SCUOLE PARITARIE: Le associazioni dialogano con i candidati in Regione

Gli otto candidati consiglieri in Regione Lombardia e l'assessore Garavaglia

Quali i vostri programmi per la scuola pubblica paritaria in Lombardia? E per il sostegno alla disabilità? E per la Formazione professionale? Queste ed altre domande sono state rivolte, lunedì scorso e oggi a Milano, rispettivamente a nove candidati al Consiglio Regionale e all’assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione della regione Lombardia Massimo Garavaglia, da parte delle Associazioni del mondo scolastico paritario lombardo. Organizzatore dell’iniziativa Roberto Pasolini del Comitato Politico Scolastico.

L’ASSESSORE GARAVAGLIA

L’assessore Garavaglia ha condiviso di dare ai genitori la possibilità di scegliere liberamente la scuola e quindi di trovare le risorse. È d’accordo con il costo standard che promuove suor Monia Alfieri, ma applicarlo tocca allo Stato. Nell’ottica dell’autonomia che verrà presto firmata, ci saranno comunque grandi opportunità. “Portiamo a casa – ha affermato – l’organizzazione scolastica che vale circa 5 miliardi di spesa. Potranno essere liberate risorse per fare ancor meglio di quanto abbiamo fatto, con un buon margine di manovra.”

La dote va in questa direzione, potrebbe essere innanzitutto allargata la base di coloro che ne potrannoo usufruire – anche del ceto medio – non nell’ottica assistenziale, ma della libertà di scelta.

“È un messaggio da far passare – ha concluso – anche perché non sento più una forte ostilità come negli anni scorsi.” Insomma, la dote scuola come ponte di passaggio fino all’applicazione del costo standard. “La Lombardia potrebbe – conclude Garavaglia – sperimentare per prima la possibilità di scelta libera, grazie all’autonomia.”

All’assessore è stato chiesto da Pasolini che i soldi messi a disposizione dallo Stato per gli alunni 0-6 anni, vengano erogati in modo proporzionato alle scuole statali e paritarie, secondo l’effettiva presenza sul territorio.

Per quanto riguarda la disabilità, il problema vero riguarda l’assistenza e il trasporto che la Regione s’è presa in carico, dopo che lo Stato ha abolito le Provincie tagliando i fondi per l’handicap che era di competenza di quest’ultime, prima del referendum che poi ha asserato tutto. Per sopperire al caos la Lombardia ha dovuto mettere  a disposizione “una valanga di soldi.”

Lo Stato ora mette a disposizione metà di quanto è necessario: alla Lombardia sono venuti 13,4 milioni, ma ne ha spesi 31. Per i casi più gravi si pensa di erogare altri due milioni.

Per la Formazione Professionale può essere giusto una dote premio per quelle categorie per le quali vi è forte richiesta di lavoro.

NOVE CANDIDATI CONSIGLIERI

Nell’incontro di lunedì scorso all’incontro organizzato dalle associazioni delle scuole paritarie, erano presenti i candidati Maurizio Broccatello (Forza Italia), Claudio Cobianchi (Parisi con Fontana), Gianluca Comazzi (Forza Italia), Luca De Simoni (Lista Civica Gori Presidente), Luca Del Gobbo, (Noi con l’Italia Udc), Deborah Giovanati (Noi con l’Italia Udc), Fabio Pizzul (Partito Democratico), Gianmarco Senna (Lega), Elisabetta Strada (Lista Civica Gori Presidente). I Cinque Stelle hanno declinato l’invito.

In sintesi si è evidenziata una convergenza, con qualche diversità di accento, sulla necessità di adottare il “costo standard” e quindi rendere completa la parità tra le scuole pubbliche, statali e paritarie. In particolare, tutti hanno indicato suor Anna Monia Alfieri, presidente della Fidae Lombardia, come punto di riferimento per l’attuazione del diritto costituzionale alla libertà di scelta dei genitori. Una formula, quella del costo standard, che farebbe anche risparmiare lo Stato.