CREMA – Revocata dalla sola maggioranza la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

Un momento della riunione di consiglio comunale di ieri sera

Com’era prevedibile un più ampio dibattito s’è sviluppato, nel consiglio comunale di ieri sera, intorno alla revoca della cittadinanza onoraria, conferita nel 1924 a Mussolini e caduta nell’oblio fino alla segnalazione da parte dell’Anpi.
L’argomentato intervento del sindaco – riportato integralmente sotto – il testo deliberativo volutamente “molto scarno” proprio per poter arrivare a una decisione unanime e oltre un’ora e mezza d’interventi non han fatto cambiare la scelta dei tre di minoranza di non partecipare al voto. Il 5 stelle ritenendo che “il revisionismo storico non competa al consiglio”; Agazzi e Beretta perché convinti che il fascismo, già condannato dagli storici, non tornerà più e sia profondamente sbagliato usare la storia per finalità politiche.
Di parere opposto Gramignoli, Coti Zelati, Marcello Bassi, Bombelli, Valentina Di Gennaro e Della Frera, concordi con il sindaco che “un dovere nei confronti della verità, e delle nuove generazioni dire da che parte stiamo, con un atto senza equivoci”, come questa revoca, che è “un gesto di enorme portata educativa e di grande significato per noi, per la nostra città, per i nostri figli e le nostre figlie”.
Fuori aula gli unici tre di minoranza, la revoca è stata approvata all’unanimità dei soli 14 consiglieri di maggioranza più il sindaco.

INTERVENTO DEL SINDACO

Stasera siamo chiamati a pronunciarci su un atto positivo, un’azione costruttiva.
Ridare alla nostra città il senso dei suoi valori profondi, correggendo un errore, forse più emotivo che politico, verificatosi 94 anni fa, conferendo la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
Era appena finita la prima guerra mondiale, l’Italia era stata maltrattata nel corso della Conferenza di pace di Parigi e con il Trattato Versailles. Uscita vittoriosa dal conflitto, non aveva riottenuto la Dalmazia, Fiume e le isole adiacenti, l’irredentismo nazionalista si era rafforzato durante la guerra, successivamente si era diffusa la percezione della c.d. “vittoria mutilata”. C’era la necessità di uno scatto di orgoglio, di rivendicare al mondo che il nostro era un grande Paese. Ecco perché quella delibera non è politica, non può essere considerata tale. Coloro che presero quella decisione speravano in un riscatto nazionale, vi confidavano, ma non potevano sapere ciò che sarebbe accaduto nei 20 anni successivi, e sono certa che se fossero qui stasera sarebbe loro stessi a chiederci un intervento riparatore.
Revocare quella cittadinanza onoraria significa fare riposare in pace anche i firmatari di quella delibera, assunta in un momento, comprensibile, di euforia e di speranza.
Gli antefatti della proposta di questa sera vi sono noti: una ricerca dell’ANPI, qui presente, che ringrazio, ha messo in luce che questo Comune, con delibera del Consiglio Comunale, nel 1924 ha conferito la cittadinanza ONORARIA a Benito Mussolini. L’ANPI ha successivamente reso pubblica questa notizia e, infine, ha chiesto un incontro con la sottoscritta, dal quale è scaturita la richiesta ufficiale di revoca di questa onorificenza, indirizzata a me e al Presidente del consiglio comunale.
Dal momento che sostengo questa richiesta, ho chiesto ed ottenuto dalla Giunta Comunale il via libera a sottoporre questa decisione all’organo consiliare, deputato ad esprimersi in fatto di concessione e di revoca della cittadinanza onoraria.
Abbiamo volutamente proposto un testo deliberativo molto scarno, ritenendo che questo possa consentire di arrivare a questa decisione, come auspicherei, con un pronunciamento unanime. Le parole, specie quelle scritte, possono dividere, allontanare, creare distanze. È l’ultima cosa che vorrei su un tema così decisivo e dirimente. Tuttavia se divisioni e distinguo dovessero crearsi, è bene che i nostri figli, i nostri nipoti e pronipoti sappiano, nome per nome, come la pensavano i loro antenati.
Sovente, di fronte ad atti e proposte come queste, vengono sollevate obiezioni strumentali, rispetto alle quali mi sentirei di sgombrare il campo subito.
La prima è che ormai la Storia avrebbe già espresso il proprio giudizio e che vada rispettata nelle scelte di allora. Se è vero che il tribunale della storia ha già emesso la propria sentenza, è vero che siamo chiamati a eseguirla, con atti coerenti e conseguenti. Revocare la cittadinanza onoraria al duce incarna tale significato, in continuità con la valutazione storica di quei fatti. E non è poca cosa, credete, in un contesto nel quale l’ignoranza dilagante consente valutazioni superficiali e si sproloquia usando espressioni che sono state alla radice della rovina del mondo.
Nel Paese troppe persone ignoranti, che non cito perché non voglio appaia nemmeno il loro nome nel verbale che accompagnerà questa delibera, affermano che Mussolini avrebbe fatto oggettivamente cose buone e che sia stato un grande statista. Dico subito che non sono solo persone di destra, a riprova del fatto che il fascismo è uno stato dell’anima, che trasversalmente, in modo bipartisan, inquina le coscienze volgendole alla violenza, al sopruso, alla violazione dei diritti.
Noi siamo pacifici, non abbiamo altre armi che quelle della memoria e vogliamo usarla con risolutezza, anche stasera.
Una seconda obiezione diffusa è che, con tutto quello che c’è da fare, si discute di questioni che non hanno nulla a che vedere con le priorità. Le priorità, lo dico da madre e da sindaco, per me sono sempre quelle educative, sulle quali torniamo fra poco. Però voglio smontare subito i campioni del “C’è ben altro, le priorità sono altre”. Bene, questo è un consiglio comunale nel quale abbiamo parlato della centralina Anas a Castelnuovo, di barriere architettoniche, di area omogenea cremasca, di accesso civico, di recupero di entrate comunali non riscosse, di bilancio e di indirizzi alle Farmacie comunali e di un presidio socio sanitario nel quartiere di Crema nuova. Non credo sia minimamente sostenibile l’affermazione di chi ci imputa di trastullarci con Mussolini e di omettere il resto.
Vengo al perché, a mio avviso, questa onorificenza vada tolta e lo faccio proprio partendo dalle priorità, le fondamenta del nostro stare insieme. Che è democratico ed antifascista, come la nostra Costituzione ci ricorda bene e che è incompatibile con ogni riconoscimento onorario a colui che del fascismo fu il promotore e il capo indiscusso nel nostro Paese.
Per questo revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini non è atto che può essere messo sullo stesso piano del cambiare la toponomastica di una via o di una Piazza intitolate a cento altri personaggi che, alla luce delle consapevolezze della Storia, non meritano intitolazioni; questa, per vero, è anche la terza obiezione con la quale ci scontriamo… il tentativo di mettere tutto sullo stesso piano, di livellare, di assimilare la figura del duce a quella di altri profili rispetto al cui contributo la Storia ha già espresso il proprio giudizio negativo. Io invito tutti a un bagno di concretezza: qui, a Crema, nella nostra città, abbiamo concesso una cittadinanza ONORARIA a Mussolini, non a Stalin (in quel caso proporrei analogo provvedimento di revoca) e Mussolini per l’Italia è, e resta, un emblema, un simbolo, la testimonianza di un Paese travolto da un pensiero paranoico diffuso che nell’ultima guerra mondiale si è portato via 6 milioni di ebrei, migliaia di zingari, rom, persone disabili e omosessuali.
Abbiamo un dovere nei confronti della verità, abbiamo un dovere nei confronti delle nuove generazioni, dei nostri figli. Per questo è necessario dire da che parte stiamo, noi vogliamo dirlo con un atto senza equivoci, il fascismo è contro l’uomo, così come lo fu il comunismo nella sua versione totalitaria.
La politica deve riprendersi un ruolo pedagogico, non spetta ad essa formare le coscienze, ma senza dubbio è suo dovere mettersi di fronte alla cronaca e alla Storia in modo chiaro. In questi ultimi anni è mancata la chiarezza, aprendo varchi al male oscuro dell’uomo, quella violenza che nella confusione trova il suo alleato più forte. La chiarezza delle posizioni è l’antidoto, specie di fronte a tante piccole e grandi recrudescenze e a rigurgiti neofascisti che non devono trovare alcun alibi e alcuna legittimazione.
E’ tempo di assumere posizioni chiare. Questa revoca lo è, revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini è un gesto di enorme portata educativa e di grande significato per noi, per la nostra città, per i nostri figli e le nostre figlie. Per questo invito tutti i consiglieri comunali ad assumersi la responsabilità e la paternità di questo gesto.