CREMASCO – L’Anac ha bocciato l’acquisizione del 51% di LGH da parte di A2A

L’Anac-Agenzia Nazionale Anticorruzione ha bocciato l’acquisizione del 51% di LGH – la partecipata di Aem di Cremona, Cogeme di Rovato, Astem di Lodi, Asm di Pavia e Scs di Crema – da parte di A2A.
Secondo l’Agenzia guidata da Raffaele Cantone, l’operazione si sarebbe dovuta svolgere con una gara pubblica, non essendo un accordo di partnership ma di una vendita vera e propria di partecipazioni azionarie per un importo di oltre 100 milioni di euro.
Le controdeduzioni di avvocati e consulenti dei cinque azionisti di Lgh che avevano per altro avuto il parere favorevole dell’Antitrust sulla procedura, non son state ritenute adeguate dall’Anac.
“Il M5S è stata l’unica forza politica contraria all’acquisizione del 51% di LGH da parte di A2A, operazione che ha trasformato definitivamente i bisogni fondamentali dei cittadini in merce da profitto”, fanno osservare i neo consiglieri regionali pentastellati Marco Degli Angeli, eletto nel collegio di Cremona, Ferdinando Alberti di Brescia e Simone Verni di Pavia.
“L’operazione non era scellerata solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l’aspetto occupazionale: le tanto sbandierate sinergie, ottimizzazioni e riduzioni dei costi – aggiungono – si sarebbero limitate a riduzioni del personale sempre più demotivato, che, per giunta, si ritrova a lavorare in strutture mastodontiche senza alcuna visione di insieme, con relativa perdita di competenze.”
“Per colpa degli esperti che hanno promosso questa operazione – fanno osservare – a rimetterci saranno i cittadini che con i propri soldi hanno dovuto pagare sedicenti esperti e profumate consulenze legali per giungere a un epilogo fallimentare già scritto in partenza.”
In ambito locale anche alcuni sindaci – Giovanni Calderara di Agnadello in testa – avevano messo in guardia sulle criticità dell’operazione. Che ora l’Anac non sembra voler mettere in discussione, chiamando piuttosto a rispondere i rappresentanti legali ad azioni e procedimenti da parte della Corte dei Conti.