CREMONA – Camera penale: astensione dalle udienze il 13 e 14 marzo per la riforma dell’ordinamento penitenziario

La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane ha proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 13 e 14 marzo.
Le ragioni dell’iniziativa possono essere facilmente riassunte. La legge 103 del 23 giugno 2017, comunemente nota come “Riforma Orlando”, contiene anche una delega al Governo affinché provveda alla riforma dell’ordinamento penitenziario, in particolare semplificando i provvedimenti, eliminando gli automatismi e le preclusioni nel trattamento penitenziario, modificando le norme in tema di misure alternative. In altre parole portando a compimento quel cammino iniziato con i richiami della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e proseguito con le riflessioni degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, con gli appelli di avvocati e magistrati e con le iniziative non violente dei radicali (in primis di Rita Bernardini) e dei detenuti.
Il Governo, presieduto dall’on. Paolo Gentiloni, con uno schema di decreto legislativo trasmesso alle Camere nello scorso mese di gennaio per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, ha cercato di dare attuazione alla delega prima della scadenza della legislatura.
Purtroppo, il parere negativo espresso dalla commissione giustizia del Senato, che ha di fatto richiesto di non inserire nel decreto l’eliminazione di automatismi e preclusioni e di non lasciare al Giudice tale scelta, oltre a essere in aperta contraddizione con i principi che ispirano la legge delega – approvata meno di un anno fa dallo stesso Senato – ha reso molto più difficile il cammino della riforma dell’ordinamento penitenziario e rischia ancora una volta di rendere sterile il fondamentale principio costituzionale della finalità rieducativa della pena e di abbandonare le persone detenute alle condizioni – criminogene – di sovraffollamento, degrado e inumanità più volte denunciate dall’avvocatura e dalle Istituzioni Europee.
Nella riunione svoltasi lo scorso 22 febbraio, il Consiglio dei Ministri, pur convocato anche per licenziare il testo definitivo del decreto legislativo di riforma dell’ordinamento penitenziario, non ne ha deliberato l’approvazione, perdendo così l’occasione storica di dare al Paese – e soprattutto ai detenuti e alle loro famiglie – quella riforma di civiltà e ragionevolezza tante volte richiesta.
La Camera Penale della Lombardia Orientale, nella convinzione che sia ancora possibile giungere all’approvazione della riforma, sostiene con forza le ragioni dell’astensione dalle udienza proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, organizza in ogni carcere del distretto della Corte d’Appello di Brescia una conferenze stampa al fine di mantenere sempre viva la luce dell’informazione sulle ragioni della Riforma ed invita tutti i propri iscritti ad aderire ad una giornata di sciopero della fame il 13 marzo n segno di speranza, di riflessione e di lotta per contrastare quella che è a tutti gli effetti una resa della politica alla “pancia” del paese.