Crema – “Io abito!” un nuovo progetto di Anfass per offrire una soluzione al tema Dopo di noi

La diversità è ancora malvista nella nostra società, anche in una piccola realtà come quella cremasca. Risulta essere motivo di scherno e isolamento. Eppure non dovremmo fermarci all’apparenza. Anche chi è diverso da noi è un essere umano e come ogni creatura è degna di vivere ed essere amata dal prossimo.
Di questo tema se ne occupa attivamente Anffas, acronimo che inizialmente indicava l’Associazione Nazionale di Famiglie e Adulti Subnormali e che poi s’è trasformata in Associazione Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali.
A livello nazionale nasce nel 1958 da un gruppo di mamme con figli disabili. Solo nel 1971 s’è costituita anche a Crema.
Inizialmente tutte le sedi dell’Anffas sottostavano a un’unica persona giuridica. Sola a partire dal 2002 ciascuna è diventata autonoma e ha un proprio presidente: per quella cremasca è Daniela Martinenghi.
La sede di Crema, in viale Santa Maria della Croce 22, offre numerosi servizi e tra questi quello diurno, che è aperto a tutti i 48 Comuni del distretto cremasco. Per quanto riguarda invece il servizio Il Tubero-Polo di Neuropsichiatria, attività di prevenzione diagnosi- cura-riabilitazione dei bambini e ragazzi tra 0 e 18 anni, vengono accettate anche persone che provengono da fuori territorio. Da circa un anno, presso la sede, presta la sua collaborazione un assistente sociale. Dal 30 ottobre scorso è stato attivato inoltre lo SDA-Servizio Diurno Alternativo presso alcuni locali dell’Oratorio della parrocchia di Santo Stefano. È rivolto soprattutto alle persone disabili che non trovano posto nei servizi riconosciuti dalla Regione e che hanno bisogno di uscire da casa. L’iniziativa permette loro di svolgere per alcuni giorni della settimana attività in queste strutture. Ovviamente il costo è sostenuto dall’Anffas con la partecipazione delle famiglie che raramente riescono a ottenere finanziamenti da enti locali. E le richieste per tale servizio sono in aumento.
Nell’associazione operano figure con regolare contratto di lavoro, ma anche diversi volontari. Professionisti e non, che mettono a disposizione il proprio tempo libero per affiancare i dipendenti nei vari servizi offerti, riconosciuti e accreditati, e vengono inseriti in tutte le attività proposte ai ragazzi. La figura del volontario risulta dunque essere molto importante. E ultimamente anche le ragazze di Abo Offanengo, squadra di volley in B1, prestano servizio come volontarie. Una volta al mese si mettono infatti completamente a disposizione dell’associazione di viale Santa Maria per svolgere diverse mansioni, dal cucinare al pulire.
L’associazione realizza anche numerosi progetti. Quest’anno, per esempio, è decollato “Io abito!”, sul tema del “dopo di noi”, cercando di dare attuazione a ciò che viene previsto nella legge 112/2016. La norma vuole garantire autonomia e indipendenza alle persone disabili, consentendo loro di vivere in strutture gestite da associazioni, evitando in questo modo il ricovero in residenze assistenziali. Per la realizzazione Anffas Crema ha acquistato
una casa, adiacente alla Comunità Alloggio in viale S. Maria. Si tratta della loro prima proprietà dal momento che gli altri edifici in uso sono in affitto. Nonostante la legge preveda un simile servizio, la Regione non offre nessun aiuto economico. Per tale motivo il ricavato della PescanAffas di quest’anno, nell’ambito di PolentAnffas, è stato destinato all’acquisto e alla ristrutturazione della casa-appartamento.