Vescovo Daniele in Uruguay – I primi incontri con la gente del Delta del Tigre

Cremaschi e uruguagi davanti a una Cappella

Secondo giorno in Uruguay per il vescovo Daniele, impegnato con il vicario generale don Maurizio Vailati, con don Francesco Ruini e con Enrico Fantoni, responsabile dell’Ufficio Missionario, nella visita alla missione dove opera il nostro don Federico Bragonzi.

“Buona parte della giornata – fa sapere Fantoni – è stata dedicata alla visita della realtà del Delta del Tigre e all’incontro con la gente del posto. Visitando le Cappelle, ci ha fatto da guida Gloria, una delle catechiste storiche che 30 anni fa iniziarono, insieme ai Padri Oblati, il lavoro di catechesi porta a porta”.

All’interno della Cappella dedicata a San Fernando, s’è svolto un momento di scambio di informazioni tra la gente del posto e la delegazione cremasca. Stessa situazione si è ripetuta nella Cappella maggiore della “quasi parrocchia” del Delta del Tigre, dedicata alla Madonna di Lourdes e a Sant’Eugenio. Un bel gruppetto di catechiste giovani e meno giovani hanno raccontato una storia trentennale di fede, spesso molto faticosa, col sogno di avere un sacerdote fisso.

Il vescovo Daniele ha quindi celebrato la Messa in lingua spagnola. Durante la preghiera dei fedeli, la Comunità del Delta ha chiesto di avere un secondo sacerdote per una comunità che cresce a vista d’occhio e che oggi tocca i quasi 20.000 abitanti. Prima della Messa, sono state consegnate a don Federico le casule dono dei parrocchiani cremaschi di Sant’Angela Merici. Al termine della celebrazione, la Comunità ha offerto un pranzo tipicamente uruguaiano, a base di “asado” (carne alla griglia).

“Abbiamo poi incontrato la stampa locale (due quotidiani) – riferisce Fantoni – spiegando il senso e gli obiettivi della visita della delegazione cremasca. Domande tutt’altro che banali, che hanno spaziato dal valore dell’amicizia tra la Chiesa di Crema e quella di San José alla portata del messaggio di papa Francesco”.

Ultimo appuntamento in serata con la comunità parrocchiale di Rafael Perazza. Una visita in chiesa e l’immancabile cena – con tanto di bandiera italiana sullo sfondo – a base di ravioli. Segnali positivi di una Chiesa davvero attenta all’ospite. Una Chiesa piccola, ma generosa.