LA VEGLIA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

Celebrata ieri sera, alle ore 21, presso la chiesa cittadina di San Benedetto, la Veglia in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani. Protagonisti il vescovo Daniele e quattro esponenti di altre confessioni cristiane che presiedono le loro comunità nel Cremasco o in territori confinanti: padre Nicolae e il giovane padre Lucian della chiesa ortodossa rumena, padre Mihail della Chiesa ortodossa russa e il pastore Antonio della Chiesa evangelica metodista. Ha guidato la celebrazione, partecipata da un discreto numero di fedeli, padre Viorel Flestea responsabile della Commissione diocesana per il dialogo ecumenico.

IL MATERIALE PREPARATO DALLA CHIESA DEI CARAIBI

Il materiale per la Settimana di preghiera di quest’anno è stato preparato dalle Chiese dei Caraibi. La storia del Cristianesimo in quelle regioni contiene un paradosso: la Bibbia fu utilizzata dai colonizzatori per giustificare la loro opera di assoggettamento delle popolazioni indigene. Dall’altra però la Bibbia divenne una fonte di consolazione e di liberazione nelle mani di coloro che soffrivano l’oppressione dei colonizzatori.

TOGLIERE LE CATENE

Per significare questa liberazione, davanti al presbiterio è stata posta una Bibbia incatenata. Il vescovo Daniele, entrando in processione assieme agli altri padri che portavano un cero acceso, ha sciolto le catene indicando simbolicamente che la Bibbia è una Parola di libertà per tutti i popoli: cadute le catene della separazione possiamo trovare l’unità.

POTENTE È LA TUA MANO O SIGNORE

La veglia aveva come titolo “Potente è la tua mano o Signore”, una frase del libro dell’Esodo, un cui brano è stato letto in assemblea, seguito dal canto di liberazione del popolo ebraico.

Del Vangelo è stato proclamato dal pastore Antonio, il brano della figlia di Giairo che Gesù riporta alla vita.

IL COMMENTO DEL PADRE LUCIAN

L’omelia è stata pronunciata da padre Lucian che ha ringraziato tutti i presenti e tutte le comunità cristiane che vivono nel nostro territorio. “L’Eterno – ha detto – rimane la nostra meta da raggiungere: siamo portatori di eternità perché siamo immagine di Dio, come narra la Genesi. Dopo il peccato l’immagine ci è rimasta, ma la somiglianza la stiamo ancora cercando.

È lo Spirito che comunica la somiglianza con il Creatore. Con le sue sole forze l’uomo non può compiere nulla, nemmeno la sua felicità.

Dio non ci accompagna nella storia – ha continuato – ma nell’amore perché Dio non è storia, ma Amore. In Dio non c’è tempo e quindi neanche la morte… come ha detto Gesù davanti alla figlia di Giairo: “Perché vi agitate, la bimba sta dormendo.”

IL CREDO

La celebrazione è continuata con la proclamazione comune del Credo, la preghiera dei fedeli, il Padre Nostro, recitato come fratelli in Cristo.

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Prima della benedizione impartita da tutti i rappresentanti delle confessioni, assieme al vescovo Daniele, il padre Nicolae ha portato il saluto del vescovo rumeno di Roma.

“In Lombardia – ha detto – sono trenta le parrocchie della nostra Chiesa ortodossa rumena, grazie alla Chiesa cattolica che ci mette a disposizione le chiese. Un ecumenismo di base, un ecumenismo vissuto in tutti i giorni.”

E ha ricordato i profondi legami del popolo rumeno con quello italiano, fin da quando l’antica Dacia è diventata provincia romana per cui ancora oggi la Romania ha una lingua neo-latina (unica fra tutte le nazioni slave). Oggi la comunità ortodossa rumena conta in Italia quasi a un milione e mezzo di fedeli. Padre Nicolae ha ringraziato  il popolo italiano per l’accoglienza e il vescovo Daniele per l’invito alla veglia.

Un grazie anche dal pastore Antonio delle comunità di Piacenza e Cremona che ha citato il salmo: “Questo è il giorno che ha voluto il Signore…. rallegriamoci.”

Un ringraziamento infine dal padre ordotosso russo.

Il vescovo Daniele ha ringraziato a sua volta gli ospiti per aver voluto condividere la serata. “Penso a Gesù che prende per mano la bambina e la fa alzare, ha concluso. La mano Potente del Signore si realizza in tante mani che si uniscono.” E ricorda la grande tradizione ecumenica cremasca grazie a mons. Manziana, nella speranza che  la Chiesa di Crema rilanci sempre più lo spirito ecumenico.

Padre Viorel ha ringraziato a sua volta il parroco don Luigi per l’ospitalità e il coro che ha egregiamente animato la celebrazione.