CREMA – In Giunta entrano Cinzia Fontana e Matteo Gramignoli al posto di Piloni e Saltini

I due neo assessori: on. Cinzia Fontana e Matteo Gramignoli

Rimpasto in Giunta: entrano Cinzia Fontana e Matteo Gramignoli al posto di Matteo Piloni e Morena Saltini.
In queste ultime due settimane, come inevitabile, sulla stampa si son rincorse diverse illazioni sulla sostituzione in Giunta dell’assessore Matteo Piloni, eletto al consiglio regionale. E, come spesso accade, elencandone più d’uno c’è probabilità d’azzeccarci.
Per quanto il sindaco, cui spetta l’attribuzione delle deleghe, abbia cercato di tenere il più stretto riserbo – volendo dare l’annuncio nella sede ufficiale del consiglio comunale, convocato per dopodomani – era logico ipotizzare che la sua scelta avvenisse nell’ambito del Partito Democratico. Al cui interno – a esser franchi – non sembra per altro esserci una folla di papabili. È stato quindi piuttosto facile individuare la designabile nell’onorevole Cinzia Fontana, che dopo dodici anni in Parlamento – dall’aprile 2006 al 2008 alla Camera, iscritta al Gruppo dell’Ulivo; dal 2008 al 2013 senatrice per il Pd e poi nuovamente rieletta deputato nelle Politiche del 2013 – non s’è più ricandidata e può dunque mettere a disposizione le competenze e l’esperienza maturata.
Stando a indiscrezioni, invero ben accreditate, oltre al cambio dell’assessore Piloni – previsto già dal giugno scorso, essendo noto a tutti che si sarebbe candidato per subentrare ad Alloni in Regione – il sindaco ha colto l’occasione per un rimpasto della Giunta, sostituendo anche la delegata a Tributi e Bilancio, riconfermata nove mesi fa solo per garantire la quota rosa nell’esecutivo.
Secondo assessore sarà dunque Matteo Gramignoli, rieletto nell’assemblea di aula degli Ostaggi nella civica Crema città della bellezza, nella scorsa tornata consigliere delegato ai Quartieri, imprenditore titolare dell’Hospital Service. A lui la Bonaldi dovrebbe affidare le deleghe ad Ambiente e Commercio.
In consiglio lo dovrebbe sostituire Tiziana Stella, prima dei non eletti della lista civica “Crema città della bellezza”; o, in caso di sua rinuncia – non per incompatibilità, ma per opportunità in quanto moglie del presidente di Scrp – Sebastiano Guerini, terzo in ordine di preferenze.
Le più pesanti – Pianificazione territoriale già di Piloni e Bilancio-Tributi della Saltini – andranno invece a Cinzia Fontana. La quale, al di là di rappresentare una solida appartenenza partitica e assicurare pertanto al Pd un autorevole controllo sull’esecutivo, mette in campo non solo le competenze ed esperienze di parlamentare, ma anche quelle specifiche e dirette, maturate in ambito amministrativo come vicesindaco – dal 1989 al 1994 – e poi sindaco di Vailate, paese in cui risiede, nel quinquennio successivo. Oltre alle capacità di gestione delle problematiche territoriali acquisite nella lunga attività di funzionaria sindacale e segretaria generale della Camera del Lavoro di Crema.

CONSIDERAZIONI CRITICHE DEL CAPOGRUPPO CONSILIARE DI FORZA ITALIA, ANTONIO AGAZZI

Sulle due scelte del sindaco Stefania Bonaldi – apprese dal nostro giornale sabato mattina – il capogruppo consiliare di Forza Italia, Antonio Agazzi, ha inviato alla stampa alcune sue considerazioni critiche.
“A fine giugno 2017, il ballottaggio conferma Stefania Bonaldi sindaco di Crema; a fine marzo 2018 già due assessori vengono sostituiti, per altro detentori di deleghe pesanti: urbanistica e bilancio, ma anche commercio e ambiente. Ciò significa una sola cosa: si è costruita una Giunta fotocopia – sostiene Agazzi – che si sapeva essere provvisoria, e ciò non rivela una propensione a mettere al primo posto l’interesse della città, che risiede anche nella continuità gestionale di settori cruciali dell’amministrazione.”
“Che Matteo Piloni, funzionario e segretario provinciale del Pd, sarebbe stato candidato a succedere ad Alloni in consiglio regionale – fa osservare – lo sapevano anche i cubetti di porfido di Via Mazzini: perché farlo rientrare in Giunta per pochi mesi? Per garantire lo stipendio o la visibilità politico-amministrativa utile a confezionare una buona campagna elettorale? Perché fino all’elezione vi è una quota di incertezza per cui è meglio non lasciare il ‘posto sicuro’?”
“In tutto ciò si legge un utilizzo delle istituzioni che poco ha a che vedere con il rinnovamento della politica di cui in casa del Pd ci si è spesso solo riempiti la bocca, per agire in direzione assolutamente opposta”, commenta.
“E la sostituzione di Morena Saltini, che gli stessi cubetti di porfido sapevano essere stata confermata contro voglia, in attesa di individuare una nuova disponibilità, salvaguardando gli ‘equilibri di genere’? Ma davvero si è dovuta attendere la fine del mandato parlamentare di Cinzia Fontana per sciogliere il nodo?”, si chiede inoltre.
“In città il Pd e Stefania Bonaldi non riuscivano a rintracciare competenze che volessero spendersi, per un certo arco temporale, per la gestione della cosa pubblica? Era così inevitabile ricorrere a una donna rigorosamente di partito e di…Vailate?”, aggiunge.
Non meno severe, poi, le sue considerazioni sulla promozione ad assessore di Matteo Gramignoli, “quello che si sarebbe dimesso, ma non si è dimesso, nel caso fosse stata realizzata a Crema la Pompa Enercoop – sottolinea – ma si conferiscono tutte le deleghe pesanti a Cinzia Fontana, mettendo insieme, credo sia la prima volta, Urbanistica e Bilancio”.
“Forse si ritiene debole il profilo del consigliere che occorre promuovere per ragioni connesse con gli equilibri politici interni alla maggioranza?”, ipotizza.
E chiude evidenziando un “avvicendamento che non c’è ma che sarebbe stato meglio che fosse intervenuto, quello di Fabio Bergamaschi ai Lavori Pubblici”.
“Se a Torino la FIAT avesse assunto un assessore in carica della Giunta Appendino… la cosa sarebbe stata ritenuta normale dal Pd? Perché dovremmo ritenere normale, quindi – fa osservare Agazzi – che la Ancorotti Cosmetics abbia assunto un assessore in carica della Giunta Bonaldi? È da visionari ipotizzare non pochi conflitti di interesse tra attività amministrativa e professionale? Vien da dire, tirando le… somme, che da questo modo di fare politica vi è davvero poco o nulla da imparare.”