IL PAPA IN CILE E PERÙ: ultimo giorno in Cile

Papa Francesco
Ieri, 18 gennaio, ultimo giorno in Cile per Papa Francesco. Adesso è il turno del Perù dove già da oggi sono innumerevoli gli appunti che lo vedono protagonista.

MATRIMONIO CELEBRATO DAL PAPA DURANTE IL VOLO

Durante il volo Latam 1252b da Santiago del Cile a Iquique il Pontefice ha unito in matrimonio, avvenuto a 36mila piedi di altitudine, una hostess e uno steward della compagnia aerea. I neo sposi sono: Paula Podestà Ruiz, 39 anni, e Carlos Cuffando Elorriaga, 41. I due, già uniti civilmente, avevano in programma di sposarsi in Chiesa, ma a causa del terremoto del 2010 e per altri impedimenti, sono stati costretti a rimandare le nozze. “E’ una gioia immensa essere sposati dal Papa su un aereo: non c’è niente di più bello per una coppia che si ama”, ha dichiarato Carlos. “E’ avvenuto tutto in modo spontaneo, non c’era niente di preparato. Il Papa ha ascoltato la nostra storia e ha deciso di celebrare le nozze”, ha aggiunto. I testimoni sono stati il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e Ignazio Cueto, proprietario della Compagnia aerea Latam. Non poteva mancare, naturalmente, il bacio di rito, salutato dagli applausi. “Il sacramento del matrimonio è qualcosa che manca, oggi. Spero che questo atto possa ispirare altre coppie”, ha commentato il Papa.

FUORI PROGRAMMA DEL PAPA: PROTAGONISTI I GIORNALISTI

“Voglio ringraziarvi per il servizio che avete prestato. Tanta gente che non può stare qui può seguire lo stesso da lontano”. Queste le parole fuori programma che Papa Francesco ha rivolto ai giornalisti, in attesa da ore all’aeroporto di Santiago. Il Pontefice è uscito dal protocollo e ha voluto ringraziare personalmente i giornalisti “perché avete passato ore qui, grazie di cuore che Dio vi benedica, che Dio doni tutto il bene a voi e alla vostra famiglia. Me ne vado con un buon ricordo di vedere giornalisti che passano ore in piedi così, aspettando, aspettando. Continuate così a servire il popolo. E pregate per me. Che Dio vi benedica a tutti”.

ULTIMA MESSA CELEBRATA IN CILE

“Come Maria a Cana, cerchiamo di imparare ad essere attenti nelle nostre piazze e nei nostri villaggi e riconoscere coloro che hanno una vita annacquata“. Si è conclusa con questo appello l’omelia dell’ultima messa in Cile, celebrata al Campus Lobito di Iquique. Il Pontefice ha ricordato ai fedeli l’obbligo di rimanere attenti a tutte le situazioni di ingiustizia e alle nuove forme di sfruttamento che espongono tanti fratelli a perdere la gioia della festa. Attenzione deve essere posta anche sulla situazione di precarietà che distrugge vite e famiglie. Molta cautela nei confronti di quelli che approfittano dei migranti perché non conoscono la lingua o non hanno i documenti in regola.  Il consiglio del Pontefice: “Non dobbiamo aver paura a dare una mano. Dobbiamo agire con solidarietà e giustizia. Approfittiamo anche per imparare e lasciarci impregnare dai valori, dalla sapienza e dalla fede che i migranti portano con sé”.