrale cittadina, ebbero l’idea di allestire i moderni amboni della basilica, facendoli poggiare su antichi capitelli.

IL SACERDOTE AMICO DI MAZZOLARI

Romani Dasti, invece ha ricordato il rapporto d’amicizia fra mons. Piantelli e don Primo Mazzolari. Fondatore della Giac (Azione Cattolica) conclusa la Grande Guerra e del Centro Giovanile Belvedere, mons. Piantelli educò giovani che poi sarebbero diventati personaggi di rilievo nella città, basti ricordare Pagliari (sindaco democristiano), l’avv. Volonté, Viviani (martire dei fascisti nella seconda guerra mondiale). Dei rapporti con don Mazzolari sono conservate due lettere: nella seconda il sacerdote cremasco, saputo della fondazione del periodico Adesso da parte del confratello cremonese, gli chiede di inserirlo subito tra gli abbonati “perché ho la certezza – scriveva – che non sarà una pubblicazione di solito tipo dulcamara, ma parlerà chiaro e tondo e suonerà a campane doppie, senza paura di non… far carriera.”

IL PARROCO

Don Pier Luigi Ferrari, che deve a don Piantelli il dono della vocazione sacerdotale, ha ricordato il “parroco”. La sua azione pastorale ebbe due filoni: la promozione del santuario fino ad ottenere dalla Santa Sede il titolo di “basilica minore”, e la cura della comunità a lui affidata.

Don Ferrari ha parlato della sua attenzione alla liturgia, delle sue idee anticipatrici del Vaticano II, dell’attenzione ai soldati al fronte nella seconda guerra mondiale (il santuario diventerà punto di riferimento per le mamme e i parenti che avevano figli al fronte), della promozione dell’associazionismo, dell’aiuto concreto a tutti coloro che avevano bisogno (partecipava sempre alle riunioni della San Vincenzo), della sua opposizione al Fascismo, della cultura che spezzettava al popolo.

Un grande personaggio che si trovò ad essere pastore d’anime in un tempo di grande trapasso, da celebri “lavandai”, all’industrializzazione!

Ha concluso il vescovo Daniele, presente anch’egli alla riunione. Notevole il plauso all’iniziativa, anche perché il suo desiderio è proprio quello di poter ricordare le grandi figure di sacerdoti e laici della nostra diocesi che hanno testimoniato con forza il Vangelo nel recente passato: un esercizio di memoria molto importante.

Ed ha concluso ricordando che la vita di mons. Piantelli non fu una passeggiata, ma si trattò di un parroco che ha vissuto in un “corpo a corpo” con la storia.