VOTIAMO! VOTIAMO!

Domani si vota. Non è un gesto qualsiasi. È un gesto che deve riempirci d’orgoglio e di soddisfazione. Con il voto gustiamo la democrazia!

Ricordiamoci, con immensa riconoscenza, di quei tantissimi giovani che hanno dato la vita, oltre 70 anni fa, per cancellare la dittatura e perché noi oggi potessimo prendere una scheda, trovarvi stampati vari simboli di partito (e non uno solo) e tracciare tranquillamente sopra uno di essi una croce. Non avviene dappertutto. Non è un gesto normale. Nel mondo siamo in pochi a poterlo fare. Rendiamocene conto!

Settant’anni fa, quando venne scritta la nostra Costituzione, quel voto “personale ed eguale, libero e segreto” appariva come un tesoro prezioso e irrinunciabile, di cui fummo orgogliosi ed entusiasti. Orgoglio ed entusiasmo che gli italiani hanno sempre portato alti nei confronti degli altri Paesi democratici (le nostre percentuali di votanti sono sempre state molto significative), ma che oggi si stanno affievolendo.

Assistiamo sempre più a derive totalitarie sull’orizzonte mondiale. Pensiamo alla Turchia dove Erdogan ha tolto il limite dei due mandati presidenziali e concentrato il potere nelle sue mani: può nominare ministri e alti funzionari, sciogliere il parlamento, dichiarare lo stato d’emergenza, emanare decreti e nominare 12 giudici su 15 della Corte costituzionale; pensiamo alla Cina dove viene esclusa la partecipazione a elezioni politiche di candidati non designati dal Partito comunista; dove nei giorni scorsi l’Assemblea nazionale del popolo ha anch’essa annullato il limite dei due mandati per il presidente Xi Jinping, rendendolo di fatto un possibile capo di Stato a vita.

Teniamoci ben stretta la scheda in mano, anzi, sventoliamola come un trofeo! Perché è proprio così. E soprattutto rendiamoci conto cosa vuol dire poter votare! Come si può stare a casa o “andare al mare”?

Si teme che domani un terzo degli italiani invece stia proprio a casa. Lo fanno per protesta, perché – secondo loro – coloro che vengono scelti per gestire il potere, ne hanno abusato o non sono all’altezza.

Certo, anche in democrazia nulla è perfetto. Se un cittadino può rinunciare a esercitare il proprio diritto è vero anche che i designati, a volte, ne approfittano a proprio vantaggio. Ma l’imperfezione democratica è infinitamente meglio della perfezione totalitaria!

Mai come oggi il risultato della tornata elettorale è nelle mani degli indecisi. Mi permetto di dar loro una strattonata: andate a votare, non gettate al vento la possibilità di costruire il vostro futuro!

Giorgio Zucchelli