ESERCIZI SPIRITUALI – Prima serata, Conoscere Gesù Cristo

Il vescovo Daniele Gianotti mentre tiene la meditazione

Prima serata degli esercizi spirituali predicati dal vescovo Daniele Gianotti in Cattedrale a Crema, questa sera alle ore 21. Grazie al collegamento di Radio Antenna5, mons. Gianotti ha convocato i fedeli anche nelle varie chiese parrocchiali. Il mezzo radiofonico gli ha consentito inoltre di entrare nelle case di tante persone ammalate e anziane.

Una forma popolare di Esercizi spirituali, che vuole accompagnare il cammino quaresimale con l’invocazione allo Spirito, l’ascolto delle letture bibliche, la parola del vescovo, spazi di silenzio meditativo e la consegna di un impegno.

In queste tre sere si è pregato e si pregherà in modo particolare per papa Francesco: ricorre proprio oggi il quinto anniversario della sua elezione.

IL TEMA DELLE TRE SERATE

Le tre sere vogliono preparare i fedeli cremaschi a celebrare il mistero centrale della nostra fede: la Pasqua di Gesù Cristo, il nostro Signore crocifisso, sepolto e risorto. Attraverso la preghiera e la riflessione si chiede la grazia di “conoscere Gesù Cristo”, che è poi il titolo delle tre serate di esercizi.

Questa sera, si è contemplato Gesù nel mistero della sua risurrezione.

Dopo il canto s’è infatti letto il brano di Giovanni (20,19-29) che ricorda l’apparizione di Gesù risorto nel cenacolo e l’episodio di Tommaso.

PRIMO INTERVENTO DEL VESCOVO

Il vescovo Daniele, iniziando il suo intervento, ha salutato tutti, anche chi era collegato con la radio. Poi un saluto a Papa Francesco che proprio cinque anni fa è stato eletto e ha chiesto di pregare per lui in un momento di silenzio che il vescovo ha voluto ripetere.

“Il tema delle tre serate di esercizi è quello di conoscere Gesù Cristo, ha poi detto mons. Gianotti. Perché? Perché è la cosa più importante e più bella che un cristiano possa fare. Non si tratta di accumulare informazioni, ma di una conoscenza che avviene nella relazione. La possiamo chiamare amicizia con Gesù, o essergli fratelli e sorelle. Quella conoscenza che è anche amore: quanto Gesù ha chiesto a Pietro lo chiede anche a noi.”

Il vescovo si è lasciato guidare dalle parole di Paolo. Dopo la conversione l’unica cosa ch’egli  ha cercato è stata la conoscenza di Gesù.

“Conoscere Cristo – ha continuato – è anche qualcosa di terribilmente pratico, significa vivere in un certo modo, dire dei sì o dei no: perché è Cristo che vive in me.

E tutto ciò è possibile solo con la comunione dello Spirito Santo che Dio riversa nei nostri cuori. È lui che dischiude la verità di Gesù nei discepoli, così che possano diventare apostoli suoi.”

Dopo aver invocato lo Spirito, il vescovo ha accennato a un secondo aspetto: “La conoscenza di Gesù è qualcosa che ricomincia continuamente. Le persone con le quali siamo legati sono sempre un mistero, nel senso di una ricchezza sovrabbondante. Perché non dovrebbe essere così anche per Gesù? In lui sono nascosti i tesori inesauribili della scienza e della conoscenza. Lo conosciamo riconoscendolo sempre da capo. Paolo dice che se abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana non lo conosciamo più così.

Gli apostoli in tutta la loro esperienza non avevano conosciuto davvero Gesù: hanno cominciato a conoscere solo dopo la Pasqua. Gli incontri dei discepoli con Gesù sono la grande festa del riconoscimento e solo da qui comprendono tutto quando ha fatto. Non è quindi necessario averlo conosciuto prima della risurrezione, noi oggi lo possiamo riconoscere davvero dopo la sua risurrezione.”

IL SECONDO INTERVENTO

Conclusa la prima parte della meditazione, è seguita la lettura di un brano del volume Gesù di Nazareth di papa Benedetto che mette in evidenza quanto Dio, non solo riguardo alla Risurrezione, ma in tutto il suo agire nella storia dell’uomo, scelga di bussare “sommessamente alle porte dei nostri cuori” e solo se liberamente noi decidiamo di aprirgli, “ci rende capaci di vedere” nel Mistero. Uno stile divino che non vuole sopraffare con la potenza, ma dando libertà e donando amore.

Dopo un breve momento di meditazione in silenzio e un canto, il secondo intervento del vescovo Daniele.

“Conoscere Gesù – ha ripreso – è sempre un riconoscerlo. Tutta la testimonianza degli apostoli, in definitiva, indica come abbiano riconosciuto Gesù dopo la Pasqua e come questo abbia cambiato la loro vita.

Tutti i Vangeli sottolineano che riconoscere Gesù risorto non è stato facile: Gesù appare loro in vari modi, ma non sempre viene riconosciuto subito, basti pensare ai  discepoli di Emmaus, alla Maddalena, ecc.

Gli apostoli erano lontani anni luce dal pensare di ritrovare Gesù vivo in mezzo a loro dopo la morte sulla croce. È stato un incontro assolutamente gratuito e inaspettato, esperienza di una sorpresa assoluta.”

E ha continuato: “Il saluto di pace che Gesù risorto porta agli apostoli è un gesto di riconciliazione, di perdono e misericordia, dopo quanto è successo.

Si tratta inoltre di un incontro che porta alla missione: Gesù incontra per mandare. Dono gratuito e inaspettato della vita in un contesto di peccato. Come la vicenda di Paolo, da persecutore fatto apostoli delle genti.

Gesù risorto ha mostrato ai discepoli – ha concluso mons. Gianotti – le mani e il fianco trafitto: i segni della passione. Le piaghe sono un segno per riconoscere il Signore.  Gesù è simultaneamente morto e risorto. Non c’è un prima e una poi.

Come l’immagine dell’agnello ritto in piedi (vivo e risorto) e pure immolato, il crocifisso e il risorto sono un’unica realtà nella Pasqua. La resurrezione ci riconsegna tutta la croce e tutta la vita di Gesù.”

La celebrazione s’è conclusa con la preghiera dei fedeli, il Padre Nostro e la benedizione.

GLI ESERCIZI CONTINUANO DOMANI

Domani, alla stessa ora, la seconda serata. Tutti sono invitati a partecipare, in cattedrale, nelle chiese parrocchiali, nelle proprie case tramite Radio Antenna5.