Marina Di Guardo ha presentato il suo nuovo libro

Marina di Guardo
Un momento della presentazione del nuovo libro di Marina Di Guardo, a Crema

Molti conoscono Marina Di Guardo come mamma di Chiara Ferragni, ma è molto più di questo perchè è una fantastica scrittrice di thriller. E questa sera, alle ore 18 presso la sala Santa Maria di Porta Ripalta ha presentato il suo nuovo libro ‘Com’è giusto che sia‘, pubblicato da Mondadori, davanti a un numeroso pubblico. All’evento, organizzato da Civitas associazione culturale, era presente anche l’avvocato Gipponi.

MARINA DI GUARDO: alcune informazioni

Marina, 55 anni, nata a Novara con origini siciliane. Motivo per cui la Sicilia spesso fa da cornice alle sue storie. Come ogni buona scrittrice che si rispetti, è appassionata di libri. Ne legge un sacco. Alla domanda se prende spunto da qualche autore di preciso, risponde: “Sicuramente alcuni dei tratti del mio stile sono tratti dagli scrittori che leggo, ma cerco di distaccarmene il più possibile. Voglio realizzarne uno tutto mio che sia ben riconoscibile,  scorrevole e di conseguenza di facile comprensione perché il mo scopo è di trascinare il lettore nella narrazione”. In una fase iniziale della sua carriera ha provato a scrivere i suoi romanzi su quaderni. Poi, come lei stessa afferma, ha capito che il vantaggio di usare un computer: più veloce nelle correzioni.

ALCUNI PERSONAGGI DELLA STORIA

La protagonista del suo nuovo romanzo è Dalia, studentessa di medicina che abita da sola con la madre Maria dopo che il padre se n’è andato ancora prima della sua nascita. Testimone della violenza che la madre ha subito dal compagno e volontaria presso un centro per donne vittime di violenza. Un giorno decide di trasformarsi in un ‘angelo vendicatore‘ ovvero vuole vendicare tutte le vittime che ha incontrato lungo la sua strada, inclusa la madre. Poi, in secondo piano, c’è l’ispettore Caruso. Un uomo tanto buono. Dopo aver studiato giurisprudenza decide di diventare poliziotto. Rilevante per la decisione è la scomparsa di un suo compagno quando era solo un bambino. L’amico, dapprima scomparso, viene trovato morto. Il colpevole mai stato identificato.

IL TEMA DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Con questo romanzo Marina cerca di aiutare, infondere coraggio in quelle ragazze/donne che, vittime dei propri partners, non riescono a denunciare la situazione e porre fine al loro incubo. “Bisogna che la protezione di chi denuncia sia più efficace. Inoltre è necessario far sentire importanti le bambine, non inferiori rispetto ai maschi”.
L’avvocato Gipponi da parte sua afferma: “le donne che si presentano e denunciano hanno già fatto tanto perché la loro autostima è azzerata. I loro mariti o compagni le hanno portate a pensare di essere cattive mogli, fidanzate e madri. Piangono quando, alla lettura dell’atto da noi avvocati scritto, ascoltano la loro storia per la prima volta. La prevenzione è la chiave per fare in modo che questa violenza nei confronti delle donne finisca. Bisogna lavorare sulla cultura e quindi far cessare l’esistenza di stereotipi“.