L’ANNUALE FESTA DEI GIORNALISTI CREMASCHI

I giornalisti cremaschi con il vescovo Daniele Gianotti

Celebrata ieri, sabato 17 febbraio, la festa dei giornalisti, con una santa Messa in cattedrale alle ore 18. Spostata a questa data – come ha spiegato il direttore del Nuovo Torrazzo all’inizio della celebrazione – per il desiderio del vescovo Daniele di essere presente a questo suo primo incontro con gli operatori della comunicazione sociale cremaschi: nella data canonica del 24 gennaio, festa del patrono san Francesco di Sales, era infatti impossibilitato.

LE PAROLE DEL VESCOVO 

Durante l’omelia, inserendosi nel discorso della prima domenica di Quaresima nella quale viene letto il vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto, il vescovo Daniele ha fatto riferimento al messaggio di papa Franceso per la 52° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà in maggio, sul tema “La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace”.

“Il deserto, nel quale lo Spirito porta Gesù – ha detto mons. Gianotti – è il tempo della prova: la nostra fede ha bisogno di essere provata, per rinnovare la nostra adesione a Dio.”

Parlando ai giornalisti presenti delle false notizie, azione diabolica, ha citato direttamente il Papa: “Si tratta della strategia utilizzata dal «serpente astuto», di cui parla il Libro della Genesi, il quale, ai primordi dell’umanità, si rese artefice della prima “fake news”, che portò alle tragiche conseguenze del peccato, concretizzatesi poi nel primo fratricidio e in altre innumerevoli forme di male contro Dio, il prossimo, la società e il creato. La strategia di questo abile «padre della menzogna» (Gv 8,44) è proprio la mimesi, una strisciante e pericolosa seduzione che si fa strada nel cuore dell’uomo con argomentazioni false e allettanti.”

Come facciamo a difenderci, si è chiesto il vescovo? Il Papa lo spiega e dice che Gesù è la verità ci farà liberi.

“Come dunque difenderci? Il più radicale antidoto al virus della falsità – sono le parole di papa Francesco – è lasciarsi purificare dalla verità. Nella visione cristiana la verità non è solo una realtà concettuale, che riguarda il giudizio sulle cose, definendole vere o false. La verità ha a che fare con la vita intera. Nella Bibbia, porta con sé i significati di sostegno, solidità, fiducia, come dà a intendere la radice ‘aman, dalla quale proviene anche l’Amen liturgico. La verità è ciò su cui ci si può appoggiare per non cadere. In questo senso relazionale, l’unico veramente affidabile e degno di fiducia, sul quale si può contare, ossia “vero”, è il Dio vivente. Ecco l’affermazione di Gesù: «Io sono la verità» (Gv 14,6). L’uomo, allora, scopre e riscopre la verità quando la sperimenta in sé stesso come fedeltà e affidabilità di chi lo ama. Solo questo libera l’uomo: «La verità vi farà liberi» (Gv 8,32).

Al termine della celebrazione, la foto di rito (che pubblichiamo). I giornalisti e gli operatori del Nuovo Torrazzo si sono poi trovati assieme per una cena d’amicizia, presente il vescovo stesso.