RIVOLTA D’ADDA – Fiera di S. Apollonia: “Analisi e prospettive del settore lattiero-caseario per il 2018”

Numerosi allevatori si sono dati appuntamento ieri sera a Rivolta d’Adda, per l’incontro “Analisi e prospettive del settore lattiero-caseario per il 2018”, promosso da Coldiretti Cremona, con il presidente Coldiretti Lombardia e vicepresidente nazionale Ettore Prandini, e i presidenti provinciale Paolo Voltini e del Consorzio Latterie Virgilio Paolo Carra.
La serata – aperta dal saluto del sindaco Fabio Calvi – ha dato avvio al ciclo di convegni legati alla 190a edizione della Fiera Regionale di Sant’Apollonia.
In una zona a forte vocazione zootecnica, Coldiretti Cremona ha raccolto gli allevatori per fare il punto – come sottolineato in apertura dal presidente Paolo Voltini – in merito all’attuale situazione del mercato lattiero-caseario, sulle criticità e sulle prospettive, e nel contempo sugli impegni e le azioni che possono contribuire a dare il giusto valore all’oro bianco del nostro territorio.
Compito di introdurre il tema è toccato al direttore Mauro Donda, che ha evidenziato i dati della produzione a livello lombardo, nazionale ed europeo, si è soffermato sull’andamento del prezzo medio del latte alla stalla, sempre con un raffronto tra Italia e Unione europea, e sui prezzi al consumo del paniere lattiero caseario negli ultimi 15 anni, in costante aumento, ha richiamato i numeri del mercato del Grana Padano, in termini di forme prodotte e di prezzi medi, per poi soffermarsi sulle esportazioni del made in Italy agroalimentare, che ha segnato un +7% nell’ultimo anno. Tanti spunti, dunque, per un dibattito che ha visto il presidente del Consorzio Latterie Virgilio Carra affrontare il tema della volatilità del mercato, che mette in difficoltà anche le aree produttive che hanno raggiunto i massimi livelli di efficienza, come la Lombardia. Carra ha toccato poi il tema della maggior valorizzazione del latte lombardo, visto che anche la GDO chiede sempre di più, ai propri fornitori, di entrare nel merito del benessere animale e della sicurezza alimentare.
“Il primo insegnamento del mercato è preservare la qualità, perché la qualità viene premiata dal consumatore. Se pensiamo di poter eludere il rapporto fiduciario con chi consuma il nostro prodotto, se andiamo a mescolarci con tutto quel sistema che non ha fatto un percorso virtuoso, allora non possiamo che essere perdenti”, ha chiosato. Nella sua analisi Carra ha anche evidenziato il ruolo del burro “che ha trascinato il prezzo del latte in questo anno” e ha ribadito “l’esigenza di creare dei meccanismi che possano assorbire nei momenti di grandissima tensione certe quantità di latte”.

“È indispensabile creare un’alternativa – ha ribadito – altrimenti saremo sempre ostaggio di una certa parte di industria, ma anche di quella cooperazione che lavora male. Dobbiamo riuscire a creare un’alternativa, poiché in certi momenti è necessario sottrarre produzione al mercato.”
Infine, si è soffermato con forza sulla questione dei simil-Grana che stanno creando enormi problemi alla più grande DOP italiana. In quest’ultimo anno e mezzo le quotazioni del Grana e del Parmigiano hanno mostrato due andamenti divergenti: in costante calo il primo, in continua ascesa il secondo.
“Per questo – ha concluso Carra – va fatta una riflessione approfondita e profonda su quello che avviene nei nostri consorzi.”
L’intervento del presidente di Coldiretti Cremona ha rimarcato il valore della qualità e della distintività del prodotto italiano. Ha sottolineato l’importanza di un percorso che vede l’agricoltura stringere accordi con la parte più illuminata dell’industria, quella che riconosce il valore dell’origine e della sostenibilità. Ha evidenziato le difficoltà del presente, assicurando la determinazione di Coldiretti in battaglie vitali per il comparto lattiero-caseario e, più in generale, per il made in Italy. Dalla denuncia del mercato dei simil-Grana alla battaglia contro il Ceta e gli accordi bi-multi-laterali che danneggiano l’agricoltura italiana.
“È inaccettabile – ha ribadito Voltini – che il nostro agroalimentare sia trattato da merce di scambio in accordi internazionali dell’Ue.”

Il presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini, che ha ripreso il tema dei simil-Grana – “È ora di finirla con chi sfrutta il marchio e l’immagine del Grana Padano a spese degli altri produttori, contribuendo a deprimere mercato e quotazioni. Servono misure concrete contro il fenomeno dei formaggi similari che sta diventando il principale problema del comparto lattiero caseario italiano” – a quello degli accordi internazionali come il CETA: “Accettare questo tipo di accordi significa rischiare di svendere l’identità dei nostri territori che rappresentano un patrimonio di storia, cultura, e lavoro conservato nel tempo da generazioni di agricoltori. Come Coldiretti lo abbiamo sempre detto e finalmente anche l’industria alimentare lo ha capito”, ha sottolineato. “Tutti hanno fatto marcia indietro – con la sola eccezione di Confagricoltura – rendendosi conto che la posizione assunta da Coldiretti era l’unica sostenibile, l’unica realmente a difesa dell’economia del nostro Paese.”
Prandini ha proposto una relazione a tutto campo. Dalle battaglie affrontate da Coldiretti su questioni come l’olio di palma e il latte di soia (“Non è un caso se questo prodotto, dal momento in cui abbiamo ottenuto che non potesse più essere chiamato latte, abbia vissuto la sua prima flessione nella vendita”), dall’intesa con Ferrero (con le prospettive che potrebbero aprirsi rivolgendo l’attenzione al mercato dolciario) alle battaglie da affrontare (ad esempio sul tema dei trasporti, che diventa centrale poiché l’inefficienza rallenta e penalizza il vero made in Italy, incidendo sui costi di produzione), dal valore della qualità (“Gli elementi distintivi sono per noi una forza, un valore, sono ciò che tutto il mondo ci invidia e che deve tradursi in reddito per le imprese”), alla necessità di controlli efficaci e tempestivi, contro i tarocchi e contro le importazioni di prodotto anonimo che oltrepassa le nostre frontiere, destinato ad essere spacciato per made in Italy.
Il dialogo con gli allevatori è proseguito fino a tarda ora. Con l’impegno, da parte di Coldiretti, di continuare a sostenere con coerenza la propria linea sindacale, con forti azioni a difesa dell’agricoltura e delle aziende agricole italiane.