ESERCIZI SPIRITUALI – Seconda serata, La pietra scartata diventa pietra d’angolo

Il vescovo Daniele benedice l'assemblea al termine della celebrazione

Secondo appuntamento degli esercizi spirituali dettati dal vescovo Daniele Gianotti, questa sera alle ore 21 in Cattedrale a Crema, sul tema: Il significato della morte di Cristo per noi. 

Dopo l’invocazione dello Spirito è stato letto un brano degli Atti degli apostoli in cui si narra della giovane chiesa di Gerusalemme dinanzi alle prime difficoltà. Nonostante la guarigione operata al tempio, Pietro e Giovanni si trovano a fronteggiare il pregiudizio del Sinedrio che ordina loro di tacere. Gli Apostoli replicano con franchezza e coraggio: primo segno della loro evidente trasformazione. Non più, quindi, persone spaventate, ma credenti fiduciosi e fedeli al Signore crocifisso e risorto.

PRIMO INTERVENTO DEL VESCOVO DANIELE 

È seguito il primo intervento del vescovo Daniele. “Se Conoscere Gesù Cristo è la cosa più importante e più bella che un cristiano possa fare – ha iniziato – c’è un’altra ragione determinante per questa scelta: che Gesù Cristo è la rivelazione definitiva di Dio. Che cosa significa?”

A Filippo Gesù dice: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”. La conoscenza piena e definitiva di Dio ci è data nel Figlio che si è fatto carne; concretamente, in Gesù di Nazaret.

LA PIETRA SCARTATA

“Ma la morte ignominiosa di Gesù – ha aggiunto mons. Gianotti – crea «scandalo» e di fatto  il riconoscimento non viene dai capi religiosi, ma nemmeno dai discepoli, perché l’avevano abbandonato, compreso Pietro: fallimento suo e di tutto il gruppo apostolico, preannunciato da Gesù: “Tutti rimarrete scandalizzati”. Questo verbo che significa “(far) inciampare” o inciampare in un ostacolo. Pietro e gli altri, di fronte alla croce, inciampano e cadono rovinosamente. Cercano persino di ostacolare Gesù, di essere di inciampo per lui. Ma Gesù non si lascia fermare e va avanti fino alla croce.”

“È scandaloso – ha rimarcato il vescovo – pensare che la strada percorsa da Gesù sia la via di Dio; è scandaloso e insopportabile pensare che Dio si manifesti in questo modo, che quest’uomo, che pretende di far conoscere il volto del Padre, finisca per essere condannato come un bestemmiatore e un delinquente.”

“Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza – scrive Paolo nella lettera ai Corinti – noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, è potenza di Dio e sapienza di Dio. (1Cor 1, 23-25).

LA PIETRA D’ANGOLO

Lo scandalo della morte di Gesù rimane, dunque, come un macigno nel quale inciampare sempre: a meno di fare, di quel sasso d’inciampo, la pietra sulla quale costruire tutta la casa della nostra vita, della nostra fede, del nostro modo di vedere la storia, il mondo, la Chiesa.

È questa è la sfida che lancia Pietro stesso, parlando davanti al Sinedrio, dopo la guarigione dello storpio quando dice: «La pietra scartata dai costruttori è diventata la pietra d’angolo» (Sal 118, 22); e lo applica a Gesù: «Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo» (At 4, 11).

Incontrando il Risorto, i discepoli hanno capito precisamente questo: che Cristo, il crocifisso, era la pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio. Hanno capito che Dio si era messo dalla parte di colui che gli uomini avevano respinto e scartato.”

Si è fermato qui il primo intervento del vescovo. Di seguito è stata letta una testimonianza di Shahbaz Bhatti, cristiano, ministro pakistano, ucciso il 2 marzo 2011 da un gruppo estremista islamico.

SECONDO INTERVENTO DEL VESCOVO DANIELE

Il secondo intervento del vescovo si è concentrato sulla cultura dello scarto di cui parla spesso papa Francesco. “Non riguarda sole le cose, ma anche le persone. Qui tocchiamo qualcosa che è decisamente al cuore del vangelo e della conoscenza di Gesù. Ciò che gli uomini hanno scartato è stato scelto da Dio per un cielo nuovo e una terra nuova. È questo il cuore stesso dell’agire di Dio.

Di fatto Paolo scrive: “Non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti”

Lo scandalo non è solo che Dio si sia schierato con Gesù, ma che costruisce la nuova Chiesa con materiali di scarto, con ciò che è disprezzato dal mondo.

Per questo Gesù cercava i poveri e rimproverava ai farisei: “I pubblicani e le prostitute vi passano davanti”. Da qui i discepoli hanno capito, dopo la Pasqua, i modi di fare e di pensare di Gesù e di Dio stesso. Un Dio che predilige il povero ma non esclude nessuno… eccetto coloro che si escludono da soli.

La buona notizia – ha concluso il vescovo – è che Dio si è messo dalla parte di Gesù, la pietra scartata, posta come fondamento della nuova umanità. Dio ha scelto ciò che il mondo esclude e ha accettato di farsi escludere perché realizzatore un mondo che non esclude. Lo troviamo nella Chiesa.”

DUE DOMANDE

Al termine il vescovo ha lasciato due domande per la riflessione:

1) Che cosa mi scandalizza in Gesù Cristo? Nulla? Potrebbe essere preoccupante… perché potrebbe significare che penso di conoscerlo, ma in realtà non lo conosco abbastanza.

2) Dove trovo, in me, nei miei comportamenti (e forse anche nelle nostre comunità), atteggiamenti che ci mantengono dentro la logica dell’esclusione, dello «scarto»? Dove chiediamo al Signore di far crescere in noi il suo modo di accogliere, di perdonare, di salvare?

Domani sera, sempre alle 21 in cattedrale, la terza e conclusiva serata degli eserciti spirituali. Tutti sono invitati.