Home Chiesa IL PAPA IN CILE E PERÙ: la visita al Penitenziario Femminile

IL PAPA IN CILE E PERÙ: la visita al Penitenziario Femminile

Papa Francesco
Uno scatto durante la visita del Pontefice al Penitenziale femminile
“Chiediamo perdono a tutti quelli che abbiamo ferito con i nostri delitti” il saluto del Papa al penitenziario femminile di Santiago. Ad attenderlo 600 donne.
La visita è iniziata alle ore 16 locali (20 in Italia). Per dargli il benvenuto, all’entrata del carcere lo aspettavano due mamme con i loro figli e con dei fiori. Ad accoglierlo anche la comandante della struttura carceraria e dai 5 Cappellani. Dopo Francesco si è recato nella palestra del Centro dove ad attenderlo c’era suor Nelly Leon, responsabile della pastorale, e una rappresentanza delle recluse. Qui Janeth, una delle ospiti, ha riportato la sua testimonianza.

LE DONNE GENERANO VITA, LUCE E FUTURO

“Molte di voi sono madri e sapete cosa significa dare la vita”. Il Pontefice ha lodato queste donne che hanno saputo portare nel seno una vita e l’hanno data alla luce. Hanno compreso che la maternità è un dono, uno dei più meravigliosi regali che si possano ricevere. “Oggi siete di fronte a una sfida molto simile: vi è chiesto di dare alla luce il futuro. Di farlo crescere, di aiutarlo a svilupparsi. Non solo per voi, ma per i vostri figli e per tutta la società”. Il Pontefice ha fatto poi notare come le donne siano in grado di adattarsi alle situazioni e di andare avanti. Ciò permette a loro di lottare contro i tanti determinismi ‘cosificatori’ che finiscono per uccidere la speranza.

QUESTE DONNE DEVONO GUARDARE AVANTI

I figli sono forza, speranza e stimolo. Sono il ricordo vivo che la vita si costruisce guardando avanti e non indietro. È ai bimbi delle detenute che il Papa si è rivolto per spingere le sue ‘ospiti’ a non rinunciare a credere in un futuro migliore. “Oggi siete private della libertà, ma ciò non vuol dire che questa situazione sia definitiva”, ha assicurato Francesco. “Bisogna sempre guardare avanti, verso il reinserimento nella vita ordinaria della società”.

LA DENUNCIA DEL PAPA: SCARSI TENTATIVI DI REINSERIRE I DETENUTI NELLA VITA QUOTIDIANA

“Tutti sappiamo che molte volte, purtroppo, la pena del carcere si riduce soprattutto a un castigo, senza offrire strumenti adeguati per attivare processi”. Lo ha denunciato il Papa, salutando le detenute del carcere femminile di Santiago. Ha sottolineato l’obbligo della società di reinserire i detenuti.
Gli spazi che promuovono programmi di apprendistato lavorativo e di accompagnamento per ricomporre legami, rotti durante la detenzione, sono segno di speranza e di futuro. Però sono ancora pochi. Bisogna che tutti si impegnino a farli crescere. “La sicurezza pubblica non va ridotta solo a misure di maggior controllo ma soprattutto va costruita con misure di prevenzione, lavoro, educazione e più vita comunitaria”. Questa la ricetta offerta da Francesco. Per lui la vita fiorisce, riesce ad offrirci la sua più grande bellezza quando riusciamo a lavorare insieme gli uni con gli altri per far sì che la vita vinca, che sia sempre più forte.