Italia – Usa, beyond the sterotypes

l’Italia e Stati Uniti d’America, due paesi molto diversi a più di 8mila chilometri di distanza, spesso oggetto di tanti stereotipi creati dalla nostra pessima informazione a
riguardo.
Per soddisfare le mie curiosità e sciogliere alcuni dubbi, non ho preso il primo volo per gli States, né mi sono accontentato della solita ricerca sul web, ma ho usato…il telefono!
Ho chiamato due mie compagne di classe, Martina e Chiara, che stanno frequentando il quarto anno del liceo all’estero. Non è stato facile contattarle non solo a causa del fuso orario, ma anche perché sono quotidianamente molto impegnate nelle varie attività, scolastiche e non. Le ho intervistate, ponendo loro alcune domande. Curiosi? Leggete qui le risposte.

La prima domanda che ho rivolto a Martina e Chiara è quella che più ci si chiede dopo i recenti episodi di cronaca:
Tutti gli americani posseggono una pistola?
“Possiamo dire che molti posseggono un’arma sia per autodifesa sia per puro svago, anche perché a differenza del nostro paese sono molto facili da reperire. A 21 anni si può acquistare liberamente una pistola mentre a 18 anni si può acquistare facilmente un fucile. In base al secondo emendamento della costituzione americana i cittadini hanno il diritto di possedere armi per la propria sicurezza, ma il testo in questione fu scritto nel 1791, in tempi differenti rispetto a quelli di oggi”.

Sono tutti patriottici verso il loro paese?
“Certo, tutti gli americani sono devoti alla propria bandiera e, infatti, all’inno nazionale nelle scuole, tutte le mattine all’inizio della terza ora ci si alza in piedi e si fa il pledge, ovvero il giuramento alla bandiera”.

In tanti mangiano al fast food?
Sì, ma a differenza dell’Italia, in cui troviamo poche catene di questo genere, in America ce ne sono tantissime e di tante culture alimentari differenti, per esempio fast-food con cibo cinese o vietnamita”.

Sono pigri?
“Non tutti, diciamo che molte persone preferiscono muoversi in macchina anche per pochi chilometri, ma questo non accade tanto per pigrizia, quanto per comodità. Per esempio: perché camminare quando si può prendere la macchina o un tram, oppure perché cucinare quando esiste il cibo già pronto”.

Molti Americani sono razzisti?
“Non proprio, possiamo dire che chi è un forte estimatore di Trump non apprezza persone di una diversa etnia. Rispetto al passato le cose sono cambiate, ma non sipuò di certo affermare che in America non esista più una distinzione razziale”.

Sono “ignoranti” geograficamente al di fuori del proprio paese?
“Sì, molto, si concentrano principalmente sui propri confini e in pochi sanno come è il mondo al di fuori di essi. Secondo una ricerca condotta dalla National Geographic su 510 giovani intervistati, il 63% di questi non sa dove si trova l’Iraq, nonostante i continui conflitti, ma anche rimanendo nei territori americani, il 50% non sa localizzare lo stato di New York”.

E per concludere quali sono le differenze fra le famiglie statunitensi e quelle italiane?
“Non ci sono grandi differenze, le famiglie sono molto unite, come in Italia e forse l’unica differenza riguarda la vita religiosa in casa, per esempio tra le loro abitudini, prima di mangiare si dice una breve preghiera. Per il resto non ci sono grandi differenze”.

Purtroppo il tempo disponibile per continuare l’intervista a questo punto era esaurito: restavano ancora molte curiosità in me sulla loro esperienza concreta, sulle abitudini quotidiane, sulle differenze tra la scuola italiana e quella statunitense, sul ritmo di vita, gli sport più amati dai giovani, i divertimenti e…so già che le contatterò ancora per raccontarvi tutto in una prossima intervista!

Massimiliano, IV Liceo Scientifico