FESTA DI SAN GIUSEPPE: Oggi primo anniversario dell’ordinazione episcopale del vescovo Daniele. Auguri!

Il vescovo di Reggio Emilia mons. Camisasca impone le mani a mons Daniele Gianotti

Ricorre oggi – festa di San Giuseppe – il primo anniversario dell’ordinazione episcopale del vescovo Daniele Gianotti. Un anno fa nel duomo di Reggio Emilia s’è celebrato un altro momento storico per la nostra diocesi, la consacrazione del suo 28° vescovo.

Tramite il nostro sito esprimiamo al vescovo Daniele i nostri sentimenti di gratitudine per la sua presenza di pastore buono in mezzo a noi; ringraziamo il Signore di avercelo donato; gli facciamo tanti auguri per un sempre più fecondo ministero.

La prossima settimana, in vista anche del primo anniversario del suo ingresso in diocesi, avvenuto il 2 aprile 2017, gli chiederemo in un’intervista di tracciare un bilancio di questo primo anno pastorale tra noi. 

Questa mattina alla Messa delle ore 8 (il vescovo Daniele celebra sempre la Messa insieme ai canonici in cattedrale) i canonici e i fedeli gli hanno fatto festa. Don Emilio Lingiardi, presidente del capitolo, gli ha fatto omaggio di una icona di San Giuseppe proveniente da Gerusalemme, dandone un’interpretazione locale: il santo protegge due colombe (che rappresentano Gesù e la Madonna), nel nostro caso potrebbero essere interpretate come la Chiesa universale e quella di Crema. 

Oggi il vescovo Daniele celebrerà l’Eucarestia e impartirà l’unzione degli infermi nella parrocchia cittadina di San Carlo alle ore 16.00. Seguirà un momento di fraternità anche nel ricordo del primo anniversario della sua ordinazione. 

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IL RACCONTO DELL’ORDINAZIONE

Un anno fa in uno Zoom dedicato alla consacrazione episcopale di mons. Gianotti, il nostro giornale raccontava così la liturgia dell’ordinazione.

 

Reggio Emilia, 19 marzo 2017

Si è conclusa alle ore 18.45 la solenne e avvincente liturgia di ordinazione episcopale di mons. Daniele Gianotti, nuovo nostro vescovo di Crema, celebrata nella cattedrale di Reggio Emilia. Le mani gli sono state imposte dal vescovo di Reggio Emilia mons. Massimo Camisasca, da mons. Oscar Cantoni, già vescovo di Crema e ora di Como, e da mons. Monari, vescovo di Brescia. Alla celebrazione, che è iniziata alle ore 16.30, erano presenti altri 23 vescovi e un folto gruppo di circa duecento cremaschi, oltre ai parenti (compresa la mamma che don Daniele ha accolto e salutato con grande affetto) e tantissimi reggiani, nonché fedeli di Bagnolo in Piano, sua parrocchia.

Prima di iniziare la celebrazione il futuro vescovo si è incontrato con i cremaschi presso il santuario della Madonna della Ghiara. Poi, puntualmente, l’inizio della celebrazione. Lunga è la processione che si snoda dal vescovado ed entra in cattedrale. Prima tanti sacerdoti, ultimi dei quali don Daniele e il nostro amministratore diocesano don Maurizio Vailati, poi tutti i vescovi: una lunga serie di mitrie bianche, concluse dai tre concelebranti i vescovi Massimo, Oscar e Luciano.

La corale canta un’invocazione allo Spirito: è formata dal Coro diocesano, dagli insegnanti dell’Istituto diocesano di Musica e Liturgia, dalle corali di Bagnolo e Calerno, diretti dal prof. Giovanni Mareggini.

Tutti i celebranti baciano l’altare e trovano spazio nei posti loro assegnati. Il coro è gremito di sacerdoti cremasco-reggiani, ai lati del presbiterio i vescovi e i celebranti con la casula. Nella navata, in prima fila, a destra dell’altare, le autorità (sindaci di Reggio, di Crema e di altre località, presidenti di Provincia e l’on. Del Rio, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti); alle loro spalle gli invitati, poi i cremaschi. I reggiani sono nella fila di banchi  di sinistra.

Li benedice tutti mons. Camisasca all’inizio della celebrazione nel ricordo del Battesimo, significativo gesto soprattutto domenica, terza di Quaresima, nella liturgia della quale si legge l’episodio evangelico della Samaritana al Pozzo di Giacobbe.

Il brano lo annuncia solennemente il nostro diacono Giovanni dall’ambone posto nel mezzo della chiesa addossato a un pilastro di sinistra: tutta l’assemblea si rivolge verso di lui.

LA PRESENTAZIONE UFFICIALE

Conclusa la lettura, baciato il libro dei Vangeli da parte del celebrante, inizia la liturgia dell’ordinazione che procede per mezzo di segni sempre più coinvolgenti: innanzitutto l’invocazione allo Spirito Santo con il canto del Veni Creator; poi la presentazione ufficiale del candidato, in piedi davanti al suo vescovo di Reggio: don Maurizio Vailati chiede che il presbitero Daniele Gianotti sia ordinato vescovo di Crema. E Camisasca gli chiede: “Avete il mandato del Papa?”.

Certo che l’abbiamo! E don Maurizio lo legge davanti a tutti: “Vogliamo prenderci cura in modo particolare dei fedeli di Crema – scrive papa Francesco – dal momento che noi stessi, recentemente, abbiamo trasferito il loro pastore diocesano, il venerato fratello Oscar Cantoni, alla sede di Como. Volendo ora assegnare alla Chiesa di Crema un nuovo pastore, abbiamo pensato a te, figlio carissimo: tu, infatti, esercitando con zelo il ministero pastorale nella comunità di Reggio Emilia – Guastalla, hai svolto vari incarichi nel campo dell’educazione cattolica, della liturgia, delle vocazioni sacerdotali, della formazione permanente del clero e della cultura, mostrando virtù umane e sacerdotali e amore per Cristo e per la sua Chiesa. Pertanto, con la nostra autorità apostolica, sentito il parere della Congregazione per i vescovi, ti nominiamo Vescovo di Crema, conferendoti tutti i relativi diritti e i conseguenti doveri.”

LE PAROLE DI MONS. CAMISASCA

Tutti ritornano a sedere e il celebrante commenta la Parola di Dio:

E aggiunge: “Oggi un presbitero della nostra Chiesa è chiamato a una nuova offerta di sè e a una nuova immedesimazione in Cristo. Caro don Daniele – afferma, rivolgendosi a lui – ogni persona è un grande dono. Oggi Gesù dice a te: ho sete, dammi  da bere, come ha detto sulla croce. Il vescovo vive della sete di Gesù per gli uomini. Alimentati a questa sete.” E invita il candidato all’episcopato alla intimità con Cristo, alla lettura incessante della parola di Dio (per vivere pienamente il ministero episcopale). “Nell’Eucarestia vivi la donazione di te… senza essere pronti a dare la vita non si può dire: Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue.” Infine mons. Camisasca invita don Daniele a prendersi cura dei giovani, delle famiglie e dei poveri, assicurando che il Signore lo sosterrà nel tuo impegno.

LA LITURGIA D’ORDINAZIONE

Segue l’ordinazione vera e propria. Il candidato risponde alle domande del vescovo celebrante che gli chiede se vuole dedicarsi totalmente alla sua nuova diocesi e alla Chiesa. “Sì, lo voglio!”, risponde.

Ed allora viene invitato ad esprimere questa donazione stendendosi a terra in mezzo al presbiterio mentre l’assemblea canta le litanie dei santi: una versione molte bella e suggestiva. L’atmosfera è elettrizzante. Terminate le litanie siamo al momento centrale dell’ordinazione. Don Daniele si inginocchia davanti al vescovo Camisasca che gli pone le mani sul capo; lo stesso fanno i due con-consacranti e gli altri vescovi presenti. Tutto in un silenzio profondo nel tentativo di percepire la presenza dello Spirito, la sua forza e la sua grazia.

Subito dopo, due diaconi tengono il libro dei Vangeli aperto sul capo di don Daniele, mentre il celebrante pronuncia la preghiera di Ordinazione. Ecco, ora è diventato vescovo anch’egli.

Seguono altri riti suggestivi: mons. Massimo unge con il crisma il capo del nuovo vescovo (ne versa un buon quantitativo!); consegna il libro dei Vangeli (“Annuncia la Parola – dice – con grandezza d’animo e dottrina”), l’anello (segno di fedeltà), la mitria (corona di gloria) e il pastorale (segno del ministero episcopale).

Infine lo invita a sedersi al centro del presbiterio con la mitria in capo e  il pastorale in mano. E qui scoppia l’applauso. Don Daniele è vescovo a tutti gli effetti e la gente reggiana e cremasca sprizza di gioia per lui.

Cosa viene spontaneo? Abbracciarsi. E di fatto scatta l’abbraccio di tutti con il nuovo pastore della diocesi di Crema: un stringersi fraterno fra vescovi e tra sacerdoti. Don Daniele scende anche ad abbracciare la mamma.

LA LITURGIA EUCARISTICA

Placato un po’ l’entusiasmo inizia la liturgia eucaristica. Si procede secondo il rito consueto, con il nuovo vescovo a destra di mons. Camisasca. Al termine della Messa, mentre tutti i fedeli cantano il Te Deum, don Daniele, con mons. Oscar Cantoni e mons. Luciano Monari scende lungo la navata a benedire con l’aspersione dell’acqua tutti i fedeli. Applausi, saluti e sorrisi.

I SALUTI FINALI

Prima di chiudere il vescovo di Kibungo, mons. Antoine Kambanda ringrazia il mons. Daniele per l’impegno in Rwanda. Mons. Gianotti alla fine saluta tutti, leggendo la sua vicenda personale con tre parole: per il passato, “pace” (“Siamo in pace con Dio per il Signore Gesù, so di essere amato da Dio); per il presente, “amore” (“Dio mi ha fatto la grazia di fare esperienza dell’amore di tantissimi che mi hanno voluto bene, fino al punto di sentirmi già amato dai fedeli di Crema”); per il futuro la parola “speranza” (“Guardo al futuro con la speranza che non delude, anche se non mancherà la tribolazione. Se Dio ci ha amato, amiamoci gli uni gli altri: il mio programma sarà quello di rispondere all’amore con cui Dio mi ha amato, con l’amore verso la mia chiesa di Crema”).

E ringrazia tutti i vescovi, i familiari, i fedeli, i preti, le corali, gli innumerevoli amici e i parrocchiani e i fedeli della Chiesa che è in Crema: “Se vi lascio per ultimi e perché gli ultimi saranno evangelicamente i primi e voi ora siete i primi per me. Lo scopo della mia vita è mettermi al vostro servizio come colui che serve.” Resta tempo – dopo la benedizione – per i saluti, gli abbracci, le foto ricordo e tanti sorrisi che esprimono la gioia di tutti, specialmente di don Daniele, raggiante di Spirito Santo.

 

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